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Fedra, tragedia e amore

fedraTema fondamentale del personaggio e della tragedia è l’AMORE che Seneca traduce con FUROR (Pazzia) passione., delirio sfrenato. La metafora della malattia nel FUROR di Fedra, è una delle forme in cui Seneca descrive l’eroina che gli è schiava e non può liberarsi se non con la morte. La domanda di Platone nel Simposio chi è EROS ? è essenziale già nella tragedia di Euripide con Afrodite spettatore delle tragiche vicende di Fedra attratta da una forza imponderabile e misteriosa. Nel testo di Seneca, gli dei non ci sono più, solo nel monologo introduttivo di Afrodite. In scena forze opposte, pulsioni forti da parte di
Ippolito e Fedra. Fedra delira per incontrare l’amato, accomunati dal dolore di vivere. Teseo ritorna agli Inferi, Fedra si dispera e medita vendetta: la regina, donatasi allo sposo, ha subito violenza, e le sue parole di eroina accendono Teseo laddove la visione degli Inferi l’aveva confinato. Fedra svelando il nome del suo amore non pronuncia quello del violentatore, Teseo sa che il colpevole è il figlio. Nella mente di Teseo, padre furioso, si accende una  dolorosa luce: Ippolito dovrà morire. La regia di Seneca si fa sapiente: il testo si avvicina all’odierna drammaturgia, con il mitologico Minotauro, parto mostruoso di Parsifae, madre di Fedra, simbolo dell’incesto che Fedra avrebbe desiderato compiere. La scena si dipana, la natura compie la vendetta, Fedra dichiara il complotto, Ippolito è morto senza colpa, il padre lo ha inutilmente giustiziato. Teseo resta solo sulla scena, la solitudine è peggio della morte, è condannato a vivere in modo infecondo e sterile come un novello Machbet 
 
Torino – Teatro Stabile Nazionale 
 
Laura Marinoni in Fedra dalla Phaedra di Seneca con alcuni  estratti dall’Ippolito di Euripide  e delle Letere di Seneca con la regia e l’adattamento di Andrea De Rosa
 
Lo spettacolo è interpretato da:
 
Laura Marinoni        (Fedra) 
Luca Lazzareschi      (Teseo) 
Anna Coppola           (Una Dèa) 
Fabrizio Falco         (Ippolito) 
Tamara Balducci       (Una Ragazza)
 
scene e costumi di Simone Mannino
Luci e suoni di Pasquale Mari e G.u.p. Alcaro
dal 26 dicembre 2015 al 17 gennaio 2016
 
Emilia Romagna Teatro Fondazione prodotta dal Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale e da Emilia Romagna Teatro Fondazione 
 
 
                                                                                                                                                       Andrea Novarino 
Ultima modifica 02 Febbraio 2016
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