Un percorso didattico lungo 6 mesi per un gruppo di detenuti del carcere di Rebibbia, che è sfociato in una giornata davvero eccezionale: la visita guidata all’interno di Villa Torlonia – per qualcuno la prima uscita dalla Casa di reclusione dopo anni – dove poter toccare con mano quello che per mesi hanno carezzato con la fantasia e tramite le parole dei due docenti. Tutto questo grazie al progetto “L’arte dentro” promosso da Zètema Progetto Cultura e accolto positivamente dal Ministero di Grazia e Giustizia, dalla Direzione carceraria e dall’Area trattamentale.
Da aprile a novembre un archeologo e un botanico hanno tenuto all’interno della struttura carceraria lezioni settimanali di archeobotanica di 2 ore ad un gruppo di circa 30 ospiti della Casa di reclusione di Rebibbia, con proiezioni di immagini, letture e dibattiti.
L’Amministrazione Comunale della Città di Roma è l’unica in Europa – anche grazie al progetto di Zètema – che organizza dal 2007 incontri didattici di storia dell’arte, archeologia e botanica negli istituti di detenzione. Senza dubbio una dimostrazione tangibile dell’elevato senso civico e civile che ha sempre contraddistinto la città nel corso del tempo.
“L’arte dentro”, un modo sano, vitale e intelligente per offrire un’ulteriore occasione di crescita civico culturale e favorire – ottimizzandolo – il futuro reinserimento sociale dei detenuti a fine pena. L’esperienza della Casa di reclusione di Rebibbia rimane una forte testimonianza di come il rapporto di fiducia e di investimento affettivo cognitivo con i suoi ospiti crei le condizioni migliori per un ripensamento del proprio vissuto e una propensione al cambiamento.
Direttore responsabile Andrea Novarino
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