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INDICE

Salone del gusto e Terra Madre

OTT 2006



Salone del gusto, Torino 2006Il Salone Internazionale del Gusto  è  una manifestazione fieristica a cadenza biennale, organizzato da  Slow  Food,  giunta alla  sesta edizione, si  svolge  a  Torino dal 26 al 30 ottobre.

Il sottotitolo scelto per questa edizione è : “ buono, pulito, giusto”, tre aggettivi che definiscono la qualità alimentare del cibo. Buono, ovvero il piacere che ne deriva dal degustare un determinato alimento. Pulito, cioè coltivato rispettando l’ambiente. Giusto, significa trovare delle condizioni lavorative eque e dignitose per tutti.

Il Salone del Gusto è un appuntamento costante per il pubblico sempre più interessato a comprendere, scoprire e conoscere le caratteristiche , le tradizioni alimentari e i sapori di prodotti poco conosciuti, un filo diretto tra produttori e consumatori. Queste piccole realtà semisconosciute rappresentano la base della biodiversità alimentare nel mondo.

Nell’ultima edizione del Salone nel 2004 i visitatori sono stati oltre 140.000,  80 le nazioni rappresentate,  600 gli espositori, 270 le bancarelle dei Presidi italiani e stranieri ( prodotti da salvare come patrimonio di biodiversità tutelati da Slow Food).

Secondo una ricerca promossa dall’ONU, il Millennium Ecosystem Assessment, a cui hanno collaborato circa 1300 scienziati internazionali emerge un dato allarmante, la causa principale di distruzione del pianeta è, paradossalmente, la produzione del cibo. Il cibo è un nostro diritto e fonte di piacere ma deve essere consumato senza danneggiare gli equilibri ambientali e la vita di altri individui, quindi mangiare  significa anche selezionare cibi di qualità prodotti con criteri che non alterano l’ambiente.

Il Salone del Gusto fin dagli esordi ha fornito visibilità ai piccoli e medi produttori  che vogliono proporre  la loro produzione eccellente ma poco conosciuta che difficilmente trova spazi espositivi nelle grandi fiere di settore omologate e globalizzate dalle multinazionali che detengono il monopolio.

Il pubblico può acquistare, degustare, conoscere i prodotti esposti al Salone, partecipare ai 160 Laboratori del Gusto, momenti di educazione e degustazione alimentare guidata per adulti e scolaresche; assistere a esibizioni di 17 grandi chef internazionali. Ampi spazi del Salone sono dedicati alle cucine di diverse regioni del mondo.

ritratti dei partecipanti all'edizione del Terra Madre 2004 - Foto di Bruno MussoNel 2004 è stato affiancato al Salone un altro grande evento parallelo e collegato, si tratta di  Terra Madre, due facce dello stesso progetto , un incontro  tra produttori e operatori mondiali del cibo,  non aperto al pubblico, organizzato anch’esso da Slow Food.

La prima edizione ha accolto a Torino 5000 contadini provenienti da 130 nazioni diverse, un’esperienza memorabile!. Un’ondata di etnie e di colori che difficilmente trova riscontri  in altre manifestazioni.

L’edizione 2006 coinvolge 1500 comunità del cibo provenienti da tutti i continenti, 5000 tra contadini, pescatori, produttori, 1000 chef, 400 docenti universitari che nei cinque giorni del Salone presenziano a incontri, dibattiti per un confronto aperto sulla cultura del cibo, sull’importanza della qualità e non della quantità. I principali temi dibattuti sono: la rete, come aumentare le comunicazioni tra le comunità del cibo; l’agro-ecologia, l’agricoltura che rispetta l’ambiente; l’acceso al mercato, come inserire i piccoli produttori tra le maglie della rete della  grande distribuzione; l’acqua, elemento basilare per intere popolazioni; i semi, i produttori artigianali non riescono a selezionare semi di varietà autoctone perché vengono commercializzati semi industriali.

Terra Madre è come un grande mercato, “la comunità del cibo” , la più grande esposizione di biodiversità agroalimentare mondiale. In questo meeting internazionale, i produttori giungono da ogni parte del mondo,  per raccontarci e condividere i loro problemi e dare visibilità ai loro prodotti  frutto di grandi sacrifici. 

Il Salone del Gusto e Terra Madre: a Torino presso il Lingotto Fiere e l’Oval.

Il biglietto d’ingresso: € 20
Soci  Slow  Food:  € 14

Ragazzi dagli 11 ai 16 anni: € 12

Abbonamento di 5 gg. per  Soci  Slow  Food: € 40

Abbonamento di 5 gg. per  non  soci: € 60

Gratuito  fino a 10 anni

Orari di apertura: dalle 11,00 alle 23,00

Lunedì 30 ottobre (ultimo giorno del Salone ):  dalle 11,00  alle  20,00

CARTOLINE DAL SALONE DEL GUSTO E TERRA MADRE 2006

Ritratti dei partecipanti all'edizione Terra Madre del 2004

 
Articolo e foto di Bruno Musso
 

CAMCOMROMA - La camera ci commercio di Roma al salone del gusto

Abbacchio alla romana “IL GUSTO DI ROMA” dall’antichissimo Caciofiore alla colazione “alla romana”.
LE PRODUZIONI TIPICHE E TRADIZIONALI ROMANE E LE INIZIATIVE DELL’AZIENDA SPECIALE PER IL SETTORE AGROALIMENTARE (ARM).

Anche quest’anno la Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda Speciale per il Settore Agroalimentare ARM, parteciperà al Salone Internazionale del Gusto di Torino. L’obiettivo è far conoscere le produzioni tipiche e tradizionali romane al pubblico e agli addetti ai lavori, acquirenti e utilizzatori professionali. Per tutta la durata del Salone, nello stand “Il Gusto di Roma” (PAD. 2 D), è previsto un intenso programma di degustazioni dei prodotti della campagna romana così come saranno presentate importanti iniziative, alcune delle quali già realizzate e altre in fase di realizzazione. Tra queste, il portale www.romaincampagna.it, il portale della Camera di Commercio di Roma per il turismo enogastronomico di qualità.

Un’iniziativa nata per fornire ai romani e ai turisti un punto di riferimento per accedere alla ricchissima offerta dei servizi e prodotti presentati dalle aziende della campagna romana e per presentare itinerari turistici di particolare rilievo. Tra questi, la Strada dei Vini dei Castelli Romani per andare alla scoperta di una tradizione vinicola che vanta oltre tremila anni di storia, e la Strada dell’Olio della Sabina, un viaggio del gusto che si snoda tra i più antichi oliveti italiani. Tutte le aziende presentate e la gamma di prodotti proposti nel portale hanno preso parte ai programmi di sviluppo e miglioramento promossi dalla Camera di Commercio per favorire la crescita qualitativa del tessuto imprenditoriale e produttivo della provincia di Roma.

Saranno poi presentati al Salone del Gusto due formaggi, il Pressato a mano e il Caciofiore della Campagna romana, la cui ricetta risale all’epoca dell’antica Roma. Il Caciofiore è un antenato del pecorino romano ed è realizzato immergendo nel latte ovino crudo il caglio ottenuto dal fiore di cardo selvatico raccolto nel periodo estivo. Il Caciofiore della Campagna Romana è un Presidio Slowfood ed è stato inserito nei Laboratori del Gusto (la degustazione del caciofiore è prevista per lunedì 30 ottobre alle ore 15.00 all’interno del Laboratorio L158). Nella campagna romana, dove il cardo selvatico ha il suo habitat naturale, cinque produttori ne utilizzano il “fiore” come caglio e ripropongono pecorini a latte crudo dal sapore antico. Breakfast Roma è invece una iniziativa già testata in alcuni alberghi della Capitale con grande successo: una proposta di prima colazione da offrire ai clienti, composta esclusivamente di prodotti romani (pizza bianca, ricotta, marmellate, miele, prodottida forno tipici).

Dopo un primo test nello scorso mese di giugno ne è seguito un secondo nel corso della Festa Internazionale del Cinema di Roma con l’obiettivo di passare dalla attuale fase di test ad una vera e propria proposta rivolta a tutti quegli albergatori che vogliano inserire definitivamente nei loro menu, per la prima colazione ma anche per il brunch, i prodotti della campagna romana. Nel quadro di una innovativa strategia di sviluppo l’Azienda Romana Mercati ha allo studio la produzione e la commercializzazione di alcuni prodotti speciali ad alto contenuto funzionale: saranno presentati al Salone una selezione di prodotti speciali da forno zero glutine per celiaci, innovativi derivati dal latte di pecora ad alto contenuti di acido linoleico coniugato ad azione anticancerogina e antiossidante, olio d.o.p. della Sabina, ricco di polifenoli e tecoferoli ad azione antiossidante contro l’invecchiamento cellulare. Infine, domenica 29 ottobre, in occasione della giornata dedicata alla tradizione gastronomica romanesca, sarà presentato il progetto P.I.P.E.R., ovvero Pepe Ideale per i Prodotti di Eccellenza Romani.

Il progetto, destinato a mettere in contatto i produttori di eccellenza romani con una comunità di coltivatori di pepe della Malesia – il pepe nero di Rimbas, nuovo Presidio internazionale Slow Food sostenuto dalla Camera di Commercio di Roma – ha determinato la realizzazione di diverse tipologie di prodotti dei settori norcineria, caseario e dei prodotti da forno. L’obiettivo è quello di coniugare l’esigenza di una produzione di eccellenza basata su materie prime locali con produzioni di nicchia provenienti da altri territori, in grado di esaltarne le caratteristiche sensoriali. Nella stessa giornata, lo chef Paolo Cacciani del ristorante Cacciani di Frascati incontrerà Jannie Wee, cuoco malese selezionato da Terra Madre per confrontare la sua famosa pasta cacio e pepe cucinata con il pepe di Rimbas con l’interpretazione malese delle materie prime romane.

Al Salone sarà presente anche lo chef Simone Panella del ristorante Antica Pesa di Roma dove presenterà la propria interpretazione di alcuni capisaldi della tradizione romanesca. Al Salone del Gusto di Torino saranno cinque giorni intensi per scoprire il Lazio e le sue eccellenze gastronomiche. Ma anche per conoscere le strategie e le iniziative della Camera di Commercio di Roma per uno sviluppo integrato efficace e innovativo.

PROGETTO P.I.P.E.R., ovvero Pepe

PepeIdeale per i Prodotti di Eccellenza Romani. Il progetto, destinato a mettere in contatto i produttori di eccellenza romani con una comunità di coltivatori di pepe della Malesia ­ il pepe nero di Rimbas, nuovo Presidio internazionale Slow Food sostenuto dalla Camera di Commercio di Roma ­ ha determinato la realizzazione di diverse tipologie di prodotti dei settori norcineria, caseario e dei prodotti da forno. L'obiettivo è quello di coniugare l'esigenza di una produzione di eccellenza basata su materie prime locali con produzioni di nicchia provenienti da altri territori, in grado di esaltarne le caratteristiche sensoriali.

Il Progetto P.I.P.E.R. della Camera di Commercio di Roma è nato lo scorso maggio, quando Federica Tomatis, responsabile di Presìdi e Terra Madre per l'Asia si è recata in Malesia: l'obiettivo era verificare lo sviluppo del Presidio del riso Bario e valutare la nuova istituzione di un Presidio del pepe, una delle spezie più utilizzate nel mondo e che tuttavia costituisce una coltura secondaria per gli abitanti della zona di Rimbas. Insieme alla valorizzazione della preziosa varietà di riso malese in quell'occasione sono stati avviati i primi passi per l'istituzione di un nuovo Presidio a Tutela del pepe nero della varietà Kuching, coltivato nella zona di Rimbas.

Originario del Sud Est asiatico il piper nigrum si diffuse in Malesia oltre duemila anni fa nella fertile zona del Sarawak (uno dei due stati malesi dell'isola del Borneo), dove ancora oggi circa tredici mila ettari sono coltivati a pepe. Rimbas è una zona interna, agricola e lontana da grandi centri abitati. Qui vivono gli Ibans, la popolazione nativa più numerosa del Sarawak che coltiva ancora la varietà locale di pepe nero detta Kuching. I campi di pepe sono piccoli (circa un ettaro con 200/300 piante) e i filari sono disposti su un dolce declivio, indispensabile per evitare l¹eccesso di acqua nel terreno, causato dalle abbondanti piogge tropicali.

La pianta ha la forma di un cespuglio e cresce intorno ad un palo di ironwood (belian), il legno più duro e resistente in natura, l'unico in grado di reggere il clima equatoriale. I grani di pepe vanno raccolti quando dal verde iniziano a tendere al giallo paglierino, lavati in acqua e poi lasciati ad asciugare al sole. I passi da compiere sono ancora molti: migliorare la resa del terreno per aumentare la produzione, stilare un disciplinare e razionalizzare la fase di lavorazione; tuttavia la qualità di questo prodotto ha già portato ad un primo successo: è stata infatti avviata un'importante collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, che farà da intermediario e promotore per l'utilizzo del pepe nero di Rimbas nella realizzazione di alcuni salumi e formaggi tipici della tradizione laziale.

Il viaggio infine ha fornito l'occasione per conoscere di persona e visitare il caffè di Jannie Wee, una cuoca malese che cucina utilizzando esclusivamente prodotti biologici reperiti presso produttori della zona e che sarà la rappresentante per i cuochi della Malesia a Terra Madre 2006.

Rete Leader e i GAL per la prima volta al Salone del Gusto di Torino

Rete Leader e GalIl Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, all’interno del Programma di Iniziativa Comunitaria Leader+ volto a promuovere lo sviluppo integrato, organico e sostenibile delle aree rurali e marginali d’Europa ha istituito la Rete Nazionale per lo Sviluppo Rurale che raccoglie oggi 132 gruppi di azione locale (GAL): un insieme di soggetti pubblici e privati che presidiano oltre la metà del territorio italiano e sono capaci di esprimerne i bisogni di crescita così come di innescare processi di sviluppo basati sull`identità, le risorse e il know-how di ogni zona. Sviluppo rurale e non solo sviluppo agricolo.

Questa è la filosofia della Rete Leader, perché non può essere solo l’incremento delle capacità produttive di un territorio a garantirne la vitalità. L’obiettivo è quello dello sviluppo integrato: interventi in agricoltura, nei servizi e nelle infrastrutture ma soprattutto nella promozione dei prodotti enogastronomici di eccellenza, spinta propulsiva dello sviluppo turistico. Struttura consolidata e di capillare presenza sul territorio, Rete Leader per la prima volta è presente al Salone del Gusto. Condivide infatti con SlowFood, animatore del grande appuntamento torinese, l’amore per le specificità del territorio e il sostegno alle micro-economie locali. Cultura locale, tradizione, cura del territorio e specialità alimentari, integrati in un progetto unico di riscoperta e valorizzazione, sono riuscite in molti casi a chiudere un circolo virtuoso di buone pratiche.

Al Salone del Gusto di Torino Rete Leader presenta 18 gruppi di azione locale, nazionali ed esteri. 18 storie di un successo locale. Per tutta la durata della manifestazione, presso lo stand della Rete Leader – Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (pad 2 L 93/92) si svolgeranno una serie di degustazioni guidate, nel corso delle quali saranno presentati i prodotti e i progetti dei GAL. Salumi della Calabria, vini del Circeo, formaggi d’alta montagna, miele d’Abruzzo e moltissimi altri prodotti di eccellenza saranno una splendida occasione di scoperte del gusto ma anche spunti per discussioni sulle future azioni e per illustrare progetti già realizzati dalla Rete.

Il binomio cibo-turismo può essere fonte di rilancio del territorio, motore di crescita sia economica che intellettuale: il confronto con altre realtà istituzionali, culturali e geografiche presenti a Torino sarà occasione importante per arricchire l’esperienza dei Gal e della Rete Leader in generale. L’Unità di Animazione della Rete Leader organizza infine un incontro tematico su “La valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità nella programmazione comunitaria 2007-2013” (Lunedì 30 ottobre 2006, ore 14.30 Sala Gialla spazio Slow 1) al fine di illustrare l’ampio ventaglio di opportunità che si aprono a partire dal 2007 per quanti si occupano della valorizzazione della qualità e della tipicità delle produzioni agroalimentari.

Biella al Salone del gusto torino 2006 - foto di Bruno MussoPer promuovere e valorizzare il territorio e l’enogastronomia biellese la Provincia di Biella ha scelto un’autorevole vetrina internazionale, il Salone del Gusto di Torino.

Nello stand allestito  con cura si possono degustare piatti tipici, vini e menù della tradizione biellese preparati da chef e ristoratori locali e serviti dagli studenti della scuola alberghiera “E. Zegna”. Graziose e sorridenti hostess forniscono ai visitatori che affollano lo spazio espositivo deplian informativi sui prodotti del territorio biellese.

Elemento fondamentale e simbolo di questo territorio è l’acqua che sgorga con dovizia dalle alte vette che si alternano a pianure, boschi, colline che caratterizzano questa zona dove l’industria della lana da sempre ha rappresentato il perno dell’economia locale. Ora non più. Bisogna rivolgere lo sguardo altrove, anche verso i prodotti agroalimentari, poveri, coltivati con fatica e rispetto della natura , che non hanno nulla da invidiare a quelli blasonati di altre zone della penisola. Prodotti che racchiudono in se le tradizioni e il carattere degli abitanti, taciturni, orgogliosi e gelosi dei doni preziosi della loro terra.

Alcune produzioni biellesi sono già “presidi slow food” come il “macagn”, formaggio morbido di latte di vacca intero; “la paletta di Coggiola”, costituita dal muscolo della scapola del suino. Altri prodotti sono in attesa della denominazione di origine protetta come il “riso di baraggia biellese e vercellese”. Non dimentichiamo i bovini della “razza rossa d’Oropa” e “l’agnello e la pecora biellese” dalle quali si ottengono lana , carni e formaggi come tome, caprini e murtarat (stagionato con aromi vegetali). I dolci della tradizione biellese sono: i “brutti e buoni”, i “canestrelli”, i “torcetti” abbinati con gli straordinari vini locali più apprezzati sono: “l’Erbaluce” doc; il “Passito” ;  il “Lessona” doc; il “Coste della Sesia” doc; il “Bramaterra” doc;

il “Ratafià” liquore ottenuto dal nocciolo delle ciliegie.

Da queste parti si produce una birra secolare, la “Menabrea” e un’acqua “pura”, la “Lauretana”.

Queste le perle agroalimentari e enogastronomiche che caratterizzano il territorio biellese.

La Provincia di Biella ha in progetto di riunire in un consorzio, denominato “terre biellesi”, le imprese industriali, artigianali e agricole per valorizzare e rilanciare il territorio e i prodotti di questa terra generosa, ricca di cultura, di tradizioni, di sapori. 

BIELLA AL SALONE DEL GUSTO E TERRA MADRE 2006

 
Articolo e foto di Bruno Musso
 

Il Salone del Gusto chiude con un record di presenze

Salone del gusto torino 2007 - foto di Bruno MussoLunedì 30 ottobre ha chiuso i battenti l'edizione 2006 del Salone del Gusto con un aumento del 23% di visitatori rispetto all'edizione precedente: 175.000 presenze nei cinque giorni di apertura.

Soddisfatto il patron Carlin Petrini, che è riuscito negli anni a creare un legame tra produttori, allevatori e ristoratori, puntando tutto sulla qualità.

L'edizione 2008 necessita di una struttura espositiva più ampia.

La presidente della Regione Piemonte ha assicurato che verrà ampliata l'area espositiva del Lingotto con la costruzione di un padiglione accanto all'Oval.

Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia ha puntato l'indice verso i numerosi espositori che propongono al  pubblico del Salone assaggini a pagamento, atteggiamento contrario alle indicazioni di Slow Food ma "è difficile controllare costantemente gli oltre 700 espositori" afferma Burdese.

Ciò nonostante il pubblico è entusiasta e partecipa attivamente a degustazioni, laboratori, conferenze, che si susseguono a ritmo vertiginoso nei vari padiglioni del Salone. 

 
Testo di Bruno Musso
 

Direttore responsabile Andrea Novarino reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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