Milano
E' stata inaugurata, all´Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, l´opera "House of Shades" dell´artista indiano Sudarshan Shetty. L´installazione, che rimarrà esposta al pubblico fino al 2 marzo, rientra tra le iniziative promosse dal Comune in occasione della settimana della moda.
Dopo il successo della mostra "Scritture Silenziose", prosegue la collaborazione tra il Comune e Louis Vuitton per promuovere l´arte e la cultura in città, attraverso l´esposizione di un´opera d´arte evocativa dell´artista indiano contemporaneo Sudarshan Shetty.
"Con questa prima installazione del 2010 vogliamo porre la questione relativa allo sguardo - spiega l´assessore Massimiliano Finazzer Flory - al guardare in città e all´essere guardati. Un´installazione di arte pubblica contro l´indifferenza, perché chi guarda e sa guardare non è mai indifferente alle cose".
Afferma Pietro Beccari, Vice Presidente Marketing e Comunicazione di Louis Vuitton: "A distanza di solo qualche mese dalla mostra Scritture Silenziose Louis Vuitton è davvero onorato di tornare a collaborare con il Comune di Milano supportando le iniziative di carattere culturale e artistico dell´Assessorato alla Cultura durante la Settimana della Moda Donna dedicata allo `sguardo´ e alla necessità di `riguardare´ l´arte e la cultura in maniera differente. Siamo inoltre felici di inaugurare l´installazione dell´opera di Sudarshan Shetty proprio in Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore pulsante della città, e in concomitanza con il primo giorno di sfilate, rafforzando in tal modo sempre più lo stretto legame che unisce Louis Vuitton alla città di Milano e la moda al mondo dell´arte e della cultura".
L´installazione artistica "House of Shades" richiama con la propria struttura un chiosco d´aeroporto, una sorta di recinzione che gioca con la classica nozione architettonica del dentro/fuori, in cui il ruolo dello sguardo diventa protagonista. File di occhiali scuri posti all´interno, che vanno a formare una seconda recinzione intorno all´osservatore, limitano l´accesso visivo dal di fuori. La trasparenza del rivestimento attira tuttavia a "guardare" all´interno, dove il movimento vertiginoso degli occhiali disorienta emotivamente l´osservatore, minandone le certezze spazio/temporali.
L´opera "House of Shades" materializza uno spazio fisico, un´imponente camera in acciaio di 2,85 x 2,85 x 2,85 metri con una miriade di occhiali da sole all´interno e una piccola entrata che permette di accedere alla nuova dimensione. Entrando nella camera i visitatori hanno la strana sensazione di un rovescio della vista. L´idea di uno spazio sicuro, di un rifugio, com´è per antonomasia la casa, il concetto di sfera privata vengono qui spietatamente distrutti.
Direttore responsabile Andrea Novarino
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