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Alessandro Del Piero, l’ultimo poeta del calcio italiano

Alessandro Del Piero 02E’ un giorno speciale per Alessandro Del Piero che oggi compie 40 anni. Nato a Conegliano (Treviso) il 9 novembre 1974, Alessandro Del Piero esordisce in Serie B a soli 16 anni con la maglia del Padova. L’anno successivo, il 1993, viene acquistato dalla Juventus, club di cui diventerà simbolo, capitano e bandiera. 
Una carriera incredibile quella dell’ex capitano della Juventus
fatto di tante gioie e vittorie ma anche di momenti bui come il terribile infortunio ai legamenti del ginocchio che avrebbe spezzato chiunque ma non “Pinturicchio”, capace di tornare ancora più forte. In un momento importante per lui, Alessandro Del Piero ha ricevuto gli auguri da tutto il mondo dello sport a cui il campione di tutti ha risposto con un messaggio sul proprio sito ufficiale: “Un numero? Un confine? É passata una vita, un’altra è da vivere: sono pronto. Essere, crescere, diventare. Da figlio a padre. Da calciatore a uomo. Il migliore che posso. Grazie a tutti per non avermi mai fatto sentire solo. Ale”.
La società bianconera, approfittando del fuso orario indiano - in anticipo di alcune ore - ha voluto così tributare il giusto omaggio a una bandiera mai dimenticata, neppure dopo lo sbrigativo “arrivederci e grazie” unilaterale deciso nel 2012 da una dirigenza - guidata da Agnelli, Andrea, il... nipote - che dopo 19 stagioni, 705 partite e 290 gol, non si è sentita neppure in dovere di fargli prima una telefonata. Cose che capitano. “Compie gli anni una leggenda - si legge nel tweet - buon 40° compleanno”.
Lo storico capitano della Juventus adesso calciatore del Delhi Dynamos Football Club festeggia il suo compleanno. Tanti tifosi stanno manifestando tramite social network il proprio affetto per il calciatore di Conegliano, che ha lanciato l’hashtag #ADP10X4. 
Chissà il giocatore come vivrà un traguardo di vita così importante, dopo aver trionfato molte volte con la maglia bianconera e con quella azzurra, sicuramente lo festeggerà a New Delhi, la città della nuova squadra in cui gioca nella Super League indiana.
L’età avanza ma Alex non sembra voler appendere le scarpette al chiodo, anzi al contrario dopo l’esperienza in Australia a Sidney, ne ha iniziata un’altra in un altro paese: perché di finire una carriera, che dura da più di vent’anni, non ci pensa proprio.
Forse qualcuno dalle parti di Torino lo rimpiange ancora e ha in mente tutte le prodezze realizzate, senza dimenticare il giorno in cui fece il giro di campo allo Juventus Stadium per salutare il suo pubblico che tanto lo ha amato e tuttora ha dei ricordi bellissimi. 
La Vecchia Signora è la squadra per cui è stato capitano per più di undici anni, dal 2001 al 2012, realizzando reti con la maglia bianconera in tutte le competizioni nazionali ed europee disputate. Un vero e proprio mago delle punizioni, recordman assoluto della squadra della famiglia Agnelli, in cui ha collezionato 705 presenze e 290 gol, sei scudetti, una Coppa Intercontinentale, una Coppa Campioni, una Supercoppa europea, un Campionato Italiano di Serie B, una Coppa Italia e quattro Supercoppe Italiane. Oltre ai premi di squadra ha ricevuto molti premi individuali come: tre Oscar del Calcio, capocannoniere della Champions League, del campionato di Serie A, Serie B e della Coppa Italia
Il Pinturicchio (soprannominato così dall’avvocato che lo paragonò al famoso pittore del ‘400) pur avendo raggiunto i temuti “anta” dimostra di essere ancora capace di mettersi in discussione.
Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi redatta da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della Federazione internazionale, ed è risultato 49º nell’UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d'Europa dei cinquant'anni precedenti. Inoltre è stato incluso sei volte tra i 50 candidati al Pallone d'oro, classificandosi quarto nel 1995 e nel 1996.
Anche la carriera Azzurra del fantasista nato a Conegliano veneto, non è da meno. Campione d’Europa Under 21 nel 1996, Del Piero si fregia anche di un titolo di vice-campione d’Europa nel 2000, e, soprattutto, di Campione del Mondo nel 2006, un titolo conquistato anche grazie a una sua memorabile rete nella semifinale con la Germania. Con 27 gol in 91 presenze, “Alex” è il quarto marcatore di sempre della Nazionale, a parimerito con Roberto Baggio.
Un campione diverso dagli altri, per niente interessato ai riflettori, innamorato del calcio e della sua famiglia, che lo segue in ogni scelta come nel difficile passaggio da Torino all’Australia, fino all’India. Attenzione, però, a definirlo vecchio, preferisce considerarsi una persona più matura che ha alle spalle molte esperienze; e certamente per lui è così, dopo aver vinto numerosissimi scudetti con la maglia della Juventus, presente anche durante tutta la vicenda di Calciopoli e rimasto anche nell’anno della retrocessione in serie B, quando ha guidato la squadra piemontese alla promozione in A. Ha condiviso anche le gioie per la vittoria della Champions League e del Mondiale vinto dalla nazionale di Marcello Lippi a Berlino nel 2006, autore fra le altre cose di uno dei rigori necessari per la vittoria finale.
Del Piero, però, ha avuto gioie più importanti, soprattutto il matrimonio con la donna della sua vita Sonia Amoruso e i figli (Tobias, Dorotea e Sasha) che hanno avuto insieme, in cui lui si rivede, anche se riconosce che i tre bambini spostati da un paese all’altro stiano vivendo una vita completamente diversa dalla sua: “Ma nelle piccole cose, quelle più vere e semplici, siamo molto vicini”, ha affermato Del Piero in un’intervista alla Gazzetta dello sport in edicola, in cui racconta la sua vita.
Il tempo passa, l’età anagrafica anche, ma il calciatore ex Juve non dimentica la sua prima passione, il pallone, una cosa del qual non può fare a meno; è un amore che non cambierà mai e che nasce secondo il calciatore con semplicità: “Basta metterlo tra i piedi di un bambino, anche oggi, per scoprire che il fascino di quella cosa che rotola è rimasto e rimarrà immutato”.
Un uomo che ha vissuto gioie a 360°, eletto personaggio sportivo più amato nel 2012, divertente attore nelle pubblicità con Cristina Chiabotto, aperto e interessato a qualsiasi altro sport (infatti, nel 2013, insieme all’attore americano Patrick Dempsey, hanno fondato una scuderia automobilistica, la “Dempsey/ Del Piero Racing” che fece la prima gara nella 24 ore di Le Mans.
Questo compleanno per il numero 10 italiano sarà un giro di boa molto importante, non è la fine ma è solo un momento di passaggio, perché ha ancora la voglia di dare il suo contributo sul campo. Come lui sono rimasti in pochi, l’amico Francesco Totti che qualche giorno fa ha festeggiato il compleanno del figlio Cristian che ancora gioca in Italia e forse ha ricevuto un trattamento migliore. Alla fine, comunque l’amore per il calcio non ha fermato Del Piero che nel suo futuro potrebbe anche rivestire un ruolo dirigenziale magari di ritorno alla Juventus, oppure come tanti altri suoi predecessori potrebbe sedersi in panchina non più come calciatore, ma come allenatore.
                                                                                                                                    Saverio Albanese
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