Il riso rimane l’alimento base per la maggior parte della popolazione mondiale e ne rappresenta il 20% dell’apporto nutritivo totale.
E’ coltivato da più di 10.000 anni nelle sue 2 principali sottospecie: l’Indica nelle zone tropicali e la Japonica in quelle temperate.
Le varietà Indica, di aspetto affusolato e cristallino, sono adatte alla cottura in acqua (la più diffusa nel mondo):
Le varietà Japonica, più o meno tondeggianti e perlate, sono l’ideale per il risotto:
Le varietà Waxi, sia Indica che Japonica, conosciute come glutinose pur non contenendo glutine, hanno un colore perfettamente bianco:
Da tutte queste varietà si può ottenere oltre al riso bianco anche:
il riso Integrale che si ottiene eliminando solo le parti esterne non commestibili del chicco e può essere in natura: bianco, rosso o nero:
il riso Parboiled che è bene sapere si ottiene da precottura e successiva essiccazione del risone che procura un alto rendimento nella lavorazione industriale e ne spiega quindi la crescente diffusione nel mondo:
Le diverse popolazioni hanno definito la qualità del riso in relazione alle caratteristiche delle varietà coltivate in loco :
Le loro cucine si sono adeguate alle caratteristiche dei diversi risi:
Le classificazioni per legge del riso (corto, medio, lungo - comune, semifino, fino, superfino), distinguono solo le dimensioni del chicco, non le caratteristiche culinarie e organolettiche.
Per valutare le qualità della lavorazione del riso basta metterne un po’in un:
I chicchi disuguali completano la cottura in tempi diversi e procurano:
Il riso contiene il 90% di amido sulla sostanza secca. L’amido che si perde in cottura è amido non stabile, per cui quanto più se ne perde tanto più scadente è la qualità del riso; e lo si vede quando l’acqua di cottura diventa bianca.
Lavare il riso prima di cuocerlo ne favorisce lo spappolamento.
A contatto con l’aria, col tempo nel riso si formano degli insetti e i grassi in esso contenuti sono soggetti all’irrancidimento, facilitato anche dalle alte temperature di conservazione: il riso dopo la lavorazione deve venire subito confezionato sottovuoto.
Il riso italiano sta diventando, nei ristoranti, un piatto di crescente interesse. Naturale cassa di risonanza dei sapori, il riso per il risotto deve essere quello che dopo cottura risulti sodo, sgranato e saporito.
Direttore responsabile Andrea Novarino
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