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LuBeC 2020 a Lucca

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"Ripartiamo con la cultura, ripartiamo per la cultura!"

La prima edizione post-lockdown conferma tutti gli eventi in programma nel Real Collegio di Lucca, l'8 e 9 ottobre

"Ripartiamo con la cultura, ripartiamo per la cultura!": con questo titolo si terrà nel 2020 LuBeC, Lucca Beni Culturali, l'incontro internazionale dedicato allo sviluppo e alla conoscenza della filiera beni culturali - tecnologie - turismo, l'8 e 9 ottobre prossimi a Lucca. La XVI edizione sarà la prima post-lockdown e scandirà il ritorno alla dimensione fisica degli eventi nel settore della cultura, confermando la formula della rassegna nata nel 2005 con sessioni plenarie, dibattiti e 25 appuntamenti dedicati a un pubblico qualificato, nelle sale del Real Collegio.

L'evento punterà l'attenzione sulle potenzialità del welfare culturale di promuovere il benessere individuale e delle comunità, diventando traiettoria primaria di politiche e risorse nell'attuale periodo post-crisi, caratterizzato dalle continue opportunità fornite dall'innovazione digitale. Il convegno di apertura che si terrà dal vivo sarà trasmesso anche in streaming, per favorire la più ampia accessibilità nel rispetto dei protocolli Covid-19, introdotto e moderato da Gaetano Scognamiglio, presidente della fondazione di ricerca Promo PA, attiva nel campo della formazione e dei beni culturali e organizzatrice di LuBeCGaetano Scognamiglio Preside

Alla luce degli obiettivi condivisi dalla comunità internazionale a livello europeo e mondiale, LuBeC dedicherà un primo focus dei lavori al tema "Next Generation EU e Agenda 2030 per la sostenibilità - Quali prospettive per la cultura nel piano di riforme post Covid-19". Adempiendo alla missione di trait d'union fra tendenze globali e spinte di innovazione provenienti dalle realtà locali, la manifestazione offrirà anche un secondo momento di discussione sul rapporto fra "Cultura e benessere: nuova alleanza per i territori resilienti".

Diretta anche quest'anno da Francesca Velani, la rassegna prevede un programma di 25 laboratori, workshop, interviste e convegni dedicati alla formazione degli operatori culturali nell'arco dei due giorni (iscrizioni su www.lubec.it). Gli eventi coinvolgeranno attori della pubblica amministrazione, operatori, imprese, professionisti, terzo settore nonché stakeholder da tutta Europa, sia in presenza che online. L'obiettivo sarà favorire la maggior partecipazione possibile a un pubblico interessato a individuare soluzioni, strategie e strumenti a sostegno del sistema turistico-culturale, attraverso politiche, tecnologie e soluzioni innovative.

Otto le aree tematiche individuate, in sintonia con le priorità indicate dall'Agenda Europea per la Cultura: il rapporto fra pubblico e privato; l'Agenda 2030 e la cultura per favorire la sostenibilità sociale; la valorizzazione del patrimonio culturale per il rilancio del turismo; il rapporto fra cultura e salute; l'innovazione nei musei; la riforma del codice dello spettacolo; il volontariato e la valorizzazione dei beni culturali; la cultura mediterranea come elemento di identità e apertura verso l'altro.

È previsto inoltre un momento per la consegna del riconoscimento LuBeC 2020, che verrà conferito a una personalità che si sia distinta nel settore dei Beni Culturali nel corso dell'anno. Si terrà poi la premiazione del concorso Art bonus 2019-20, in collaborazione con Ales - Arte servizi e lavoro spa, per i progetti finalisti più votati sul portale concorsoartbonus.it.

Grazie a LuBeC Digital Technology, la rassegna offrirà uno spazio dedicato all'innovazione tecnologico–digitale proposta da imprese ed enti, per la valorizzazione dei beni culturali e per il marketing territoriale. Partner stabili di LuBeC sono il MiBAC, la Regione Toscana e gli enti del territorio, oltre a varie imprese e istituzioni. I risultati che ogni anno emergono da LuBeC vengono tradotti in proposte, affinché possano essere recepiti nei programmi di sviluppo del Ministero.

Per consultare il programma generale e registrarsi agli appuntamenti, visitare il sito www.lubec.it 

Vita, lavoro cultura e turismo post-Covid: é iniziata l'era dei "neoluoghi"

Si aprono anche nuove occasioni di attrazione per il turismo in uno scenario che la pandemia ha capovolto, se è vero che Roma, Venezia, Firenze, Torino e Milano perderanno nel 2020 quasi 34 milioni di presenze dall'estero, con stanze occupate d'estate solo per il 51% nelle maggiori mete culturali. Intanto, se gli italiani prediligono località marine o montane a corto raggio, due su tre sfuggono al sovraffollamento visitando proprio i borghi, alla scoperta di prodotti e tradizioni meno conosciute.

"La valorizzazione dei 'neolouoghi' , come li definisce Gaetano Scognamiglio , Presidente di Promo PA , la Fondazione che organizza l'8 e il 9 ottobre prossimo Lubec, potrà anche contribuire a quella de-localizzazione dei flussi turistici sempre auspicata ma mai realizzata."

Il tema sarà affrontato nel corso del convegno in un focus dedicato per capire il livello di attenzione verso questo fenomeno. In Italia il 72% dei comuni conta meno di 5mila abitanti e 2.381 sono in avanzato stato di abbandono. La valorizzazione dell'Italia delle diversità può invece rallentare lo snaturamento del substrato sociale dei centri storici, fatto di tradizioni popolari, enogastronomia e eventi, quel Dna-asset del nostro Paese, che fece affermare a Lord Byron che "In Italia tutte le città sono capitali". Si tratta di capire quale futuro possa ipotizzarsi per i neoluoghi, se inseriti in un modello di sviluppo nuovo e diverso da quello basato sull'assioma della crescita metropolitana illimitata, sconfessato dalla crisi pandemica. Un'idea di valorizzazione potrebbe essere quella di distretti di borghi minori, connessi da infrastrutture digitali e di mobilità alle cosiddette "città di servizi" di medie dimensioni, in un'ottica di sostenibilità sociale, ambientale e appunto culturale. Una nuova residenzialità cercata e resa possibile anche dalle nuove forme di lavoro agile , che potrebbero drenare lo spopolamento dei piccoli comuni. È il caso dello smartworking ad Albaredo per San Marco (Sondrio), del progetto "case a 1 euro" di Vergemoli (Lucca) o del coworking a Petralia Sottana (Palermo), che oppongono esempi di resilienza al fenomeno dei "borghi fantasma".

L'occasione del convegno di Lucca sarà utile per verificare anche la possibilità di incrociare e utilizzare in progetti di sviluppo e recupero, volti a consolidare lo status dei neoluoghi, misure già attive come quella delle Cooperative di Comunità , attivata dalla Regione Toscana, partner stabile dell'evento, quelle per la rigenerazione urbana , nonché la possibilità di sostenere iniziative imprenditoriali come quelle per realizzare gli alberghi diffusi.

In questa prospettiva sarà infine approfondita la possibilità di intercettare quei finanziamenti del Next Generation Eu, che saranno rivolti in particolare a potenziare le infrastrutture digitali, essenziali per acquisire e consolidare il nuovo status da parte dei borghi.

Ultima modifica 21 Settembre 2020
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