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Lettera aperta del Consigliere Ventriglia al Prefetto di Torino

DIC 2009



   Ferdinando Ventriglia“Perseguire a norma di legge chi istiga alla violenza politica, anche se sono artisti”.   

Oggi il Consigliere Ferdinando Ventriglia  ha scritto al Prefetto in relazione al murales, esposto fino a ieri nella stazione della metropolitana di Porta Nuova – in cui si accostava Berlusconi alla mafia e al boss Provenzano.  

In riferimento all’aggressione di Milano, Ventriglia osserva: “Le mie preoccupazioni si sono dimostrate più che fondate”.  

Pur riconoscendo che GTT ha rimosso in 24 ore l’allestimento, e che l’intenzione dell’artista (che ancora ieri lamentava “censure”) non è quella di fomentare l’eversione ma più banalmente di vendere le sue opere cercando compratori tra gli antiberlusconiani con la bava alla bocca, Ventriglia sottolinea al Prefetto Padoin il rischio che “come negli anni ’70, il clima di attacco alle istituzioni si trasferisca dalle eleganti formulazioni intellettuali dei cattivi maestri ad atti sanguinosi di violenza politica”.  

Il consigliere, sottolineando che “sono proprio voci irresponsabili, come quella che nel murales accostava Berlusconi a Provenzano, ad armare la mano di individui instabili, pericolosi a se e agli altri, arrabbiati col mondo e in cerca di una vittima su cui rovesciare la loro rabbia”, chiede al Prefetto:   

1)      Di verificare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, e se queste debbano per legge essere perseguite d’ufficio; in tal caso, devono scattare le denunce alla Magistratura;

2)      Di controllare, da un punto di vista investigativo e di ordine pubblico, se tra questi artisti, oltre ai piazzisti delle loro opere, vi siano soggetti con legami accertati con l’area antagonista e i centri sociali.  

Il Ministro Maroni ha chiaramente annunciato una linea di massimo rigore contro ogni compiacenza verso un clima di aggressione verbale che precede e alimenta l’aggressione fisica alle Istituzioni. Il problema non è il gesto contro Berlusconi, ma coloro che legittimano l’aggressione dell’avversario politico in un grottesco ritorno agli anni ’70. Anche agli artisti” – conclude Ventriglia – “è richiesto un minimo di responsabilità: in Italia c’è la libertà di espressione, non quella di additare le Istituzioni come bersaglio della giustizia proletaria. Quello è un reato”. 

 
Testo di Ferdinando Ventriglia
 

Direttore responsabile Andrea Novarino reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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