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Le più belle mostre d'arte di settembre e ottobre 2018

download vcIL CALEIDOSCOPIO DELL'ARTE LE PIÙ BELLE MOSTRE D'ARTE DI SETTEMBRE E OTTOBRE 2018

Al ritorno dalle vacanze, gli appassionati dell'arte troveranno ad attenderli una serie di proposte di grande qualità:

dalle fotografie dei maestri del Neorealismo a New York a quelle di Willy Ronis ai Tre Oci di Venezia; dall'avventura umana del medico del Rinascimento, Berengario da Carpi, a quelle meravigliose dai racconti dei viaggiatori del passato alle Gallerie Estensi di Modena. E ancora le retrospettive dedicate a Jean Dubuffet, Louis Kahn, Giacomo Balla, Pellizza da Volpedo, e molto altro ancora.

SETTEMBRE

Sarà un caleidoscopio di proposte, quello che attende gli appassionati d'arte alla ripresa dopo le vacanze estive.downloadfd

Si parte da New York. La Grande Mela rende omaggio al Neorealismo italiano con una serie di appuntamenti che coinvolgono alcuni dei luoghi più prestigiosi della metropoli statunitense.

Dal 6 settembre all'8 dicembre 2018, la Grey Art Gallery, museo delle belle arti della New York University, con grandi spazi espositivi in Washington Square, ospita la mostra NeoRealismo: The New Image in Italy, 1932-1960.

Attraverso 180 scatti di 60 artisti italiani, la rassegna analizza, per la prima volta in maniera approfondita, il ruolo cruciale della fotografia nel Neorealismo italiano, solitamente associato a rappresentazioni cinematografiche e letterarie, analizzando il percorso del medium fotografico dal realismo in epoca fascista fino ad arrivare alle soglie del boom economico, che cambierà completamente lo scenario culturale.

L'esposizione, curata da Enrica Viganò e organizzata da ADMIRA di Milano, si arricchisce di pubblicazioni originali di rotocalchi, libri fotografici, cataloghi, poster, oltre che di spezzoni tratti da film diretti da Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Luchino Visconti, solo per citare alcuni tra i tanti registi presentati in mostra.

Il Department of Italian Studies della New York University ha messo a punto un programma di eventi collaterali che ha il suo fulcro alla Casa Italiana Zerilli – Marimò, dove verranno proiettati integralmente film del neorealismo, introdotti da poster e foto di scena originali, ma verranno organizzate anche tavole rotonde con eminenti docenti americani specializzati in cultura italiana.

Il MET - The Metropolitan Museum of Art proporrà - dal 18 settembre 2018 a 15 gennaio 2019 nello spazio Johnson Galleries al secondo piano del museo -una selezione delle opere dei fotografi del dopoguerra italiano, recentemente acquisite per la collezione permanenteimagesxs

A chiudere il cerchio, molti degli stessi autori saranno in mostra alla Galleria Howard Greenberg, dal 13 settembre al 10 novembre, in una collettiva intitolata The New Beginning for Italian Photography, 1945-1965.

Dal 6 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, la Casa dei Tre Oci di Venezia celebra il grande fotografo francese Willy Ronis (1910-2009), con la più completa retrospettiva mai tenuta in Italia.

L'esposizione, curata da Matthieu Rivallin, coprodotta dal Jeu de Paume di Parigi e dalla Médiathèque de l'architecture et du patrimoine, Ministry of culture – France, con la partecipazione della Fondazione di Venezia, organizzata da Civita Tre Venezie, presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite dedicate a Venezia, in grado di ripercorre l'intera carriera di uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento e protagonista della corrente umanista francese, insieme a maestri quali Brassaï, Gilles Caron, Henri Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Robert Doisneau, Izis, André Kertész, Jacques-Henri Lartigue e Marc Riboud.

Il tema del fato e del destino, così com'è stato declinato dall'antichità ai nostri giorni, da autori quali Domenico Fetti, Gustav Klimt, Adolfo Wildt, Angelo Morbelli, Mattia Moreni e molti altri, sarà analizzato dalla mostra in programma dall'8 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, a Palazzo Ducale di Mantova.

L'esposizione dal titolo FATO E DESTINO. Tra mito e contemporaneità, allestita nell'Appartamento della Rustica, ideato da Giulio Romano per il duca Federico II Gonzaga, è curata da Renata Casarin, vicedirettore Complesso Museale Palazzo Ducale Mantova, e Lucia Molino, in collaborazione con Michela Zurla, promossa dal Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, da Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Comunità Mantovana, col patrocinio del Comune di Mantova, partner Gallerie d'Italia.

La rassegna, che si tiene in concomitanza con la XXII edizione del Festival Letteratura Mantova, presenta 70 opere, tra dipinti, sculture, grafiche e mosaici, provenienti dalla Fondazione Cariplo, da altre istituzioni pubbliche come il MAR di Ravenna e da collezioni private.

Dal 13 settembre 2018 al 10 marzo 2019, alle Sale delle Arti della Reggia di Venaria (Torino) si tiene la mostra Ercole e il suo mito.

La rassegna, curata da un comitato scientifico presieduto da Friedrich-Wilhelm von Hase e composto da Gabriele Barucca, Angelo Bozzolini, Paolo Jorio, Darko Pandakovic, Laura Pasquini, Gerhard Schmidt, Rüdiger Splitter, Claudio Strinati, Paola Venturelli, è organizzata da Swiss Lab for Culture Projects e Consorzio Residenze Reali Sabaude, in collaborazione, fra gli altri, con l'Antikenmuseum und Sammlung Ludwig di Basilea (CH), il Museumslandschaft di Hessen-Kassel (D), il Museo Archeologico Nazionale e il Museo Filangieri di Napoli.

L'esposizione illustra il mito dell'eroe greco e dei temi a esso legati, con un'ampia selezione di oltre 70 opere, tra ritrovamenti archeologici, gioielli, opere d'arte applicata, dipinti e sculture, manifesti, filmati e molto altro, provenienti da istituzioni pubbliche e da collezioni private, capaci di coprire un arco cronologico che, dall'antichità classica giunge fino al XX secolo.

L'iniziativa acquista un particolare significato alla luce dei lavori di restauro in corso della "Fontana d'Ercole", fulcro del progetto secentesco dei Giardini della Reggia, un tempo dominata dalla Statua dell'Ercole Colosso, e da cui inizia idealmente la visita.

L'avventura scientifica e umana di Berengario da Carpi, pseudonimo di Jacopo Barigazzi (Carpi, 1460 circa - Ferrara, 1530), uno dei protagonisti assoluti della medicina del Rinascimento sarà analizzata dal 14 settembre al 16 dicembre 2018, a Palazzo dei Pio di Carpi (MO).

L'esposizione, curata da Manuela Rossi e Tania Previdi, ideata e prodotta dal Comune di Carpi – Musei di Palazzo dei Pio, con il patrocinio di Alma Mater Studiorum-Università degli studi di Bologna, dell'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, in collaborazione con l'Università di Padova, il MUSME (Museo della Medicina) di Padova, il Museo civico Archeologico di Bologna, col contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e di IGEA Carpi, presenta dipinti, incisioni, disegni, libri antichi e manoscritti, capaci di documentare l'avventura di un genio del Rinascimento italiano, conteso dalle più importanti corti dell'epoca, al punto di diventare chirurgo di tre papi e di curare, su invito di papa Clemente VII, Giovanni dalle Bande Nere ferito in battaglia a una gamba o Lorenzo de' Medici colpito alla testa da una pallottola di archibugio.

Dal 19 settembre al 19 ottobre 2018, ecco il secondo appuntamento con il nuovo ciclo delle Project Room della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, che mette a disposizione di giovani curatori e artisti il proprio spazio e le proprie competenze, per raccontare al pubblico le ultime tendenze della scultura contemporanea.

Dopo la personale di Donato Piccolo, il secondo atto della Stanza di Proust vede protagonista Roberto Pugliese (Napoli, 1982) che ha immaginato Concerto per Architettura, una composizione audio realizzata ad hoc per gli spazi della Project Room, le cui piante architettoniche sono servite per rielaborare alcuni valori numerici in seguito assegnati a una serie di algoritmi genetici e funzioni complesse.

Questi processi, grazie a una relazione acustico matematica, sono serviti a generare materiale sonoro che è stato successivamente rielaborato da Pugliese.

Il risultato è una scultura sonora che si diffonde negli spazi della Fondazione sfruttando al meglio le risonanze architettoniche in modo da restituire allo spazio la sua stessa "voce".

A una delle più belle realtà dell'arte contemporanea italiana, Isobel Blank, Gilda Contemporary Art di Milano dedica, dal 21 settembre al 31 ottobre 2018, una personale dal titolo BE PARTIAL. grow incomplete, curata da Cristina Gilda Artese e Alessadro Trabucco.

L'esposizione presenta una grande video-installazione, sei stampe fotografiche, dodici disegni e tre sculture realizzate con la tecnica della lana infeltrita, che trascinerà il visitatore in un coinvolgimento multisensoriale.

Dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, la Galleria Estense di Modena ospita la mostra MERAVIGLIOSE AVVENTURE. Racconti di viaggiatori del passato.

L'esposizione, curata da Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi e Annalisa Battini, presenta un'ampia selezione di testi illustrati, appartenenti al ricco patrimonio librario della Biblioteca Estense Universitaria, oltre a quadri, sculture, arti decorative e materiale etnografico, provenienti da istituzioni quali il Museo antropologico universitario di Firenze e i Musei civici di Modena, in grado di ripercorrere come l'esperienza del viaggio sia stata vissuta da esploratori, mercanti, pellegrini, tra il 1400 e il 1800.

Lontane dalle moderne guide turistiche, le relazioni annuali dei missionari e i libri pubblicati da mercanti, religiosi, ambasciatori studiosi e curiosi al ritorno dai loro viaggi, rappresentarono testimonianze di valore ineguagliabile per la conoscenza di popoli e mondi ancora poco noti in Occidente.

La rassegna riscoprirà inoltre alcune figure di viaggiatori del passato, quali Jean de Mandeville, Giovan Battista Ramusio, Matteo Ricci, Athanasius Kircher e Carsten Niebhur, Francesco Gemelli Careri, Sybilla Merian e molti altri che con i loro racconti e i loro studi aiutarono i governi europei a intrattenere un rapporto più confidenziale con il resto del mondo. Materiale audiovisivo completerà la narrazione delle meravigliose avventure esposte.

La Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia, uno dei più importanti musei d'Italia - fondato il 17 gennaio 1918 - che vanta una straordinaria collezione di capolavori di artisti come Duccio, Beato Angelico, Piero della Francesca, Pintoricchio, Perugino e Pietro da Cortona, completa il suo programma di celebrazioni per i suoi primi cento anni di vita, con una mostra, in programma dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 che porta alla luce il suo enorme patrimonio, che raramente esce dai suoi depositi per ragioni conservative o di spazio.

Dopo la rassegna 'Tutta l'Umbria una mostra'. La mostra del 1907 e l'arte umbra tra Medioevo e Rinascimento che proponeva 130 opere in grado di documentare la sorprendente ricchezza dell'arte che fiorì in Umbria tra Medioevo e Rinascimento, ecco L'ALTRA GALLERIA, un'esposizione che offre al visitatore una raffinata selezione di tavole saltuariamente presentate al pubblico, e in alcuni casi addirittura esposte per la prima volta, di autori appartenenti all'epoca d'oro della scuola umbra, tra il Duecento e la metà del Cinquecento, quali il Maestro dei dossali di Subiaco, Meo da Siena, Allegretto Nuzi, Rossello di Jacopo Franchi, Giovanni Boccati, Benedetto Bonfigli, Benvenuto di Giovanni, Bartolomeo Caporali, Pietro Vannucci detto il Perugino, Eusebio da San Giorgio, Berto di Giovanni, Domenico Alfani, Dono Doni.

La scelta delle opere, effettuata a seconda del loro grado di conservazione e d'importanza, è stata realizzata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell'Umbria, coadiuvato da una équipe di studiosi quali Michela Becchis, Andrea De Marchi, Alessandro Delpriori, Elizabeth Dester, Gabriele Fattorini, Giulia Mancini, Fabio Marcelli, Matteo Mazzalupi, Veruska Picchiarelli, Marzia Sagini, Daniele Simonelli, Maria Rita Silvestrelli, Federica Zalabra, Emanuele Zappasodi.

La mostra riveste un grande rilievo storico-critico: le tavole sono state dapprima oggetto di indagini diagnostiche e interventi conservativi, quindi affidate agli specialisti affinché le studiassero in maniera approfondita. Quello che ne risulta sarà una mostra che amplierà il percorso museale della Galleria, e presenterà nuove scoperte e nuove attribuzioni.

Achille Funi (Ferrara, 1890 - Appiano Gentile, CO, 1972) è il protagonista della personale in programma dal 28 settembre al 24 novembre 2018 a CMC - Centro Culturale di Milano.

La rassegna, curata da Nicoletta Colombo e Serena Redaelli, in collaborazione con l'Archivio Funi, con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, presenta trenta opere, tra cui alcune inedite, dell'artista ferrarese, articolate a partire dagli esordi futuristi, fino alla moderna classicità di "Novecento", movimento di cui è stato tra i fondatori con Mario Sironi.

Accanto sarà proposta una selezione di lavori dei sei compagni del gruppo originario del "Novecento" milanese, da Mario Sironi a Anselmo Bucci, Piero Marussig, Leonardo Dudreville, Ubaldo Oppi, Gian Emilio Malerba, accostati a quelli di Carlo Carrà, Arturo Tosi, Alberto Salietti, Pompeo Borra, Raffaele de Grada, amici e sodali di Funi nell'avventura novecentista.

Il mese di settembre si chiude idealmente con la mostra Architetture recenti in Alto Adige 2012 – 2018, in programma dal 29 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, a Merano Arte.

La rassegna, curata da una giuria composta da Roman Hollenstein, critico di architettura ed ex redattore della Neue Zuercher Zeitung, Marco Mulazzani, storico dell'architettura all'università di Ferrara e redattore di Casabella, e l'architetto viennese Marta Schreieck dello studio Henke Schreieck Architetti, presenta 38 progetti che documentano l'orizzonte architettonico, che si è sviluppato in Alto Adige, negli ultimi sei anni.

I tre curatori hanno dapprima selezionato 80 edifici, tra oltre 240 progetti, ritenuti particolarmente importanti; quindi, dopo una visita in loco alle strutture, sono stati scelti i 38 che saranno esposti, cui si aggiungeranno altri 26 che verranno pubblicati nel catalogo.

Quello che ne risulta è un viaggio nell'Alto Adige, dalla Val Venosta a ovest, alla Val Pusteria a est - in cui le pietre miliari sono rappresentati da quegli edifici che hanno affascinato la commissione per sensibilità, delicatezza, eccezionalità o per la particolare contemporaneità.

OTTOBRE

TOKYO TSUKIJI è il titolo della mostra che si tiene da Leica Galerie di Milano, dal 5 ottobre al 4 novembre 2018, che documenta il reportage realizzato da Nicola Tanzini (Pisa, 1964) all'interno del mercato ittico più grande al mondo.

L'esposizione, curata da Benedetta Donato, presenta 30 fotografie che costituiscono un vero e proprio racconto per immagini di un luogo tra i più iconici della capitale nipponica che ha visto accrescere la propria fama, al punto da diventare una delle attrattive maggiormente visitate dal turismo internazionale, che ora rischia di perdere la sua identità, a causa della dislocazione in una diversa area, in vista delle imminenti Olimpiadi del 2020.

In oltre due anni di lavoro, Nicola Tanzini ha scelto di cogliere il mercato ittico di Tsukiji in una veste inedita, ovvero nel momento di dismissione delle attività che precedono la chiusura, quando tutto finalmente si ferma e gli operatori possono sospendere l'attività lavorativa, già in corso dalle ore che precedono l'alba.

La fotografia di Elliott Erwitt, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea è al centro della rassegna in programma alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, dal 5 ottobre 2018 al 24 gennaio 2019.

La retrospettiva Icons, curata da Biba Giacchetti, organizzata e prodotta da ViDi, in collaborazione con Sudest57 Milano, col patrocinio del Comune di Pavia – Settore Cultura, raccoglie settanta dei suoi scatti più famosi, in grado di offrire al visitatore uno spaccato della storia e del costume del Novecento, attraverso la tipica ironia di Erwitt, pervasa da una vena surreale e romantica.

L'obiettivo di Erwitt ha spesso colto momenti e situazioni che si sono iscritte nell'immaginario collettivo come vere e proprie icone; è il caso della lite tra Nixon e Kruschiev, dell'immagine di Jackie Kennedy durante il funerale del marito, del celebre incontro di pugilato tra Muhammad Alì e Joe Frazier, del fidanzamento di Grace Kelly con il principe Ranieri di Monaco.

Nel percorso espositivo s'incontrano, inoltre, i famosi ritratti del Che Guevara, di Marlene Dietrich, della serie dedicata a Marilyn Monroe, così come i temi più amati dal pubblico per la loro forza romantica come il California Kiss, o quelli più intimi e privati, come quello della sua primogenita neonata sul letto, osservata dalla mamma.

A Pavia, non manca l'Erwitt più ironico, come testimoniano le immagini del matrimonio di Bratsk, o quelle dei suoi cani.

Chiude idealmente la rassegna una collezione di autoritratti che racconta come Erwitt ami prendere gioco anche di se stesso.

Dal 7 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) celebra la centenaria storia dell'automobile con una mostra che documenta l'evoluzione dello stile, così come si è sviluppato in quel territorio in cui grafica e design s'intrecciano, all'interno delle varie fasi storiche fino a raggiungere la contemporaneità.

La rassegna dal titolo AUTO CHE PASSIONE! è curata da Marco Turinetto, del Politecnico di Torino, e da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo, muove i suoi passi dagli inizi del Novecento quando una serie di scoperte e innovazioni tecnologiche hanno rivoluzionato il modo di vivere di tutto il secolo. Ma è grazie all'intervento della grafica e del design che il ruolo delle carrozzerie delle automobili viene elevato da un livello funzionale a quello estetico.

Ecco allora che le più importanti case automobilistiche affidano l'immagine della loro azienda e quella della comunicazione pubblicitaria ad artisti quali Marcello Dudovich, Gino Boccasile, Achille Mauzan, Plinio Codognato, Max Huber, Bob Noorda che contribuirono a costruiire quella 'cultura dell'automobile' che ancora è presente ai nostri giorni; contemporaneamente, nascono quelle figure di designer industriale quali Pininfarina, Giugiaro, Zagato e Sbarro che, attraverso le loro creazioni, segnarono lo spirito di un'epoca.

Al m.a.x. museo, tutto questo sarà documentato da grafiche pubblicitarie, disegni, cartoline, oggetti di design, mentre la sezione allestita nell'attiguo Spazio Officina, presenterà - dal 7 ottobre al 9 dicembre 2018 - dieci tra le più iconiche auto d'epoca, dalla Renault Voiture del 1903, alla Iso Rivolta Vision del 2017, dalla Bugatti T 35 del 1925 alla Pagani Huayra Coupé del 2011, dall'Alfa Romeo SS Villa d'Este del 1949 alla De Tomaso Pantera GTS del 1978.

Il programma espositivo del Teatro dell'architettura di Mendrisio (Svizzera) si apre con la mostra Louis Kahn e Venezia, in programma dal 12 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019.

La rassegna ripercorre il rapporto di Louis Kahn – una delle figure più importanti e influenti dell'architettura del Novecento – con la città lagunare, culminato nel progetto di un Palazzo dei Congressi e di un Padiglione per la Biennale di Venezia.

La mostra, curata da Elisabetta Barizza e Gabriele Neri, ospiterà numerosi materiali originali: disegni, schizzi, modelli, fotografie, registrazioni e documenti inediti dell'architetto americano.

Spiccano i disegni originali per il Palazzo dei Congressi e il Padiglione della Biennale (per la prima volta riuniti per restituire la densità della riflessione architettonica di Kahn); le sue reinterpretazioni grafiche dell'architettura veneziana; le registrazioni delle sue lezioni e conferenze a Venezia. Sono presenti inoltre disegni originali di Le Corbusier e Frank Lloyd Wright, anch'essi autori di progetti per Venezia mai realizzati: l'Ospedale di Venezia (1962-64) e la Fondazione Masieri (1953-54). Il lavoro di ricerca sotteso al progetto espositivo punta infatti a far riflettere sull'attuale e complesso rapporto che si instaura tra passato, presente e futuro in un luogo così eccezionale, "puro miracolo" – come disse Louis Kahn – della storia dell'umanità.

Giacomo Balla (1871-1958), uno dei più importanti e originali esponenti del Futurismo è al centro di una retrospettiva alla Galleria Bottegantica di Milano, dal 12 ottobre al 2 dicembre 2018.

La mostra GIACOMO BALLA | Ricostruzione futurista dell'universo segna la nascita di Modern / Lab, il format con cui Bottegantica rende omaggio alle principali personalità artistiche del XX secolo.

La rassegna, curata da Fabio Benzi, tra i maggiori esperti di Futurismo e in particolar modo di Giacomo Balla, di cui è autore di numerosi testi critici e monografie, approfondisce il periodo futurista dell'artista torinese, ma romano d'adozione, ponendo particolare attenzione alla sua attività nei settori delle arti applicate e dell'arredamento, dove opera con grande abilità e invenzione al punto da anticipare molti aspetti del moderno design.

Il percorso espositivo presenta trenta opere di Giacomo Balla e si apre con la sezione che propone alcuni lavori progettuali e una selezione di dipinti, realizzati tra il 1912 e il 1930, tra cui spiccano il Ritratto di Laura Marcucci a un anno, Sala da pranzo, Compenetrazione foglie + cielo + luce, il bozzetto di Sorge l'idea, e si completa con quella dedicata alle arti applicate. Qui s'incontrano complementi di arredo, come paraventi, disegni per opere di design, come piatti, tappeti, cuscini, creati dopo la pubblicazione del Manifesto della Ricostruzione Futurista dell'Universo del 1915.

A centocinquant'anni dalla nascita, dal 12 ottobre al 22 dicembre 2018, le Gallerie Maspes (via Manzoni, 45) e le Gallerie Enrico (via Senato 45) di Milano, due tra i più importanti poli per l'arte dell'Ottocento, celebrano Giuseppe Pellizza da Volpedo, nella città che ospita i suoi maggiori capolavori: Fiumana, alla Pinacoteca di Brera e il Quarto Stato al Museo del Novecento, immagine iconica delle battaglie sociali del secolo scorso.

L'esposizione è la prima personale a Milano dopo un secolo - l'ultima era stata organizzata nel 1920 alla Galleria Pesaro, esposizione durante la quale il celebre Quarto Stato venne acquistato dal Comune di Milano per sottoscrizione pubblica - e presenta alcune tra le sue opere più famose, provenienti da prestigiose collezioni sia pubbliche che private, in grado di ripercorrere alcuni dei temi più caratteristici della sua cifra stilistica.

In particolare, le rassegne offriranno una panoramica della produzione del pittore piemontese nel ventennio tra il 1887 e il 1907, dai ritratti e dalle nature morte del primo periodo ai bellissimi paesaggi dell'ultimo, passando per i celebri quadri di denuncia sociale, particolarmente cari a Pellizza.

Un arcobaleno di mattoncini sta per invadere Bologna. Dal 20 ottobre al 9 dicembre 2018, la ex chiesa di San Mattia, nel cuore del capoluogo emiliano, a pochi passi da Piazza Maggiore, ospita "City Booming Bologna", un enorme diorama di 60 metri quadri della più grande città al mondo costruita da oltre 7 milioni di mattoncini.

Ideata e prodotta da LAB Literally Addicted to Bricks, e organizzata da Giuliamaria e Gianmatteo Dotto, "City Booming Bologna" è nata dalla fantasia di Wilmer Archiutti, fondatore di LAB, laboratorio creativo di Roncade, in provincia di Treviso, che realizza forme e architetture di Lego®.

Inoltre, come ideale omaggio alla città che ospita "City Booming", sarà realizzato coi mattoncini uno dei simboli di Bologna.

Sono oltre 6000 le mini figure che abitano gli edifici di "City Booming", delle quali sono state ricostruite persino le vite private negli appartamenti, arredati e illuminati, in cui, ad esempio, padre e figlio cucinano mentre qualcuno si rilassa nella vasca a idromassaggio o si prepara un caffè.

Dal 20 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019, il Palazzo delle Paure di Lecco propone un viaggio esplorativo nella pittura e, più in generale, nella cultura della Lombardia del XIX secolo, attraverso la mostra L'Ottocento lombardo, a cura di Simona Bartolena.

Partendo dalla stagione romantica, passando per le esperienze risorgimentali e le ribellioni scapigliate, il percorso approda all'impegno sociale delle generazioni di fine secolo e alla ricerca divisionista.

È ormai noto che l'Ottocento italiano sia un secolo ricco di motivi di interesse e di personalità artistiche da scoprire. Se alcune aree italiane, su tutte la Toscana, sono state già portate all'attenzione del grande pubblico, la scena artistica della Lombardia del XIX secolo continua a essere poco nota. Ad eccezione di alcuni grandi nomi che hanno già conosciuto la loro importante riscoperta (quali Francesco Hayez), la maggior parte di artisti è ancora tutta da raccontare, in attesa di una necessaria quanto meritata riscoperta.

La mostra analizza sia i movimenti e le tendenze iconografiche, che la biografia e la personalità dei singoli artisti, seguendo un filo narrativo chiaro ed esaustivo che si propone di far luce su un tema non sempre così noto. L'esposizione, dunque, offrirà l'opportunità di scoprire un universo dinamico e sorprendente, artisticamente e intellettualmente molto raffinato e sperimentale, e di indagare la società italiana del tempo, tra certezze e contraddizioni.

Pur tenendo come cardine la scena milanese – in particolare il magistero dell'Accademia di Brera – la mostra indagherà con attenzione anche la situazione delle altre provincie lombarde e le aree più periferiche e provinciali.

Dal 20 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019, le sale del Castello di Novara si aprono per accogliere la mostra Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini.

L'esposizione, curata da Sergio Rebora ed Elisabetta Staudacher, coadiuvati da un comitato scientifico composto da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca e Aurora Scotti Tosini, è organizzata da METS Percorsi d'arte in collaborazione con la Fondazione Castello di Novara, col patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Novara, con il sostegno di Banco BPM (main sponsor) e di Fondazione CRT.

La rassegna presenta 80 capolavori di pittura e scultura tutti provenienti da prestigiose raccolte private, di autori quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi, che testimonia l'importanza storica del fenomeno del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall'Unità nazionale ai primi anni del Novecento.

La storia delle arti figurative in Italia nel secondo Ottocento s'intreccia, infatti, con le vicende dei raccoglitori di opere d'arte e, più in generale, del mecenatismo culturale. Dopo il 1860, s'intensifica il fenomeno del collezionismo di dipinti e sculture da parte di una sempre più ampia fascia di pubblico, composta in prevalenza da esponenti della borghesia delle imprese e dei commerci e delle professioni civili.

(1936-2008), una delle figure più interessanti del panorama artistico italiano del secondo Novecento ed esponente di una indagine pittorica che, in oltre quarant'anni di ricerca, si è sviluppata in cicli poliedrici, con un linguaggio di respiro internazionale.

La rassegna, dal titolo Destinazione: presente, curata dall'Archivio Antonio Scaccabarozzi diretto da Anastasia Rouchota, con contributi critici di Ilaria Bignotti e Paolo Bolpagni, si pone come necessaria retrospettiva dedicata all'artista, a dieci anni dalla sua scomparsa, che ripercorre l'intera sua evoluzione creativa.

Artista intellettualmente inquieto e libero dai dettami e dalle mode, Scaccabarozzi ha frequentato alcuni dei protagonisti del secondo dopoguerra, da Lucio Fontana a Enrico Castellani, da Paolo Scheggi a Luciano Fabro e, riflettendo sul significato della pittura nella sua relazione spazio-temporale e percettiva-ambientale, ha saputo non solo assumere la responsabilità di ripensare profondamente l'eredità delle avanguardie concrete del secondo dopoguerra, ma anche sviluppare una personalissima indagine di assoluta contemporaneità.

La fotografia torna a essere protagonista a Siena. Dal 28 ottobre al 2 dicembre 2018, è infatti in programma la IV edizione di SIPA - Siena International Photo Awards, uno dei più prestigiosi premi di fotografia a livello internazionale, organizzato da Art Photo Travel, col patrocinio del Comune di Siena, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, main partner Olympus, Simply Market, Il Fotoamatore, che animerà il tessuto urbano di Siena con una serie d'iniziative espositive di grande valore storico-culturale.

La mostra principale, Beyond the Lens, ospitata dalla Ex-distilleria "Lo Stellino", un nuovo e suggestivo spazio dal carattere industriale inaugurato per l'occasione, accoglierà 143 immagini di 48 fotografi provenienti da 37 paesi diversi, divise in dieci categorie tematiche, che hanno inviato i loro lavori alla segreteria del premio.

Il percorso espositivo allestito alla Ex-distilleria "Lo Stellino", sarà suddiviso in dieci aree che corrispondono alle categorie tematiche di cui si compone il premio - Libero colore, Libero monochrome, Viaggi & avventure, Persone e volti accattivanti, La bellezza della natura, Animali nel loro ambiente naturale, Architettura e spazi urbani, Sport in azione, Story-telling, Schizzi di colore - e si arricchirà dalla proiezione di una serie di immagini che documenteranno il pensiero fotografico e l'attività di alcuni dei più famosi artisti premiati al Siena International Photo Awards.

In contemporanea, dal 26 ottobre al 2 dicembre 2018, il complesso della Basilica di San Domenico accoglierà Sky's the limit, la prima collettiva realizzata in Italia sulla fotografia aerea, con una selezione tra le più belle opere premiate ai "Drone Awards".

L'esposizione offrirà al visitatore la bellezza del mondo vista dai cieli, come valli montane scolpite dai ghiacciai, coste frastagliate circondate da acque luccicanti, villaggi abbandonati e reti di trasporto tentacolari, in grado di dimostrare come l'uso della forma, del colore, della prospettiva e dell'astrazione, riescano a rimodellare la comprensione dei paesaggi, della natura, dell'ambiente, della fauna selvatica e del mondo intero.

È l'Adorazione dei Magi di Paolo Veronese il Capolavoro per Milano 2018, giunto alla sua XI edizione.

Il dipinto, che arriva nel capoluogo lombardo per la prima volta, è una tela di enormi dimensioni (320x234 cm), proveniente dalla chiesa di Santa Corona a Vicenza e sarà ospitato dal 30 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019 al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano.

L'opera è il capolavoro della pittura sacra degli anni della piena maturità di Paolo Caliari detto il Veronese (Verona 1538 – Venezia 1588), uno dei grandi protagonisti del secondo Rinascimento veneziano.

NOVEMBRE

Dall'8 novembre 2018 al 10 febbraio 2019, le sale di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di Milano accolgono una mostra che analizza il rapporto tra il capoluogo lombardo e il mondo della settima arte.Palazzo-2

Curata da Stefano Galli, promossa da Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici, organizzata da Milano in Mostra col patrocinio della Regione Lombardia e della Città metropolitana di Milano, l'esposizione presenta fotografie, manifesti, locandine, contributi video e cimeli in grado di ripercorrere un secolo di storia del cinema a Milano, dalle prime sperimentazioni degli anni tenta all'epoca d'oro degli anni sessanta, fino alle produzioni più recenti con la nascita di un genere commedia tutto milanese che ha visto affermarsi artisti quali Renato Pozzetto, Adriano Celentano, Diego Abatantuono, Aldo, Giovanni e Giacomo, e molti altri.

Dal 17 novembre 2018 al 3 marzo 2019, Palazzo Magnani di Reggio Emilia celebra Jean Dubuffet (1901-1985), uno dei maggiori pittori del Novecento, protagonista dell'Informale.

La mostra, dal titolo L'arte in gioco. Materia e spirito 1943-1985, ne illustra la figura di genio universale e multiforme, esplorando i numerosi cicli creativi, le vaste ricerche, le sperimentazioni tecniche inedite e originali.

La rassegna, curata da Martina Mazzotta e da Frédéric Jaeger, presenta una selezione di 140 opere - dipinti, disegni, grafiche, sculture, libri d'artista, dischi - provenienti principalmente dalla Fondation Dubuffet di Parigi e dal Musée des Arts Décoratif di Parigi, nonché da musei e collezioni private di Francia, Svizzera, Austria e Italia, oltre a un nucleo di 30 lavori di protagonisti storici dell'art brut, realizzato in collaborazione con Giorgio Bedoni.

Il percorso espositivo, suddiviso in tre sezioni principali, si sviluppa intorno alla dialettica tra le due nozioni di materia e spirito.

La prima, dal 1945 al 1960, presenta tutta la ricchezza dei cicli intorno alla materia, da Mirobolus, Macadam et Cie a Matériologies; la seconda verte sugli anni compresi tra il 1962 e il 1974, con i lavori della serie de L'Hourloupe, nati da un disegno eseguito macchinalmente al telefono, che si trasformerà 12 anni più tardi in scultura monumentale.

La terza parte esplora il nuovo orizzonte di intenso cromatismo, sviluppatosi tra il 1976 e il 1984 con i Théâtres de mémoire e con i Non-lieux, dove il forte gesto pittorico svela "non più il mondo ma l'immaterialità del mondo" (Dubuffet).

La rassegna include una sezione dedicata all'art brut, termine coniato nel 1945 dallo stesso Dubuffet che ne costituì la prima collezione al mondo designata con tale nome. Si tratta di una forma di espressione artistica spontanea, scoperta dall'artista negli ospedali psichiatrici, propria di quei talenti che, privi di una formazione accademica, sono posseduti da un istinto creatore puro e talvolta ossessivo. A Palazzo Magnani si possono ammirare le opere di Aloïse, Wölfli, Wilson, Walla, Hauser, Tschirtner – divenuti oramai parte integrante della storia dell'arte del XIX/XX secolo - provenienti dalla Collection de l'Art Brut di Losanna, da collezioni private svizzere e dal Gugging Museum di Vienna.

Ultima modifica 27 Agosto 2018
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