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I segreti di Milano di Giovanni Testori

abbonamento-per-il-teatro-carignAll'interno delle iniziative previste per Expo 2015 Milano. Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, la Fondazione del Teatro Stabile di Torino ha realizzato  un progetto, a cura di Valter Malosti, con gli allievi dell’ultimo anno della Scuola per Attori, basato sul ciclo de I segreti di Milano di Giovanni Testori. 
Le opere principali di Giovanni Testori hanno tutte una valenza drammaturgica e vanno dal l’esordio della sua  prima opera narrativa: Il Dio di Roserio. 
A queste seguiranno poi le opere del ciclo "I segreti di Milano", costituito da Il ponte della

Ghisolfa e La Gilda del Mac Mahon, La Maria Brasca, L'Arialda e Il Fabbricone, nel quale Testori tratteggia le vicende umane della periferia milanese di quegli anni. Successivamente il romanzo Il Dio di Roserio è stato ridotto dallo stesso autore e inserito ne Il ponte della Ghisolfa. Due anni dopo la sua morte è stato ritrovato un ulteriore scritto sul medesimo tema: Nebbia al Giambellino. 

Da questa raccolta di racconti e dalla successiva (La Gilda del Mac Mahon, 1959) Luchino Visconti trarrà ispirazione e molto materiale (molto più dei contributi dichiarati, lo dicono attenti studi recenti) per il giustamente acclamato film Rocco e i suoi fratelli
Sin dal suo esordio come scrittore la produzione di Testori vuole rappresentare la realtà di Milano e del suo hinterland, ritraendo personaggi e ambienti di una società fortemente caratterizzata.
La principale opera teatrale di Testori è L'Arialda, del 1960, che suscita grande scandalo per la sua presunta oscenità, perché venato di tematiche omosessuali. 
Lo scandalo contribuirà a far conoscere l'opera di Testori al grande pubblico. 
Nel 1958 uscì, ed ottenne un significativo successo popolare, il primo volume di questo ciclo testoriano, Il ponte della Ghisolfa.
Il terzo e il quarto tomo de I segreti di Milano uscì in forma di teatro: una commedia, La Maria Brasca (1960) e un dramma, L'Arialda (1960).
Un elemento importante di tutta la scrittura testoriana è l'utilizzo di un linguaggio originale creato dalla fusione del dialetto lombardo con elementi estratti dalla lingua francese ed inglese. Importanti in questo senso sono le tre opere teatrali racchiuse sotto il titolo di Trilogia degli Scarrozzanti, e cioè L'Ambleto (1972), Macbetto (19744) ed Edipus. Particolarmente in questi tre testi lo scrittore sviluppa la propria sperimentazione linguistica, creando un linguaggio dal quale riemergono elementi arcaici e ricordi degli originali shakespeariani, con un forte espressionismo linguistico.
 
Attraverso un  ruvido affresco, l’operazione compiuta da Malosti mostra come l’autore ha cesellato (con la sua riconosciuta vena tragica) con incisività e poesia, l’anima della periferia milanese negli anni del boom economico, a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, in un momento delicatissimo di transizione della storia italiana, in cui era in atto quella che Pasolini ha definito come “mutamento antropologico”
L’autore, definito da Giovanni Raboni, il «più instancabile sperimentatore della letteratura italiana di questi ultimi decenni», racconta, con una capacità di descrizione eccezionale e minuziosa, le storie di chi – soprattutto i giovani, votati a definire il proprio destino – lotta per affermarsi tra strade di periferia, cavalcavia, ponti, prati, umili e spoglie stanze d’appartamento, palestre, osterie, bar e balere. Qui amori scomodi, legami torbidi e complessi, strazianti voglie di trasgressione, con vertiginose incrinature emotive aleggiano sulle vite di questi giovani protagonisti.
Ottima l’interpretazione dei giovani attori che hanno reso con grande capacità fisico-mimica la drammaturgia del testo del poeta milanese
 
I SEGRETI DI MILANO 
(L’ARIALDA e LA MARIA BRASCA)
 
con Matteo Baiardi, Liliana Benini, Vittorio Camarota, Elena Cascino, 
Giulio Cavallini, Marta Cortellazzo Wiel, Gloria Cuminetti, 
Christian Di Filippo, Barbara Mattavelli, Camilla Nigro, Arianna Primavera, 
Luigi Pusceddu, Gloria Restuccia, Marcello Nicolò Spinetta, 
Beatrice Vecchione, Isacco Venturini, Matilde Vigna
 
regia Valter Malosti 
 
cura del movimento Alessio Maria Romano
musiche originali Bruno De Franceschi
luci Francesco Dell’Elba
 
                                                                                                                                                                                          Andrea  NOVARINO
Ultima modifica 25 Maggio 2015
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