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Sport e bellezza,Flavia Pennetta e Fabio Fognini

pennettaFormidabile, favolosa, fantastica: tre aggettivi, tutti rigorosamente con la lettera “F”, per descrivere l’impresa straordinaria realizzata della fuoriclasse brindisina Flavia Pennetta, sul cemento di Indian Wells. Nella sua seconda vita tennistica, la soave Flavia, 32 anni compiuti il 25 febbraio scorso, conquista il torneo più prestigioso in carriera e lo fa demolendo, una dopo l’altra, la cinese Na Li, numero due col punteggio
di 7–6 (7–5), 6–3 e la polacca Agnieszka Radwanska, numero tre del mondo, con un eloquente  6–2, 6–1. Nessun tennista azzurro, uomo o donna, era mai salito, prima d’ora, sul gradino più alto del podio ad Indian Wells. Un appuntamento importantissimo nel circuito Wta ed Atp, secondo soltanto ai quattro Slam e al Masters. 
Alla suadente tennista azzurra, dunque, porta davvero fortuna giocare in California, dove nell’agosto 2009 vinse a Los Angeles e raggiunto successivamente la semifinale del torneo di Cincinnati, inanellando complessivamente una striscia di 15 vittorie consecutive (record per una tennista italiana), preparandosi a diventare la prima tennista italiana della storia ad entrare nella top–ten. Tra le prime 10 tenniste del mondo era anche entrata nel lontano 1949 Annalisa Bossi, quando le graduatorie mondiali erano stilate da un gruppo di giornalisti quindi con un sistema poi abbandonato. 
Per la Pennetta che aveva vinto il suo ultimo torneo nell’agosto del 2010 a Marbella, è il decimo titolo in carriera. Quello vinto sul cemento californiano di Indian Wells è senza tema di smentita il più prestigioso e corona una splendida carriera che, tuttavia, appare ancora lontana dal suo epilogo. La stupefacente Flavia, infatti, negli ultimi dieci giorni sul cemento americano è apparsa più in forma e più motivata che mai. Più forte degli infortuni, incurante degli anni che passano, dall’estate scorsa l’azzurra ha scalato ben 154 posizioni in classifica. Le nove posizioni conquistate dopo l’exploit contro la polacca Agnieszka Radwanska consentono a Flavia di salire al 12esimo posto con 3255 punti, esattamente 575 in meno dell’altra azzurra Sara Errani che occupa attualmente il decimo posto: avendo pochi punti da difendere fino al torneo di Flushing Meadows di fine agosto, la Pennetta ha una autostrada davvero libera per rientrare nelle prime dieci e migliorare, altresì, la sua miglior best- ranking, raggiunto il 17 agosto del 2009. 
“Era il mio giorno, ho vinto uno dei tornei più importanti del circuito, uno dei più belli e organizzati. È una soddisfazione enorme, il premio al lavoro duro, ai sacrifici di tutti i giorni. Sono felice” è stato il commento della tennista azzurra, pochi minuti dopo la straordinaria impresa, seconda solo al trionfo al Roland Garros della sua amica Francesca Schiavone il cinque giugno del 2010 contro l’australiana Samantha Stosur.   La soave tennista brindisina non ha concesso alla sua avversaria neanche un break, ottenendo sul cemento californiano il successo più importante della carriera che le permette di fare un balzo in avanti nel ranking Wta al 12esimo posto. “All’inizio del torneo mai avrei pensato di vincerlo, ma anche di arrivare in semifinale o finale. Il mio obiettivo era semplicemente giocare il mio miglior tennis” ha detto ancora Pennetta. Per lei si tratta del decimo titolo in carriera, arrivato a 32 anni dopo aver battuto in semifinale un altra big del tennis mondiale, la cinese Na Li favorita numero uno degli Indian Wells e numero due del ranking mondiale. “Era tanto che non vincevo un torneo, volevo arrivare a 10 in carriera perche' la doppia cifra mi ispirava, ed ora ce l'ho fatta. Ho lavorato molto per ritornare a questi livelli e sono molto contenta, non euforica, ma forse devo ancora realizzare questo successo". Sui prossimi obiettivi ci ha confidato: “Non ho un punto dove vorrei arrivare particolarmente. Voglio continuare così, provare a fare del mio meglio, a spingere, a cercare il punto, a non indietreggiare”. Da cronista navigato, alla domanda finale sui rumors di una sua presunta relazione con Fabio Fognini, la sinuosa mora pugliese non si sbilancia: “Siamo amici, ci conosciamo da una vita e in questo momento ci supportiamo a vicenda”. Poi, però, un selfie sul profilo Twitter della campionessa brindisina nel giorno del trionfo agli Indian Wells, con il commento: “Assistant coach of the week”. 
E già si parla di una nuova lovestory.  E il body language dello scatto (un selfie?), le parole stesse (“really happy”) vogliono essere un rivelarsi al mondo. Sono fidanzati? Stanno insieme? Comunque sia, una cosa bella. Il valore aggiunto è che sono i due tennisti di tendenza, i più in forma del nostro movimento sportivo tennistico. Ci sono altri indizi: un ciondolo, e la presenza assidua sugli spalti di Fognini. Queste sono le cose pubbliche. NMM è il loro grido di battaglia: non mollare mai. Lo ha scritto sulle telecamere, dopo ogni vittoria, Flavia, secondo la consuetudine che vuole la tennista vincente di un match autografare il video in diretta (Maria Sharapova fu capace di pubblicizzare le sue caramelle, prima di essere rimproverata...). Ma lo slogan lo ha inventato il ligure, e Flavia indossa un ciondolo, ben visibile. 
Una cosa bella, un valore aggiunto. Non un gossip. D’altronde sono entrambi single, hanno lasciato alle loro spalle le storie con Svetlana Simeonova (Fabio) e Andrea Preti (Flavia). E la conferma dei loro sentimenti è proprio l'ostentazione di queste piccole cose (che non fanno tutti i fidanzati appassionati?) tra dirette tv e social network. Non sono i primi (ricordate i cuoricini di Laure Manaudou a Luca Marin? E i messaggi i di Federica Pellegrini a Filippo Magnini in acqua dopo le gare?). Si usa così. La novitá è che loro vogliono farlo sapere. E, almeno riguardo a Flavia Pennetta, non è sempre stato così. Se c’è una ragazza discreta è proprio la dolce, tenera e meravigliosa Flavia. Per anni ha avuto una liason con Potito Starace, e nonostante tutti gli addetti ai lavori sapessero, nessuno lo ha mai ufficialmente detto, o scritto. L’unico accenno lo ha fatto proprio Flavia nella sua autobiografia quando, commentando la sua vecchia relazione con Carlos Moya, immaginava-sperava che Potito potesse essere quello giusto. Non è stato così, e la vita va avanti. Ora c’è Fabio, e gli spiccioli di anni di differenza (a favore di Flavia) non fanno testo (anche la ex di Fognini era leggermente più grande di lui). Saranno stati i viaggi insieme, i diritti e i rovesci, le cene al ristorante, gli alberghi, i tornei. O forse, come diceva semplicemente Jessica Rabbit, “mi fa ridere, per questo lo amo”. 
Abbiamo due ragazzi che sorridono. Flavia definisce Fabio “assistant coach of the week” (a torso nudo?) ma mi sa che va oltre la settimana, presente–passata e futura. Si divertono, ne hanno tutte le ragioni e auguriamo ogni felicitá (porta bene anche in termini di risultati sportivi...), e smuovono anche l’interesse del circuito stesso, vedi anche certi tweet dei giornalisti stranieri. Dai ragazzi, avanti così...!!!
                                                                                                                        di  Saverio Albanese
Ultima modifica 23 Marzo 2014
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