L'agricoltura biologica è in crescita In Italia un giro d'affari di 2,2 milioni di euro. Con 30,4 milioni di ettari certificati, un mercato del valore di 26 miliardi di euro e 720 mila operatori in tutto il mondo, l'agricoltura biologica è in grande crescita. Secondo il rapporto Ifoam l'Italia è al quinto posto nel mondo con 1,07 milioni di ettari convertiti al biologico (l'Australia rimane sempre in testa con 11,8 milioni di ettari). Secondo i dati del Ministero delle Politiche Agricole, in Italia il giro d'affari del biologico è di 2,2 miliardi di euro, gli operatori del settore 51 mila e gli ettari coltivati a biologico 1 milione e 147 mila. Il nostro Paese è leader in Europa nella produzione di vini bio, con 30 mila ettari di terreno a viticoltura biologica e un giro d'affari di 2,2 miliardi di euro.
L'Emilia Romagna rappresenta un esempio virtuoso, con 4.102 imprese certificate e 92 mila ettari di superfici agricole coltivate a biologico. È al primo posto in Italia per numero di mense scolastiche (127), quasi il 15 per cento dei pasti bio serviti ogni giorno nelle scuole d'Italia (112 mila su 924 mila). Numeri e dati parlano chiaro: a partire dalle prime esperienze di agricoltura biologica, avviate a Modena alla metà degli anni '70, il territorio ha sviluppato attività avanzate e ha contribuito a promuovere la cultura del biologico e di uno stile di vita sano e sostenibile. Negli anni '80 sono nate le prime "Fattorie didattiche", molte delle quali biologiche.
Oggi sono 53 e ogni anno aprono le porte a chiunque sia interessato a vivere un contatto diretto con la natura e con le tradizioni contadine. Standard elevati contraddistinguono poi la produzione biologica dei prodotti tipici: dall'Aceto Balsamico Tradizionale al prosciutto, dal Parmigiano Reggiano ai vini Lambruschi. Per quanto riguardi i consumi del biologico, i dati relativi al primo semestre 2007 tratti dall'Indagine Ismea/AcNielsen rivelano che in Italia il consumo dei prodotti biologici ha avuto un incremento del 9,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il consumo famigliare di prodotti biologici è quindi cresciuto del 10% (+51% per prodotti legati all'infanzia, + 2,6% per riso e pasta, + 28% per surgelati).
Secondo un'indagine Prober - Associazione produttori biologici biodinamici Emilia-Romagna il 70% dei Comuni dell'Emilia-Romagna (233) utilizzano materie prime biologiche nelle mense scolastiche. In 12 di questi Comuni si raggiunge lo standard qualitativo del 100% bio nelle mense di elementari, materne e nidi. Nel Comune di Modena l'Aceto Balsamico utilizzato nelle mense scolastiche è proprio quello biologico "del Duca". Il 50% per cento dei Comuni impegnati nella ristorazione scolastica (167) possono essere definiti "biologici" per la qualità e la quantità delle componenti bio dei menù.
Infine gli investimenti: in base all'ultimo Piano di Sviluppo Rurale (PSR 2000/2006), la Regione Emilia-Romagna ha destinato al settore biologico 150 milioni di euro per il "sostegno alla competitività delle imprese" (ammodernamento, insediamento dei giovani agricoltori) e per interventi ambientali.
Direttore responsabile Andrea Novarino
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