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PHOTODERM BRONZ BRUME

photodermL’incidenza dei tumori cutanei è andata progressivamente aumentando in tutto il mondo e sono 9.000 i nuovi casi ogni anno nel nostro Paese. Tra le cause principali, il cambiamento delle abitudini di vita e l’aumento dell’esposizione alle radiazioni ultraviolette, sia di tipo naturale che artificiale. Ecco perché è fondamentale proteggere la pelle dal sole, e, soprattutto, utilizzare i prodotti di fotoprotezione nel modo corretto. “I solari vanno applicati prima dell’esposizione al sole e l’applicazione va rinnovata spesso, circa ogni due ore, perché il sudore, il bagno in mare oppure il semplice contatto con i teli da mare rimuovono parte del prodotto” afferma Piergiacomo Calzavara Pinton, Direttore della Clinica Dermatologica degli Spedali Civili di Brescia intervenendo ad un incontro promosso da Bioderma. Interessanti le formule che proteggono e

contemporaneamente intensificano l’abbronzatura perché incentivano ad applicazioni ripetute. Con questo obiettivo è stato studiato Photoderm Bronz brume, l’ultimo nato della linea Bioderma, da maggio in farmacia, una formulazione in olio secco che, stimolando la produzione di melanina (da parte dei melanociti), svolge una doppia azione: garantisce un’alta protezione e intensifica e prolunga l’abbronzatura. Quindi più applicazioni di Photoderm Bronz brume più protezione dai danni solari e più intensa abbronzatura. “È importante inoltre applicare la crema solare in dosi generose e non in strato sottile e metterla più volte durante dell’esposizione” prosegue Calzavara Pinton. L’ultimo suggerimento del dermatologo quindi è quello di acquistare prodotti in confezioni grandi, possibilmente i 400 grammi. “Se si ha un tubetto piccolo si tenderà a risparmiare sul solare utilizzandone delle dosi non sufficienti, diversamente, la confezione famiglia, incentiverà ad un uso più appropriato, oltre ad essere ovviamente più economica” la considerazione dell’esperto. Inoltre, ogni persona deve scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze: la linea Photoderm di Bioderma, con le sue 30 diverse opzioni, offre una gamma completa di prodotti per ogni diversa esigenza e aiuta a prevenire la riacutizzazione delle malattie della pelle provocata dalle radiazioni UV. Non va dimenticato infatti che sono circa 4 milioni di uomini e donne che, a livelli diversi di gravità, devono quotidianamente fare i conti con acne, rosacea, dermatite atopica e diversi tipi di problemi della pelle. “Spesso non si considera che per molte persone anche la sola esposizione al sole può rappresentare un problema. Contrariamente a quanto si crede, i raggi solari tendono a peggiorare alcune condizioni, come la rosacea o le manifestazioni dell’acne e, a volte, i filtri solari possono scatenare reazioni in chi, per esempio, ha una pelle atopica (secchezza estrema) o allergica”, aggiunge Piergiacomo Calzavara-Pinton che ha condotto studi sull’efficacia di Photoderm AR nella prevenzione della riacutizzazione della rosacea. I prodotti di fotoprotezione Bioderma rispondono ai criteri dei solari di seconda generazione caratterizzati dall’azione sinergica tra i filtri e il sistema “Cellular BIOProtection®”, complesso attivo di ectoina e mannitolo - la prima ad azione protettiva sulle membrane cellulari dell’epidermide, il secondo con azione anti-radicali liberi - che garantisce elevata fotoprotezione in superficie e protezione biologica in profondità nel derma. “Nei moderni solari, oltre ai principi attivi filtranti o riflettenti possono essere contenute sostanze che hanno il compito di proteggere le cellule epidermiche dal danno provocato dai raggi solari. Si possono associare complessi antiossidanti, che contribuiscono a ridurre il danno provocato dallo stress ossidativo e dai radicali liberi a livello cutaneo: infatti, oggi si ammette che una gran parte dei danni cellulari provocati dai raggi UV, soprattutto dagli UVA, è dovuta alla liberazione di sostanze tossiche per la cellula e particolarmente reattive, i radicali liberi. Alcuni solari contengono sostanze che proteggono e stabilizzano le membrane cellulari, come ad esempio l’ectoina elemento tratto da alcuni batteri che sopravvivono nel deserto e in zone molto soleggiate e aride e che li protegge da condizioni estreme”, conclude l’esperto.

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