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Il Nuovo Palazzo della Regione Piemonte a Torino

NOV 2009



torinoScatta il conto alla rovescia per la posa della prima pietra del nuovo Palazzo della Regione Piemonte. Lo hanno reso noto la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, il vicepresidente con delega al Patrimonio Paolo Peveraro, l´assessore all´Urbanistica di Torino Mario Viano, l´architetto Massimiliano Fuksas.

Con la pubblicazione del bando di gara sulla Gazzetta ufficiale dell´Unione Europea è finalmente incominciata la fase operativa: per presentare le offerte, le imprese di costruzioni avranno tempo fino al 18 gennaio 2010 ed entro lo stesso mese di gennaio si procederà all´aggiudicazione dei lavori. A questo punto il progetto potrà diventare realtà: il via libera ai cantieri è previsto entro maggio, mentre per vedere l´opera finita occorrerà attendere tre anni. Una struttura pubblica di grandi dimensioni, pensata dalla Regione per raccogliere in un unico edificio le 40 sedi ora sparse su tutto il territorio cittadino, andando così a colmare una carenza organizzativa della macchina amministrativa. Non solo: con la costruzione del nuovo Palazzo notevoli saranno i riflessi economici, legati sia alla riqualificazione di un´area degradata che all´attivazione di investimenti che l´opera concentrerà su Torino e sull´intero territorio piemontese.

Oltre alla realizzazione del Palazzo nell´area ex Fiat Avio, il masterplan firmato dall´architetto Fuksas prevede inoltre un ampio intervento di trasformazione urbana che riguarda i terreni di proprietà di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e quelli su cui sorge la struttura olimpica Oval. Coinvolti nel progetto sono pertanto anche il Comune di Torino e Rfi, con i quali la Regione Piemonte ha di recente firmato un accordo di programma. Il Palazzo, infatti, sorgerà in posizione strategica, vicino al Lingotto, in un´area ben servita dal punto di vista dei trasporti grazie alla stazione della metropolitana (ora in costruzione), alla presenza della ferrovia e infine al futuro collegamento alla tangenziale tramite il sottopasso di corso Giambone.  

Aspetti architettonici

181 metri di altezza su 70mila mq di superficie libera calpestabile con attorno 39mila mq di parcheggi privati e circa 60mila mq di spazi accessori e opere esterne. Il Palazzo della Regione sorgerà nell´area ex Fiat Avio tra le vie Nizza, Passo Buole e Farigliano per ospitare circa 2700 dipendenti, a cui si aggiungeranno tra i 2.000 ed i 3.000 visitatori al giorno.

Sarà una torre di 41 piani con al culmine un giardino pensile molto suggestivo, protetto da una veletta di cristallo. Il progetto, vincitore del concorso internazionale di architettura, prevede non solo la realizzazione di aree adibite ad uffici, ma anche di spazi accessori adeguati: non mancheranno la mensa e i servizi ristoro (adatti ad accogliere le colazioni di lavoro, pure di alta rappresentanza), il centro riunioni e incontri, gli archivi, il centro benessere e lo spazio palestra-fitness (per il pubblico e per i dipendenti), spazi idonei ad ospitare le attività formative del personale regionale, la mediateca aperta anche in orari non di lavoro e un parcheggio da 1200 posti auto per il personale regionale. In un edificio a parte sarà ospitato l´asilo nido che, godendo di una certa autonomia rispetto al Palazzo, potrà essere utilizzato da tutti cittadini e non soltanto dai dipendenti regionali.

Oltre ai 70mila mq occupati dalla torre, il progetto prevede 25mila mq di superficie, inizialmente voluti per accogliere il Consiglio regionale e ad oggi da ridestinare, e altri 96mila mq alienabili destinati per il 50% agli usi residenziali e per la restante metà a quelli commerciali e ai servizi privati.  

Aspetti finanziari

Per realizzare la nuova sede, la Regione ricorre allo strumento del leasing immobiliare in costruendo. Il costo dei lavori è stimato in circa 262 milioni di euro, ma il bando sarà aggiudicato secondo il criterio del prezzo più basso offerto per il canone (comprensivo di rata capitale e interessi). Il finanziamento prevede una maxicanone iniziale a cui la Regione farà fronte sia alienando alcuni immobili attualmente occupati dagli uffici (tra questi c´è la storica sede di piazza Castello), sia vendendo i 96mila mq attorno alla torre (destinati a usi residenziali, commerciali e servizi privati). Successivamente verrà pagato un canone annuale per la durata di 20 anni.

L´obiettivo dell´amministrazione è di arrivare a pagare una rata di leasing inferiore ai canoni d´affitto attuali, che incidono sulle casse piemontesi per 13 milioni l´anno. Un obiettivo non difficile da raggiungere se si tiene conto che i diritti edificatori dell´area sono stimati in circa 60-70 milioni di euro e che gli immobili di proprietà regionale hanno un valore di almeno 80 milioni di euro. Non solo: il risparmio energetico e quello in termini di logistica (un edificio solo ha costi inferiori rispetto a 40 sedi distaccate) frutteranno una cifra tra i 4 e i 5 milioni di euro annui.  

Aspetti ambientali

Sottoposto ad un protocollo internazionale per la certificazione della sostenibilità ambientale degli edifici, il progetto ha conseguito un punteggio pari a 3.4, ossia il valore di assoluta eccellenza. Questo sistema di valutazione e certificazione, valido al momento in fase di progetto, stima il livello di qualità ambientale, misurando la prestazione dell´edificio rispetto al consumo di risorse, alle emissioni di CO², al comfort termico e alla controllabilità degli impianti tecnologici . È intenzione della Regione sottoporre la torre allo stesso protocollo anche in fase di costruzione e poi di utilizzo del Palazzo una volta completato.

Le scelte tecnologiche adottate sono di alto profilo, volte a ridurre il consumo energetico e favorire l´utilizzo di fonti rinnovabili, limitando inoltre l´emissione di sostanze inquinanti come i gas serra. In sintesi, si prevede un sistema combinato che comporta l´impiego del teleriscaldamento e della geotermia con acqua di falda a ciclo chiuso (senza consumi idrici).

Ipotizzando che almeno l´80% dei dipendenti della Regione utilizzerà i mezzi pubblici per andare al lavoro, si otterrà un risparmio di 11,55 tonnellate di anidride carbonica (CO2), che equivalgono a circa 3.000 tonnellate all´anno.    
 

"Chiusa la fase di progettazione - commenta la presidente  Bresso - per il palazzo della Regione è scattata la fase operativa: è partito il bando di gara, sulla cui trasparenza e affidabilità vigilerà la commissione presieduta dall'ex prefetto di Torino Mario Moscatelli. Per la realizzazione del palazzo la Regione ricorrerà al leasing immobiliare in costruendo, che ci permetterà di muovere ingenti risorse senza spendere praticamente nulla. Il finanziamento sarà infatti possibile grazie alla vendita dell´area attorno alla Torre e degli immobili di proprietà della Regione attualmente sedi di uffici, oltre che al recupero degli affitti passivi, con l'obiettivo di arrivare a pagare una rata annuale di leasing inferiore agli attuali canoni d´affitto. Si tratta di una grande operazione, che da un parte renderà più efficiente il funzionamento degli uffici regionali e dall'altra contribuirà significativamente alla trasformazione di Torino, con notevoli benefici anche dal punto di vista ambientale e di risparmio energetico".

"Quando tutti gli interventi saranno attivati - spiega il vicepresidente della Regione  Paolo Peveraro - il Pil del Piemonte crescerà di un punto percentuale. Fra costruzione della nuova sede, urbanizzazioni, vendita delle proprietà regionali e di RFI complessivamente si metteranno in moto investimenti almeno per un miliardo e 300 milioni di euro. Questa è una grande occasione per gli imprenditori in generale e per il settore delle costruzioni in particolare che potranno finalmente rivedere la luce dopo aver attraversato il tunnel della crisi".

"Storicamente il Lingotto - evidenzia l´assessore all´Urbanistica della Città di Torino Mario Viano - soffre di asfissia legata ad un contesto largamente estraneo e a un´accessibilità complicatissima sia veicolare sia con il mezzo pubblico. Il programma d´intervento consente di superare questa condizione da un lato realizzando un contesto omogeneo al centro servizi del Lingotto, dall´altro migliorando radicalmente l´accessibilità con il mezzo privato (attrverso il sistema della tangenziale) e con quello pubblico (attraverso il metrò e l´accesso alla stazione dal lato est)".

"È un´opera d´architettura - sottolinea l´architetto Massimiliano Fuksas - che fa parte anche del mondo dell´arte. E l´architettura è importante specialmente quando trova soluzioni per i problemi. L´architettura diventa parte di emozioni comuni quando è più vicina all´idea della scultura".

 
Testo di Paola Gatti
 

Direttore responsabile Andrea Novarino reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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