La musica è da sempre veicolo immediato di comunicazione, di espressione di sentimenti e culture, cultura essa stessa in costante ibridazione e contaminazione.
In concomitanza con gli eventi-concerto “Nomad Voices Of Central Asia”, a Roma il 24 e 25 novembre, il Comune di Roma, in collaborazione con Federculture, la Commissione Nazionale UNESCO e Promoroma, promuovono la tavola rotonda sul tema “MUSICA TRADIZIONALE E IDENTITà CULTURALE – Il Patrimonio culturale immateriale per lo sviluppo dei territori”, mercoledì 25 novembre dalle ore 9.30 nella Sala Pietro da Cortona ai Musei Capitolini in Campidoglio.a Roma.
Al convegno partecipano tra gli altri il Sovraintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Bruno Cagli, l’etnologo Luigi Lombardi Satriani dell’Università La Sapienza di Roma e Fairouz Nishanova Direttore dell’Aga Khan Trust for Culture, la fondazione creata dall’Aga Khan per promuovere lo straordinario patrimonio musicale degli sconfinati paesi del Centro Asia (Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan).
I concerti si terranno al Palladium nell’ambito del Roma Europa Festival e sono realizzati da Federculture e dal Comitato Festival della Letteratura di Viaggio che, con questa iniziativa intende sviluppare nel corso dell’anno il progetto che vede il suo culmine nelle giornate della grande kermesse che cade ogni anno alla fine di settembre.
Oltre le barriere della lingua e dell’identità, la musica viaggia attraverso le epoche e i popoli, evocando ricordi, pensieri, piaceri. È ciò che accade quando le voci nomadi dell’Asia centrale portano le melodie delle proprie terre fino a noi, condividono un patrimonio culturale immateriale in un grande e diverso bacino culturale, capace di accogliere e di ritrasmettere suggestioni.
Crogiolo di identità culturali, crocevia di civiltà e di religioni, il Lazio e il suo capoluogo – Roma – sono da sempre un paradigma della varietà e della ricchezza del patrimonio culturale. Dagli Etruschi alle altre civiltà pre-romane, dalla grandezza della Roma repubblicana e imperiale al susseguirsi dei secoli e delle forme espressive ad essi connesse, il Lazio è un caleidoscopio di testimonianze artistiche, archeologiche e architettoniche di assoluta eccellenza. Tra queste, spiccano i siti che l'UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità.
Accanto a tale patrimonio, ve n'è un altro, altrettanto carico di storia e significato e forse ancor più permeante l'identità culturale della comunità: il patrimonio culturale immateriale.
Il patrimonio immateriale spazia dalla danza, al teatro, all’enogastronomia, alla musica, passando attraverso lingue, dialetti, artigianato, costumi, giochi, leggende, feste: ad esso, l'UNESCO ha dedicato una convenzione, la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, approvata il 17 ottobre 2003 e ratificata dall'Italia il 12 ottobre 2007 con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge 27 settembre 2007, n. 167, che era stata accolta all’unanimità da entrambi i rami del Parlamento.
Secondo la dottrina demo-etno-antropologica e secondo la Convenzione, il patrimonio immateriale va inteso come l'insieme delle tradizioni orali, ivi incluso il linguaggio, delle arti dello spettacolo, delle consuetudini sociali, eventi rituali, festivi e cerimoniali, delle concezioni e pratiche relative all’universo e alla natura, dei saperi e delle tecniche relative all’artigianato nel suo complesso. La Convenzione UNESCO tutela e promuove così un patrimonio ampio e composito: tale patrimonio costituisce un fattore rilevante rispetto alla diversità culturale e la sua salvaguardia garantisce la conservazione delle espressioni culturali proprie di ogni singolo contesto sociale, che concorrono a formarne quella che comunemente si definisce “tradizione”.
La recente ratifica da parte del nostro Paese della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale ha sottolineato l’importanza di tale patrimonio mettendone in evidenza il rapporto con le altre forme di patrimonio culturale, riconoscendo nei processi di globalizzazione e trasformazione sociale, e nella mancanza di risorse per la salvaguardia dei beni immateriali, le cause del rischio della loro perdita.
Direttore responsabile Andrea Novarino
reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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