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Dal futurismo al ritorno all'ordine

I-11 Soffici - Natura morta-lato cm 25La Fondazione Accorsi Ometto, che può fregiarsi del riconoscimento di benemerito della cultura, prosegue nel suo programma espositivo sempre di altissimo livello. Accanto alla mostra permanente dei tesori di Pietro Accorsi, uno scrigno incredibile raccolto nel corso di una vita dedicata alla ricerca degli oggetti più significativi del campo artistico,

si susseguono eccellenti rassegne temporanee. Dal 2 marzo 17 al 4 giugno, nei saloni di via Po

Che fu casa dell'antiquario si potranno ammirare una settantina di opere pittoriche di artisti futuristi e non solo. Un discorso esaustivo su quei movimenti e sui successivi esiti artistici, in un contesto assai vivace nella realtà politica culturale e sociale del tempo.

Un decennio che aveva in se i germi che avrebbero poi fruttificato, purtroppo non sempre positivamente. Ma che fu di sicuro il prodromo di sviluppi artistici ancora oggi presenti nel panorama creativo internazionale.

Marinetti con il suo Manifesto futurista pubblicato non a caso a Parigi, lancio' un programma che andava ben oltre il puro aspetto artistico.

Una discesa in campo, direbbe qualcuno, a tutto tondo, nella società del tempo in cui si godevano gli ultimi bagliori della "belle epoque", mentre si addensavano le nubi perniciose dei conflitti che avrebbero indelebilmente segnato il secolo ventesimo.

La mostra è a cura di Nicoletta Colombo, in collaborazione con la Galleria Berman di Giuliana Godio.

Le opere presenti ripercorrono per la prima volta in una visione complessiva il clima culturale italiano nel primo decennio del secolo breve. Si parte dai futuristi storici come lo stesso Marinetti, per proseguire con Boccioni, giovane vittima del conflitto '15 – '18 e con coloro che invece percorsero una buona parte del secolo, quali Depero, Severini, Balla ed altri.

Carlo Carra' , rappresenta l'anello di congiunzione con il movimento del primitivismo. Le correnti spesso si incrociano: fluiscono liberamente, ad esempio con la metafisica di De Chirico e Morandi. Troviamo ancora Felice Casorati tra secessionisti e "ritorno all'ordine", in compagnia di Soffici, De Pisis, Funi e tanti altri.

Ultima modifica 02 Marzo 2017
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