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Michele Pellegrino "Una parabola fotografica" in mostra a Cuneo

michele pellegrino una Michele Pellegrino "Una parabola fotografica". Mostra fotografica a Cuneo promossa dalla Fondazione CRC. a cura di Enzo Biffi Gentili.

Da mercoledì 18 luglio a domenica 30 settembre

la Fondazione CRC presenta, presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, con la collaborazione del Comune di Cuneo, la mostra Michele Pellegrino. Una parabola fotografica, a cura di Enzo Biffi Gentili. L'esposizione è un'antologica dedicata al fotografo cuneese Michele Pellegrino che ripercorre 50 anni di carriera.8768421 3314484

La Fondazione CRC ha ricevuto in dono da Michele Pellegrino l'intero archivio fotografico, in conseguenza la Fondazione ha realizzato la mostra , nell'ambito del progetto Donare, una iniziativa innovativa delle Fondazioni bancarie che intende rilanciare la cultura del dono in provincia di Cuneo e lo spirito di condivisione accogliendo e custodendo donazioni da privati da valorizzare nel tempo e fruibili dall'intera comunità.

Il titolo della mostra trae ispirazione da una riflessione di Cesare Pavese, scrittore nato a Santo Stefano Belbo , nelle Langhe, del quale quest'anno ricorre il 110° anniversario dalla nascita. In una lettera del 1949, pubblicata nella raccolta Lettere 1926 - 1950 (Einaudi 1968), Pavese, riferendosi al suo romanzo "Paesi tuoi" afferma: " L'opera è un simbolo dove tanto i personaggi che l'ambiente sono mezzo alla narrazione di una paraboletta, che è la radice ultima della narrazione e dell'interesse: il 'cammino dell'anima' della mia Divina Commedia".

Le citazioni di Cesare Pavese accompagnano il visitatore tra le immagini esposte come una guida , è il celebre scrittore a illustrare il lavoro di Pellegrino e non viceversa. Entrambi gli artisti sono accomunati dall'insofferenza verso l'etichetta di narratori realisti e naturalisti a loro attribuita dai critici.

"Cesare Pavese, che molti considerano un testardo narratore realista, specializzato in campagne e periferie..." così lo stesso autore, parlando in terza persona, si difende dalle accuse dei critici nella sinossi redatta per i Dialoghi con Leucò (Einaudi, 1947).Foto01

Il percorso espositivo comprende 75 fotografie suddivise in 19 sezioni tematiche e prende avvio dalla navata della ex Chiesa del Complesso Monumentale di San Francesco per terminare nelle cappelle, in un viaggio che parte dai ritratti dei contadini e montanari degli anni '70, sino ai paesaggi montani dagli anni '80 ad oggi.

Nelle fotografie degli anni '70 i soggetti rappresentati sono "anacronistici", residenti in un limbo temporale che li separa dalla quotidianità, personaggi fuori dal tempo, mezzadri, frati e suore di clausura immortalati nel quotidiano .

Proprio i frati e le suore di clausura sono i protagonisti della sezione Padri e sorelle , dedicata agli 8 anni, dal 1972 al 1980, in cui Michele Pellegrino, credente, seppur non osservante, appassionato di letture filosofiche e teologiche, si è dedicato a ritrarre questi religiosi che per propria scelta hanno dedicato la loro vita a Dio vivendo la loro esistenza fuori dal tempo . È una missione fotografica unica nel suo genere, nell'abside della ex chiesa di San Francesco è ospitato Il trittico mistico , una composizione di tre grandi foto conventuali.

Dagli anni '80 le fotografie di Pellegrino scompare gradualmente la figura umana, i soggetti diventano gli adorati paesaggi montuosi, fotografati con un certo erotismo nelle forme. Le sue vette, soprattutto quelle più "tenebrose", privilegiate in questa mostra, rinviano al tempo stesso al sublime e all'eremitico. Pellegrino si dimostra egualmente straordinario quando fotografa interi paesi del cuneese, luoghi che sembrano disabitati, infestati da oscure presenze che rimandano al neogotico e al fantasy.

L'interpretazione della realtà in Pellegrino si accosta al senso ultimo dell'opera del citato Pavese, una visione simbolica e metafisica del mondo che lo circonda, una concezione quindi, quella di Pellegrino, della fotografia come allegoria.f 59d01322c0

La mostra è accompagnata da Storie , una speciale monografia sull'intera opera di Pellegrino edita da Skira con testi critici redatti da Enzo Biffi Gentili e Walter Guadagnini.

Biografia Michele Pellegrino001597.chiusa1 thumb

Michele Pellegrino è nato il 1° febbraio 1934 a Chiusa di Pesio in provincia di Cuneo , da bambino ha vissuto gli anni difficili e travagliati della guerra. A nove anni, da giugno, appena finita la scuola, fino all'inizio del seguente anno scolastico, è andato come servitore in una cascina. La paga pattuita era mezzo sacco di castagne e mezzo sacco di patate. Erano anni difficili e in famiglia tutti dovevano contribuire. Il lavoro di pastore fu l'inizio di molti altri mestieri. Poi l'innamoramento per la fotografia, fino a quel momento un universo sconosciuto. Per Pellegrino fu l'inizio di una nuova vita. Autodidatta assoluto, senza la minima idea di cosa concretamente fosse e a che cosa servisse la fotografia, incominciò a fare le cose che fanno tutti i fotoamatori, e aprì un piccolo laboratorio per servizi e sviluppi su commissione. Poi, sentendo l'esigenza anche di un lavoro più creativo, autonomo e personale, si guardò intorno e decise di fotografare il mondo che conosceva meglio, quello della montagna. Erano gli anni dell'"esodo". La montagna si spopolava, la gente migrava verso la pianura, la città, la fabbrica. Dopo i primi goffi tentativi, Pellegrino si rese conto che raccontare per immagini non era così semplice, ma da montanaro testardo non si arrese e nacque così Il profondo Nord. Un'indagine a tappeto su quasi tutte le vallate del Cuneese. Seguirono altre storie, spesso con argomenti diversi tra loro. Pellegrino ha sperimentato quasi tutti i generi fotografici . Ha esposto le sue opere in importanti mostre in Italia e all'estero ma predilige raccogliere le sue immagini fotografiche in libro. Ne ha pubblicati circa trenta.

Informazioni

"Michele Pellegrino, una parabola fotografica"

Complesso monumentale di San Francesco - via Santa Maria 10 - Cuneo

Orari: dal martedì alla domenica alle ore 15.30 - 18.30. Lunedì chiuso.

Ingresso libero

www.fondazionecrc.it 

facebook : InarteFondazioneCRC 

twitter  FondazioneCRC 

Ultima modifica 20 Luglio 2018
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