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STAY at HOME with SPEAK TEENS

Speak Teens 25STAY AT HOME WITH SPEAK TEENS

Marzo 2020 - In virtù dello scenario che stiamo vivendo, Speak Teens

ha dato vita ad una nuova iniziativa quotidiana: Stay at Home with Speak Teens! Si tratta di un'attività quotidiana dedicata ai ragazzi - dai 10 ai 17 anni - per tenerli allenati con l'apprendimento della lingua inglese. Una rubrica variegata da seguire quotidianamente attraverso il blog Speak Teens che il team aggiorna ogni giorno fino a quando non riprenderanno le normali lezioni scolastiche.

La rubrica di Speak Teens vuole dare un contributo ai ragazzi, costretti alla vita domestica, che così possono avvantaggiarsi attraverso un apprendimento e un ripasso della lingua inglese in modo proattivo e coinvolgente, fatto anche di musica, cinema, immagini e foto. La noia sul blog di Speak Teens non può entrare:

https://www.speakinitaly.com/teens/blog 

Tutti i contenuti ruotano attorno ad un tema (basato sul CEF ai livelli A2-B1, livelli tipici dei ragazzi) che cambia ogni giorno. Questi gli appuntamenti pubblicati finora:

#1 - House and Home 

#2 - Clothing

#3 - Communication

#4 - Education

#5 - Entertainment & Media + quiz

#6 - The Environment

La rubrica viene creata attorno a 4 punti chiave che per ogni messa on line sono:

• Short Film of the Day (collegato al tema del giorno)

• Song of the Day (collegato al tema del giorno)

• Photo/Image of the Day (collegata al tema del giorno)

• Language Focus (collegato a un particolare punto linguistico che emerge dalle risorse)

Il venerdì c'è un quiz su domande collegate ai contenuti della settimana appena trascorsa, con la possibilità di vincere un piccolo premio.

Per non perdere "la forma" con il proprio inglese... STAY AT HOME WITH SPEAK TEENS!

Chi è Speak

Speak è stata fondata in Puglia da un team di professionisti con oltre vent'anni di esperienza nella gestione di scuole di inglese residenziali nel Regno Unito. I suoi fondatori collaborano dal 2006, anno in cui hanno fondato e gestito una Summer School internazionale che ospitava giovani studenti di inglese provenienti da tutto il mondo. Aggiunge Joe Lang: "All'epoca insegnavo all'Università di Bari come docente. Appariva in tutta la sua gravità quanto testimoniato dalle statistiche: l'Italia è ultima in classifica in Europa a livello di competenze in inglese per parlato e per ascolto. Tutto ciò ha serie conseguenze per il futuro professionale dei nostri ragazzi che in un mondo sempre più globalizzato si troveranno in competizione con coetanei e non che conoscono la lingua inglese molto meglio di loro e partono quindi avvantaggiati. Sapevo che in altri Paesi europei la metodologia della language immersion stava dando risultati apprezzabili e quindi ho messo insieme le due esperienze. Perché per migliorare la fluency è necessaria tanta pratica e la situazione che ricreiamo noi non si trova nemmeno in Gran Bretagna, dove alla fine non sei continuamente stimolato all'interazione, anche perché nei momenti di tempo libero ci si trova con i connazionali e si continua a utilizzare l'italiano come lingua di comunicazione".

Ultima modifica 21 Marzo 2020
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