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L’Agriturismo in Italia: luci ed ombre

NOV 2009



 

Agriturismo Sono 17.895 gli agriturismi in Italia con un incremento del 6.7 per cento (+1.130 rispetto a fine 2006), di cui 14.810 con alloggio (per 179mila posti letto), 8.410 quelli che fanno ristorazione, 2.664 degustazione. In forte crescita le altre attività (9.643 strutture, con un aumento medio del 10%) che puntano alla valorizzazione del territorio, inteso come ambiente e cultura. Fra le preferite: escursionismo (3.130), equitazione (1.550) e trekking (1.465), ma anche osservazioni naturalistiche e mountain bike (2.311), oltre a diversi sport (3.680) e ai corsi (1.025) in particolare di cucina. A livello nazionale il 2007 è stato un anno in chiaroscuro per l’agriturismo. Si può stimare un consolidamento della domanda rispetto all’anno precedente,  ed esclusivamente grazie alla componente estera (+8%) mentre quella italiana avrebbe visto una riduzione del 2%, mentre l’offerta ha continuato a crescere per la spinta generata dalla diversificazione del settore agricolo. Il giro d’affari complessivo è stimato in oltre mille milioni di euro, con  un fatturato medio delle aziende che appare in leggera ma progressiva diminuzione visto l’aumento del numero delle unità, arrivando ad attestarsi poco al di sotto dei 60 mila euro. Si tratta di un ammontare decisamente ridotto anche qualora si consideri la natura “complementare” dell’attività agrituristica rispetto a quella agricola, che certo non può favorire l’auspicato incremento della quantità e del livello qualitativo dei servizi offerti e che spesso non consentono il raggiungimento di adeguati livelli di redditività.  

La rilevazione Istat sul fenomeno agrituristico relativa al conferma il ruolo centrale della Toscana nell’offerta turistica nazionale. In Toscana si trova infatti il 22,7% delle aziende autorizzate in Italia, seguita dalla provincia di Bolzano (17% circa del totale nazionale) e a lunghissima distanza dal Veneto, che detiene il 6,7% del totale nazionale. Il peso della Toscana aumenta andando a considerare le forme di agriturismo legate alla permanenza in azienda, con una incidenza delle aziende autorizzate all’alloggio (in camere o spazi aperti, ma prevalentemente in appartamenti) sul relativo  totale nazionale pari al 27,2%, e al 27,9% del totale dei posti letto autorizzati in Italia. Da rimarcare anche l’incidenza della Toscana sulle altre tipologie di servizi agrituristici previste dalla Legge quadro: l’11,0% sul numero di autorizzazioni alla ristorazione, contro il 46% di autorizzazioni alla degustazione di prodotti aziendali e il 27,6% ad altre attività tra cui quelle ricreative e culturali. Da rilevare come prosegua la lenta erosione della incidenza della Toscana sull’offerta nazionale, causato dalla crescita sostenuta di alcune regioni tra cui Umbria e Marche, che per caratteristiche territoriali e di offerta sono le più in concorrenza con la Toscana. 

Complessivamente, si conferma una presenza agrituristica capillarmente diffusa e storicamente radicata in Toscana e Alto Adige, ove sono localizzate, rispettivamente, 3.798 e 2.916 aziende. L’attività agrituristica presenta dimensioni significative anche in Veneto (1.124), Lombardia (966), Umbria (952), Piemonte (795), Emilia-Romagna (772), Campania (734), Marche (670) e Sardegna (656). Fra gli incrementi più consistenti va segnalato quello delle Marche +27,4% (con 677 strutture, +144 rispetto al 2005); il +18% dell’Emilia Romagna (+118); l’Abruzzo + 16,6% (535, +76). Crescono anche il sud (+8.4) e isole, con Sicilia +10.2% (377 agriturismi) e Sardegna + 7.4%.  Svetta la Toscana nelle quote rosa, regione in cui le donne gestiscono ben 1.536 agriturismi, pari al 40.4% dei conduttori toscani (contro una media nazionale del 34.1%). 

Secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio di Turismo Verde l’agriturista estero è amante dei buoni cibi genuini, predilige le aziende dell’Italia centrale (inglesi e tedeschi, in particolare) e specialmente quelle vicine alle città d’arte e ai luoghi che hanno attrattive culturali (musei, mostre) e religiose (conventi, abbazie), ma anche in zone dove ci sono terme. Quindi, non solo buona tavola e tranquillità. Cultura e aspetti salutistici, specie in questi ultimi anni, hanno fatto breccia. Il turista straniero ama molto fare passeggiate a cavallo e il relax in piscina, che risulta uno dei servizi più richiesti. La buona cucina della tradizione italiana, fatta di cibi tipici e genuini che non si trovano nei normali circuiti commerciali, e la tranquillità dell’azienda, dove si ha un clima famigliare, restano i motivi principali della scelta agrituristica degli stranieri i quali sono molto abitudinari e scelgono di trascorrere la vacanza sempre nella stessa azienda.  

Quello della spesa in campagna, soprattutto se in luoghi diversi da quello di origine, magari soggiornando in agriturismo, sta diventando anche in Italia un aspetto molto importante. Secondo l’Osservatorio nazionale omonimo, promosso da Coldiretti, sette italiani su dieci hanno fatto almeno una volta acquisti direttamente dal produttore agricolo giudicandoli in maggioranza convenienti. Ammonterebbe a 2,4 miliardi di euro il valore degli acquisti di vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità effettuati direttamente in 48.650 aziende agricole che nell´arco degli ultimi cinque anni hanno fatto segnare una crescita record del 25%. Autenticità poi, è una delle parole più ricorrenti dei tour operator, perché è ciò che più chiede il popolo dell’agriturismo, italiano e internazionale in particolare. Della vacanza rurale piace il luogo vero, autentico e vissuto con e dalla gente del posto. Il turismo asettico e preconfezionato, secondo standard impersonali, insomma, comincia a far emergere degli scricchiolii. Vince poi chi è in grado di proporre pacchetti completi, che tengano però conto della stagionalità: ad esempio pacchetti nel periodo della vendemmia o della raccolta delle olive. L’ospite avrà così la possibilità di vivere in prima persona delle esperienze di agricoltura, e poter effettuare tutte quelle attività ricreative connesse, dalla degustazione di prodotti tipici ai corsi di cucina, agli antichi mestieri rurali. All’agriturista piace poi andare alla scoperta di luoghi particolari da visitare, chiesette di campagna e piccoli borghi, scovare la trattoria tipica e originale, come le cantine dove assaggiare i vini del territorio. Sono i servizi, inoltre, l’aspetto da potenziare: il turista, specialmente estero, vuol conoscere con esattezza tutto sui trasporti regionali e locali, oltre ai collegamenti e le distanze dagli aeroporto e stazioni ferroviarie più vicine al luogo di vacanza.

  

 
 

Direttore responsabile Andrea Novarino reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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