Ancora una volta una banda di rom, prendendo a pretesto una corsa in taxi per farsi riportare al campo nomadi di Collegno (TO) , ha tentato una rapina con aggressione al guidatore. Soltanto l’intervento di cinquanta colleghi dell’aggredito, che hanno agito con grande sangue freddo, e quindi dei Carabinieri, chiamati sul posto, ha impedito che la rapina sfociasse in un fatto di sangue.
Purtroppo i taxisti sono sistematicamente esposti e indifesi a queste aggressioni perché non possono rifiutare il servizio ad alcuno, anche se hanno buone ragioni per sospettare di un tentativo di truffa, rapina o aggressione. Ci sono perciò alcuni delinquenti abituali che, ben al corrente di questo stratagemma, regolarmente truffano e rubano (molti casi non vengono denunciati). Ricordo che proprio l’assassinio di un taxista, ultimo di una serie, aveva spinto il Comune già nel 1999 a cofinanziare apparecchi di allarme automatico.
Ogni volta che un taxi, di sera, raccoglie uno di questi clienti “particolari”, si rischia il reato se va bene, la tragedia se va male. Una situazione paradossale che si potrebbe evitare con semplici modifiche al regolamento provinciale che, all’art. 38, C. I d), impedisce all’operatore di rifiutare la corsa. Peraltro, la previsione di cui all’art. 37, C.I, che esenta dall’obbligo di soccorrere in prima persona individui in stato di evidente alterazione da droghe o alcool, è di difficile interpretazione e pericolosa, per l’operatore, in caso di controversie.
Inoltre, sarebbe tempo di studiare modalità di integrazione delle centrali taxi nei sistemi di sicurezza integrata: già dal punto di vista regolamentare sono tenuti a denunciare situazioni di pericolo alle autorità; per loro natura, le auto pubbliche vedono e monitorano una città notturna e più a rischio: tanto vale volgere ad utilità pubblica queste caratteristiche del servizio, anche a tutela degli stessi operatori.
E’ bene ricordare, in conclusione, che se è vero che le competenze sui taxi sono finite alla Provincia, tre licenze su quattro sono del Comune di Torino, la cui amministrazione regolarmente intavola trattative con le centrali su sconti e tariffe. Si muova l’Assessore visto che si parla di rapine e aggressioni, prima che si riparli di omicidi.
Direttore responsabile Andrea Novarino
reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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