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In Piemonte l’Udc di Casini rischia di scomparire e la Bresso?

GEN 2010



‘Casini  può dire quello che vuole: la gente pensa e valuta con la propria testa e non si fa prendere in giro da chi interpreta la politica come un semplice tentativo di gestire il potere.

 Dice il proverbio ‘tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino’…e Casini ce lo lascierà.  In Piemonte l’Udc scomparirà, perché quella che un tempo era la sua base, oggi è in rivolta. Ne vedremo presto delle belle’.  

Lo dichiara il candidato della  Lega e Pdl alle prossime elezioni Regionali piemontesi e capogruppo del Carroccio alla Camera on. Roberto COTA .  

‘Ma al di là di questo -  conclude Cota – i cattolici non voteranno mai per chi dice certe cose sull’uso della pillola abortiva .

A chi fosse distratto segnalo inoltre  che proprio oggi, mentre Casini elogia la serietà della Bresso sulla Torino-Lione, il Pd piemontese ha approvato un documento con cui si da mandato al segretario Morgando di coinvolgere nell’eterogenea coalizione elettorale per le Regionali le forze No Tav della sinistra radicale. In Piemonte c’è grande voglia di cambiamento, di coerenza e si serietà. Appunto!’. 

L’orizzonte delle elezioni regionali è ormai vicino. E l’attuale presidente Mercedes Bresso, da scaltra e navigata politica, è perfettamente conscia del fatto che i piemontesi non abbiano affatto gradito questi cinque anni con lei alla guida della Regione. Sono stati infatti anni piuttosto inconcludenti, grigi, senza entusiasmo, senza slanci , una stanca routine senza soluzione di continuità. In altre parole, è accaduta la cosa peggiore che potesse capitare alla nostra regione: si sono sprecate occasioni che sarebbero potute servire per rinforzare il Piemonte, per farci affrontare meglio la crisi ed per essere più reattivi nel cogliere le opportunità di ripresa. Per fare della facile demagogia politichese, si potrebbe dire che la compagine Bresso è stata anche litigiosa in questi anni, perché molto eterogenea e perché composta da partiti con idee opposte su tanti temi importanti.

Ma dire questo sarebbe riduttivo. La verità è invece che, con estremo cinismo, chi ha non governato e non sta governando il nostro Piemonte ha scelto consapevolmente fin dall’inizio questa opzione: già dalla scorsa campagna elettorale il centro sinistra ha infatti scelto deliberatamente il potere al posto del programma, l’immobilismo invece delle riforme. La Bresso e suoi alleati hanno stipulato un vero e proprio ‘patto col diavolo’: stiamo insieme a tutti i costi, anche a costo di non governare. E così purtroppo è andata. Ma quanto sembra profilarsi nel centro sinistra oggi pare, se possibile, qualcosa di ancora più scellerato a livello politico, ovvero una riedizione del ‘patto’ del 2005 con l’aggiunta dell’ingresso dell’Udc nel ‘club pro Bresso’. Questa alchimia,che porrebbe Udc e partiti dell’ultra sinistra fianco a fianco, è la certificazione ufficiale del fallimento della Bresso come Presidente della Regione, oltre che il termometro migliore della sua grande paura per le prossime elezioni: se avesse ben governato, se fosse ben voluta dai cittadini e vicina alle vere istanze dei piemontesi, che bisogno avrebbe Bresso di mettere insieme una simile congrega? Domande retoriche davvero queste, perché tutti in realtà conoscono le risposte.

Credo comunque sia sufficiente mettersi per un minuto nei panni di un elettore dell’Udc per capire che il giochetto non funzionerà e che gli elettori del partito di Casini non supporteranno la compagine Bresso. Un bel dilemma sarà anche quello che dovranno affrontare i dirigenti scudo-crociati piemontesi: andare con Bresso e ‘compagni’ significherà infatti perdere un sacco di voti. Sarà comunque molto interessante vedere in campagna elettorale i vertici Udc alla prese col ‘no alla Tav’, ‘no al nucleare’, no al sostegno degli istituti privati, no all’intervento privato nella Sanità, o coi sì alla pillola abortiva, ‘sì al Gay Pride’, sì al sostegno di famiglie diverse da quella naturale e, magari, anche sì ad un Piemonte capofila sulle procedure di eutanasia. Pdl e Lega hanno dimostrato nelle ultime tornate elettorali di essere invece una squadra vincente e se non altro compatta sui temi politici di fondo, una compagine capace di proporsi con programmi chiari e poi di governare con buon senso.

In questo anno e mezzo di governo , del resto, sono state fatte tanto cose: prima pietra del federalismo fiscale ; stretta sull’immigrazione clandestina ed azzeramento degli sbarchi; pacchetto sicurezza con maggiori poteri ai sindaci. Anche su prove difficili come il terremoto in Abruzzo e la crisi economica, i partiti che sostengono questo esecutivo hanno dimostrato serietà, affidabilità e concretezza. Ma la vera arma in più che in Piemonte Lega e centro destra hanno per battere la Bresso credo sia la voglia di cambiare, di riformare, di svecchiare una Regione che oggi è quasi irriconoscibile. Proprio col completamento del federalismo le Regioni non potranno più star sedute e lasciar trascorrere le giornate come ha fatto Mercedes Bresso, ma dovranno darsi da fare il doppio rispetto al passato, perché saranno finalmente padrone del proprio destino. 


 
Testo di ROBERTO COTA
 

Direttore responsabile Andrea Novarino reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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