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02 Nov 2012
by Redazione - 
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SENSIZ~2Mercoledì 7 novembre, alle 18.00, presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma in Piazza della Repubblica 55-56, si inaugurerà la mostra personale “Sensiz - Senza te” dell’artista turca Cenan Uyanusta, curata da Ferdan Yusufi e Stefano Ferracci con il coordinamento organizzativo di Giorgio Bertozzi e Laura Migotto. La mostra resterà a disposizione del pubblico fino al 30 novembre negli orari di apertura degli uffici. L’evento è realizzato in collaborazione con www.artportlive.com mentre il coordinamento grafico editoriale è dello Studio Tangram.

Non so qual è il bisogno che ci spinge nel voler capire i perché di un opera d’arte e ancora meno mi è chiaro il motivo che induce alla ricerca del “filo conduttore” nella produzione dell’artista. Poi, è accaduto che, leggendo la poesia di Cenan Uyanusta “Senza te” sono rimasto coinvolto nel profondo. La descrizione del dolore della città, degli alberi, delle foglie, del mare, il fischio disperato

19 Oct 2012
by Redazione - 
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palazzo braschi1Quando storia e realtà virtuale si uniscono per un viaggio nel patrimonio culturale della città. E’ nata così qualche mese fa Rome View, realizzata da Regione Lazio attraverso Filas nell’ambito delle azioni del Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali del Lazio. Applicazioni di realtà aumentata e ricostruzioni virtuali che si integrano con le collezioni del Museo di Roma Palazzo Braschi e con i tesori di Roma. Un’applicazione che si scarica gratuitamente su iPad.

Dalla sezione “visita il museo” si possono selezionare percorsi a tema oppure organizzati per sale, o generare percorsi personalizzati. Mentre dalla sezione “visita la città” si può accedere a itinerari di tipo geografico o percorsi tematici. Un tavolo digitale che, con semplici tocchi sullo schermo, rende accessibili e trasferibili sull’iPhone 4 migliaia di contenuti multimediali sempre aggiornati, 17 monumenti in 3D e oltre 100 cartografie storiche.

13 Oct 2012
by Redazione - 
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mumac-4A pochi chilometri dal centro di Milano, si è aperto il MUMAC,  museo della macchina per caffè. La collezione più ricca e
completa a livello internazionale di macchine per caffè. Commissionato dal Gruppo Cimbali per celebrare i suoi 100 anni
di attività, il museo èallestito in un moderno spazio, di circa 1700 mq nell’ambito del sito produttivo di Binasco, un
recupero industriale di grande pregio.
Lo scopo primario dell’azienda, leader nel settore, è quello di creare un'esposizione permanente,aperta al pubblico, capace di offrire tutte le informazioni e gli approfondimenti sulla storia, la culturae il design della macchina per
caffè espresso.
Questa raccolta della macchina per caffè rappresenta e tutela il patrimonio italiano in questosettore negli ultimi cento anni
La tecnologia e il design italiano sono infatti raccontati attraverso unpercorso multimediale, ricco di stimoli audio-visivi,
supportati da un compendio di documenti di grande rilievo storico

21 Jun 2012
by Redazione - 
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kim-rossi-stuartLa Casa del Cinema - struttura promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e del Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la direzione artistica di Caterina d’Amico e la gestione di Zètema Progetto Cultura – ospita dal 3 luglio all’11 settembre 2012 la personale fotografica di Adolfo Franzò “CIAO MASCHIO”, una galleria di 42 immagini in bianco e nero dei protagonisti maschili del cinema italiano degli ultimi anni.
L’esposizione è stata precedentemente ospitata "Festival du Film Italien de Villerupt".

19 Jun 2012
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freudArtista poliedrica, Jane ama spaziare nei diversi media. In “Us”, è ancora il volto dell'amato Lucian ad essere il suo riferimento essenziale. Ma questa volta, usando in modo magistrale la tecnica del collage, Jane inserisce il proprio volto dentro quello del padre. I due si somigliano in modo sorprendente e nella surrealistica danza che i due volti interpolati compiono l'uno nell'altro diventa evidente un desiderio di fusione, che nasce probabilmente dall'angoscia prodotta dal senso di abbandono.

31 May 2012
by Redazione - 
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 Al genio decorativo di Alfons Mucha Praga ha dedicato un museo (www.mucha.cz), omuchaspitato nel settecentesco palazzo barocco Kaunicky dal 1998, lungo sette sezioni accompagna il visitatore in un esaustivo viaggio nella vita e nelle opere del grande artista. Molte le esperienze accrescitive vissute da Mucha, tutte “complici” della sua singolare poliedricità. All’inizio della carriera lavorò a scenografie teatrali, poi divenne decoratore e ritrattista, scultore, pittore, art designer… Avido di sapere, dopo un primo periodo da autodidatta si aprì a ogni tipo di esperienza artistica, anche oltreconfine. Soggiornò e lavorò, tra gli altri, a Parigi, in Tirolo, a Vienna, a Monaco di Baviera, negli States; prima di stabilirsi definitivamente a Praga, dove morì in circostanze misteriose nel 1939 (è sepolto nel cimitero di Vysehrad). Di tutte le sue sperimentazioni e performance artistiche sono però i manifesti e i pannelli decorativi a regalargli grande fama. Tutto ebbe inizio quando, nel 1894 a Parigi, venne incaricato di realizzare il poster pubblicitario dell’opera teatrale “Gismonda”, con protagonista la celebre attrice Sarah Bernardt. Quest’ultima fu così entusiasta di quanto Mucha produsse, che lo ingaggiò per 6 anni, durante i quali regalò all’arte e al teatro opere favolose, tra cui il famoso manifesto per l’opera “La Dame aux Camelias”. Fu perfetto nel raffigurare le figure femminili, nel creare l’immagine della femme fatale, nel tratteggiare donne fluttuanti dalle delicate cromie, avvolte in abiti neoclassici e chiuse in abbracci di fiori. Fu un vero maestro della grafica, cui regalò un’espressione nuova, frutto dell’ispirazione a motivi floreali e moreschi, alla xilografia nipponica e alle campiture di Paul Gauguin (che ebbe occasione di conoscere bene a Parigi). Nel museo di Mucha si ammirano, oltre ai manifesti, il suo manuale per artigiani “Documents Decoratifs” del 1902, i quadri, i disegni, i pastelli, gli schizzi, le fotografie, le litografie, le copertine per riviste. E’ stato ricostruito anche il suo studio, dove usava tra l’altro lasciare sempre qualche spicciolo a portata di mano degli amici squattrinati… Da non perdere anche i pannelli preparatori alla sua ultima fatica: il ciclo di tele “Epopea Slava”, dedicato alla passione del popolo slavo, cui si sentiva molto vicino. La visita si conclude con la proiezione di un video sull’artista e la sua produzione.  

 
19 Sep 2006
by Redazione - 
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saramagoJosé Saramago in visita al Grinzane       19 settembre 2006, Palazzo Reale,   Torino      a cura di Manuela Miglietta e Michele Cento

Solo un Nobel avrebbe potuto colmare in un lampo la distanza che separa   Grinzane da Palazzo Reale. E come? Basta mescolare la magia della letteratura   con il vigore dell’impegno intellettuale. Facile, vero? Certo, sempre ammesso   che ti chiami José Saramago.

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