È stato presentato in questi giorni il settimo Rapporto sull’internazionalizzazione del
Piemonte, vero e proprio monitoraggio dello sviluppo regionale sui mercati esteri,
inteso come livello di proiezione commerciale, sociale e culturale, realizzato da
Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte.
Il volume è concepito come strumento per realizzare efficaci politiche locali a supporto dell’internazionalizzazione, nell’ottica di rispondere ad una forte esigenza conoscitiva e di sostegno alle policies. Accanto all’interscambio di merci e servizi, agli investimenti diretti esteri in Piemonte e a quelli piemontesi all’estero, assumono un peso rilevante anche altri fattori, quali la dotazione di capitale umano, la conoscenza e le relazioni istituzionali, oggi più che mai fondamentali per lo sviluppo economico e sociale.
Dopo i saluti di Sergio Conti, Assessore alle Politiche territoriali e Statistica della Regione Piemonte, e di Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte, è seguita la presentazione del Rapporto sull’internazionalizzazione del Piemonte 2008 a cura di Paolo Bertolino, Direttore di Unioncamere Piemonte, e di Roberto Strocco, Responsabile Ufficio Studi e Statistica di Unioncamere Piemonte.
Il Presidente del Centro Estero per l’Internazionalizzazione Camillo Venesio; il Direttore Generale Opde Investment España Ramon Tejada; e il Direttore Generale Incomedia Federico Ranfagni hanno poi preso parte alla tavola rotonda “I modelli territoriali di attrazione degli investimenti e internazionalizzazione in Europa”. Ha concluso i lavori Andrea Bairati, Assessore all’Internazionalizzazione della Regione Piemonte. “Nonostante i colpi inferti dalla crisi che ha investito l’economia mondiale, il grado di internazionalizzazione del Piemonte continua a crescere, progredendo rispetto alla media italiana. L’incremento è dovuto soprattutto alla ripresa degli investimenti diretti esteri in entrata e alla crescente attrattività esercitata dagli Atenei piemontesi - ha commentato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -. L’Indice di internazionalizzazione del Piemonte tiene conto di indicatori sia sociali che economici: non va dimenticato, infatti, che in un mercato sempre più globale, giocano un ruolo fondamentale nel grado di proiezione internazionale di un territorio anche la dotazione di capitale umano, la conoscenza e la natura delle relazioni istituzionali. Le scelte localizzative delle imprese sono, infatti, sempre più orientate alla ricerca di un territorio complessivamente competitivo, che riesca ad offrire un contesto positivo sia dal punto di vista ambientale e infrastrutturale che da quello burocratico e istituzionale”. Ha commentato l'assessore , Andrea Bairati: "Che il 2009 sia caratterizzato da una profonda crisi strutturale, di natura prevalentemente finanziaria, è cosa nota a tutti.
La prima conseguenza di questa situazione è il crollo del commercio internazionale, a partire dall’autunno dello scorso anno. Sebbene si sia registrata una contrazione superiore al 30% su base annua, gli analisti prevedono a breve una, seppur minima, ripresa dell’attività economica mondiale, che sarà verosimilmente trainata dai paesi emergenti.
In questa delicata fase è dunque necessario limitare al massimo le conseguenze per il nostro tessuto economico per evitare che si traducano in un’ulteriore perdita di capacità competitiva. Siamo convinti che la strada intrapresa, che passa attraverso la valorizzazione del capitale umano e la riconversione in chiave tecnologica del parco industriale regionale, sia quella giusta nonchè l’unica percorribile e che il nostro sistema economico sarà trainato – nel prossimo futuro - dalle aziende di qualità che avranno saputo innovare e aprire la propria capacità produttiva al mercato internazionale".
L’INDICE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL PIEMONTE
L’indice sintetico di internazionalizzazione (IseI) si basa su due approcci. Il primo affronta l’internazionalizzazione in un’ottica dinamica, con un calcolo “per punti”; tale metodo, utilizzato anche nel mondo borsistico, consente di evidenziare in maniera puntuale l’avanzamento o l’arretramento internazionale del territorio nel corso degli anni. Il secondo approccio dell’indice affronta, invece, l’internazionalizzazione sotto un profilo di benchmarking territoriale, utilizzando il metodo dei numeri indice, con una media pari a 100 per il valore nazionale. Questo approccio evidenzia quindi il posizionamento strutturale del Piemonte nei confronti di altre regioni italiane competitors.
Nel 2009, il calcolo dell’indice dell ’internazionalizzazione del Piemonte ha fornito un valore pari a 12.914 punti, realizzando una variazione positiva del +3% rispetto all’indice calcolato per il Rapporto 2008. Le ragioni dell’incremento realizzato rispetto all’anno precedente sono sintetizzabili in due punti: la ripresa, dopo il saldo negativo registrato nel 2007, degli investimenti diretti esteri netti in entrata in Piemonte e la crescente attrattività esercitata dai poli universitari piemontesi sugli studenti stranieri. Per quanto riguarda gli investimenti diretti, nel corso del 2008 il Piemonte ha attratto investimenti per un ammontare pari a circa 7 miliardi di euro, in calo rispetto ai 13,7 del 2007; per contro, l’ammontare dei disinvestimenti nel 2008 è risultato pari a 5,1 miliardi di euro, a fronte dei 13,8 miliardi registrati nel 2007: il saldo è quindi positivo per 1,9 miliardi di euro (lo stesso saldo, nel 2007, risultava negativo per un ammontare pari a 107,4 milioni di euro). Un altro fattore di internazionalizzazione è la continua ascesa degli iscritti stranieri tra gli studenti universitari: la quota è passata dal 4,2% dell’anno accademico 2006/2007 al 4,6% dell’anno accademico 2007/2008, mentre la crescita degli iscritti stranieri si è attestata al +16,9%. Analogamente agli scorsi anni, è stato poi costruito l’Indice di internazionalizzazione nell’ottica di benchmarking, ponendo i dati italiani uguale a 100 e ricalcolando con questo parametro i valori del Piemonte e di alcune delle principali regioni competitors. Si evidenzia in prima battuta come, a conferma di una tendenza pluriennale, il Piemonte sembra essere più internazionalizzato della media italiana di quasi 21 punti percentuale. Anche nel 2009 il calcolo dell’Indice di internazionalizzazione rivela, infatti, come il Piemonte si caratterizzi per una maggiore apertura all’estero rispetto al dato nazionale, sia nella componente economica dell’indice che in quella sociale. Nel dettaglio della componente sociale, si segnala in primo luogo la spiccata attrattività esercitata dagli Atenei piemontesi sugli studenti universitari stranieri, quindi la più elevata incidenza della popolazione straniera residente in Piemonte rispetto a quanto si osserva a livello nazionale. La capacità del sistema ricettivo piemontese di convogliare sul territorio regionale la componente del turismo straniero si pone, invece, al di sotto della media nazionale. Sul fronte economico, si registrano valori dell’indice al di sopra della media nazionale su tutti i fronti considerati: si segnala, in primo luogo, la più elevata attrattività piemontese degli Ide stranieri rispetto a quella esercitata a livello nazionale, quindi la maggiore propensione al commercio internazionale, frutto essenzialmente della più marcata propensione al commercio internazionale di merci. Il confronto tra il numero indice complessivo calcolato per il Piemonte e quelli di altre regioni competitors evidenzia, in primo luogo, come questo presenti valori inferiori solo a quello della Lombardia. Al di là di qualsiasi considerazione generale, ogni regione manifesta profonde specificità territoriali: Lombardia e Veneto manifestano da sempre le più spiccate propensioni al commercio internazionale. Tuttavia, mentre la Lombardia appare più internazionalizzata dell’Italia (con riferimento a tutte le tematiche prese in considerazione, a testimonianza della competitività generale del suo territorio), il Veneto mostra una ridotta capacità di attrazione di investimenti diretti esteri, mentre risulta competitivo in tutte le componenti sociali. L’Emilia Romagna esibisce una minore propensione all’internazionalizzazione economica rispetto al sistema Italia considerato nel suo complesso, caratteristica che è frutto, in primo luogo, della debolezza mostrata dal territorio sul fronte dell’attrazione di capitali dall’estero, mentre sul piano sociale manifesta una profonda specificità nella formazione di studenti universitari stranieri, maturata grazie alla elevata partecipazione studentesca di origine straniera presso l’Università di Bologna.
IMPORT-EXPORT DI MERCI E DI SERVIZI
Nell’ultima parte del 2008, l’economia internazionale è stata caratterizzata da una forte decelerazione della dinamica espansiva manifestata negli anni precedenti, fenomeno che ha assunto vasta portata coinvolgendo non solo le economie avanzate, ma anche, seppur in misura minore, quelle emergenti. La crisi che ha investito l’economia internazionale ha avuto forti ripercussioni anche sugli scambi di beni e servizi, fenomeno che va analizzato, quindi, alla luce di queste considerazioni. Nel 2008, le esportazioni piemontesi sono cresciute dell’1,5% rispetto all’anno precedente sfiorando la quota dei 38 miliardi di euro (a livello nazionale la stessa variazione è stata dello 0,3%). Valutando, tuttavia, le singole performance trimestrali, si osserva come alle variazioni tendenziali positive del +3,7%, +8,1% e +5,0% registrate rispettivamente nel I, II e III trimestre del 2008, abbia fatto seguito la flessione del -10,3% subìta nell’ultimo trimestre dell’anno. Nel periodo gennaio-giugno 2009 è proseguita la fase decrescente delle esportazioni regionali, che hanno registrato un calo del -28,3% rispetto allo stesso periodo del 2008, flessione più marcata rispetto a quella registrata a livello nazionale (-24,2%). Il Piemonte si conferma comunque la quarta regione esportatrice con una quota del 10% dell’export italiano. La flessione delle esportazioni piemontesi trae origine dalle deludenti performance realizzate da tutti i principali comparti regionali: il settore dei mezzi di trasporto sconta una flessione dell’export pari al -29,8%, mentre per la meccanica la contrazione è pari al -33,4%; è negativo anche il trend per il tessile-abbigliamento (-23,8%), mentre è più contenuta la contrazione dell’export per il settore alimentare (-10,6%). Quanto ai mercati di sbocco, la flessione più consistente ha riguardato le vendite dirette ai partner dell’Ue 27 (-30,5%), mentre quelle destinate ai Paesi extracomunitari hanno subìto un calo di 23,9 punti percentuale. Per quanto riguarda il commercio di servizi, nel 2008 il Piemonte ha contribuito per il 4,6% all’export italiano, e per il 7,4% all’import, qualificandosi come quinta regione esportatrice e terza forza importatrice. I crediti verso l’estero per la vendita di servizi (al netto della componente non disaggregabile dei trasporti) ammontano a 3.093 milioni di euro, dato in calo rispetto ai 3.196 milioni registrati nel 2007. La flessione tendenziale di 3,2 punti percentuale, più contenuta rispetto al -14% dell’anno precedente, può essere in larga parte attribuita alla diminuzione dell’export relativo alle voci comunicazione e costruzioni. Per quanto riguarda, invece, gli acquisti di servizi dall’estero, si evidenzia una crescita di 3,7 punti percentuale rispetto all’anno precedente. Le importazioni sono state pari a 4.907 milioni di euro, e si sono concentrate nelle componenti dei viaggi, altri servizi alle imprese e comunicazioni. Il saldo appare ancora una volta negativo per 1.814 milioni di euro, manifestando un peggioramento significativo rispetto ai valori rilevati negli anni precedenti. Ragionando in termini di saldi tra vendite e acquisti, emerge come, nel 2008, il valore delle vendite abbia superato quello degli acquisti in tutti i comparti. LA BILANCIA TECNOLOGICA DEL PIEMONTE Analogamente a quanto registrato per la Bpt italiana, e in linea con la tendenza tradizionalmente manifestata, nel 2008 il saldo della Bilancia dei pagamenti della tecnologia del Piemonte è positivo per un ammontare di circa 370 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (+12%). Il Piemonte si colloca così al primo posto tra le regioni italiane per avanzo della Bpt, superando la Lombardia, in attivo per oltre 198 milioni di euro. Il saldo positivo del 2008 è riconducibile in primo luogo al consistente surplus registrato per i servizi con contenuto tecnologico (+218 milioni di euro), concentrato per la maggior parte negli studi tecnici e di engineering (dove l’attivo è pari a 191 milioni). Importante anche l’avanzo apportato dalla voce del commercio in tecnologia (+160 milioni di euro), all’interno della quale incidono in misura determinante i diritti di sfruttamento di brevetti (con un surplus di 148 milioni). Gli incassi per tecnologia non incorporata in bene ammontano a poco più di 530 milioni di euro, in sostanziale continuità con il 2007, mentre i pagamenti sono pari a 160 milioni di euro, in forte diminuzione (-22%) rispetto all’anno precedente. È evidente, quindi, come l’espansione del saldo della Bpt sia riconducibile essenzialmente ad una contrazione della tecnologia in ingresso in regione, mentre la competitività del Piemonte nel contesto internazionale, misurata dall’andamento degli incassi derivanti dalle vendite e quindi dalla capacità esportativa, si mantiene stabile.
INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI
Il Piemonte detiene la seconda posizione tra le regioni italiane per flusso di Ide in entrata, tenuto conto che nel 2008 gli Investimenti diretti esteri nella regione, al netto dei disinvestimenti, hanno toccato quota 1,9 miliardi di euro. Gli investimenti provenienti dall’estero si sono ridotti di 49 punti percentuale, in concomitanza di un’ancor più brusca frenata dei disinvestimenti (-63%), che ha permesso di ottenere un saldo positivo. Il Piemonte evidenzia invece un forte rallentamento nei flussi Ide all’estero. Nel 2008, gli Investimenti diretti esteri piemontesi, al lordo dei disinvestimenti, sono diminuiti rispetto al 2007, passando da 7,5 a 5,5 miliardi di euro,mentre non sono calati rispetto all’anno precedente i disinvestimenti, che rimangono a quota 7,9 miliardi di euro; di conseguenza il saldo ha toccato quota -2,4 miliardi di euro, in netto peggioramento rispetto agli anni precedenti.
IMPRENDITORI STRANIERI
Nel 2008, il numero degli imprenditori stranieri presenti in Piemonte ammonta a 45.662 unità, pari al 6% degli imprenditori operativi in regione: l’incremento rispetto all’anno precedente è stato del 7,8%, mentre se si confronta il dato con quello del 2000, il numero di imprenditori è più che raddoppiato (+127%). Tra le etnie più numerose si ritrovano anzitutto quelle marocchina e rumena, cui appartengono rispettivamente il 17% e il 16% degli imprenditori stranieri attivi in Piemonte. Seguono albanesi, francesi, cinesi, svizzeri e tedeschi. I settori privilegiati dall’imprenditoria straniera continuano ad essere quelli del commercio e delle costruzioni. Incrociando i dati relativi ai settori di attività con quelli dei Paesi d’origine, emerge la forte propensione dei soggetti provenienti dell’est europeo e dai Balcani ad avviare attività nel ramo delle costruzioni, mentre le imprese commerciali costituiscono il principale sbocco per marocchini, asiatici e centro africani.
IL TURISMO INTERNAZIONALE
Nel 2008, il numero di turisti stranieri giunti in Piemonte per trascorrervi almeno una notte è stato pari a 1.160.395, per un ammontare complessivo di presenze pari a 4.087.569; gli straneri hanno soggiornato in Piemonte, in media, per 3,6 giorni. Così come nel 2007, anche per il 2008 il Distretto Turistico dei Laghi si configura quale mèta privilegiata dai turisti stranieri: l’area ha ospitato il 46,1% degli arrivi e il 54,0% delle presenze straniere complessivamente registrate sul territorio, nonostante si siano verificati cali pari rispettivamente al 5,5% e al 5,3% rispetto al 2007. Il complesso dell’Atl di Turismo Torino e Provincia ha accolto, poi, il 21,2% dei visitatori stranieri giunti sul territorio piemontese, e il 21,8% delle presenze, subendo dinamiche negative rispetto al 2007, risultato che va letto alla luce del fisiologico calo di interesse per i luoghi che hanno ospitato le Olimpiadi invernali di Torino 2006. Quanto ai Paesi di provenienza dei turisti stranieri, anche nel 2008 il mercato tedesco resta primo in termini di flussi in arrivo in regione, anche se si registra un calo rispetto all’anno passato. Tra le dinamiche più rilevanti, si segnala, infine, la straordinaria espansione del mercato cinese.
Direttore responsabile Andrea Novarino
reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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