Sabato 12 gennaio 2008 alle 20.30, con ingresso libero, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino e in collegamento diretto su Radio3, inaugura la quinta edizione di Rai NuovaMusica, la rassegna di musica contemporanea dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sostenuta dalla Città di Torino e dalla Regione Piemonte.
Un’importante novità di questa edizione è l’omaggio a Elliott Carter, il grande compositore americano che proprio nel 2008 compirà 100 anni.
A lui sono dedicati i primi tre concerti della rassegna; in apertura una sua eccezionale prima italiana: l’opera in un atto What Next?, che dopo la prima assoluta diretta da Daniel Barenboim a Berlino e molte esecuzioni in varie città del mondo (da Chicago a New York, da Amsterdam a Parigi), arriva finalmente in Italia e a Torino, diretta da Peter Rundel.
Nel cast molti degli interpreti che hanno preso parte alla prima assoluta e alla registrazione dell’opera, incisa da Ecm Records.
Completa il programma della serata il Boston Concerto, composto da Carter nel 2002 su commissione della Boston Symphony Orchestra e anch’esso proposto in prima esecuzione italiana.
What Next?
Opera in un atto
Musica di Elliott Carter
Libretto di Paul Griffiths
Il 16 settembre 1999 il pubblico berlinese della Deutsche Staatsoper ha assistito alla prima esecuzione assoluta dell’unica opera di Elliott Carter What Next?, diretta da Daniel Barenboim. L’attesa era grande e il successo è stato immediato. Carter aveva scritto alcuni cicli per voce, a partire dagli anno Settanta, che testimoniavano il suo interesse per il canto, ma nulla lasciava presagire che quest’uomo, a quasi 91 anni, avesse intenzione di comporre un’opera, e di tale forza espressiva.
Carter e Paul Griffiths, critico musicale del «New York Times», hanno preso come punto di partenza per il loro lavoro una scena divertente del film di Jacques Tati Trafic: un incidente d’auto provoca una serie di riflessioni tra i personaggi coinvolti e storditi dallo choc. La vicenda è il pretesto per trattare uno dei temi preferiti dal compositore: l’indifferenza che gli individui manifestano gli uni verso gli altri, e la difficoltà di comunicazione tra gli uomini. L’opera si presenta dunque come una particolarissima esperienza di teatro dell’assurdo con situazioni che ricordano Ionesco e Beckett, e musicalmente riesce a coniugare l’estrema chiarezza del discorso strumentale con lo spiccato lirismo delle parti vocali.
Dopo molte esecuzioni in varie città del mondo, da Chicago a New York (direttore Daniel Barenboim), da Amsterdam a Parigi (direttori Peter Eötvös e Kent Nagano), arriva finalmente in Italia e a Torino l’unica opera di Carter, che il 12 gennaio 2008, diretta da Peter Rundel, inaugura la quinta edizione di Rai NuovaMusica, la rassegna di musica contemporanea dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
Proprio nel 2008 Elliott Carter compirà 100 anni.Composizione: 1997/1998
Prima esecuzione assoluta: 16/09/99, Berlino Deutsche Staatsoper unter den Linden, Daniel Barenboim direttore, Staatskapelle Berlin, Nicholas Krieger regia, Lynne Dawson (Mama), Simone Nold (Rose), Hilary Summers (Stella), William Joyner (Zen), Hanno Mueller-Brachmann (Harry o Larry), Ian Antal (Kid).
Registrazione: 25/11/2003, Ecm Records, Amsterdam Concertgebouw, Peter Eötvös direttore, Netherlands Radio Chamber Orchestra, solisti: Sarah Leonard (Mama), Valdine Andreson (Rose), Hilary Summers (Stella), William Joyner (Zen), Dean Elzinga (Harry o Larry), Emanuel Hoogeveen (Kid)
Prima esecuzione italiana: 12/01/08 Torino Auditorium Rai Arturo Toscanini, Rai NuovaMusica 2008, Peter Rundel direttore, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Sarah Leonard (Mama), Christine Buffle (Rose), Hilary Summers (Stella), William Joiner (Zen), Dean Elzinga (Harry o Larry), voce bianca dal Tölzer Knaben Chor (Kid)
Durata: 45’ circa
Editore: Boosey&Hawkes/Ricordi
Personaggi:
ROSE una moglie e un’attrice, verso i trent’anni: soprano
MAMA una madre e molto altro, verso la cinquantina: soprano
STELLA un’astronoma, età indeterminata: contralto
ZEN un sedicente profeta e poco altro, verso la cinquantina o più: tenore
HARRY O LARRY uno sposo e un burlone, poco più di vent’anni: baritono
KID un ragazzino, dodici anni: voce bianca (contralto)
Situazione
È avvenuto un incidente. Delle sei “vittime”, tutte apparentemente illese, i cinque adulti hanno diverse opinioni riguardo ai vincoli di parentela da cui sono reciprocamente legati e al motivo per cui si sono trovati nello stesso luogo allo stesso tempo.
MAMA: Stavamo andando al matrimonio tra mio figlio, che insiste a farsi chiamare Harry o Larry, e Rose. Zen è il mio ex marito, il padre di Harry o Larry. Stella è presumibilmente la sua attuale fidanzata. Non so chi sia Kid.
ZEN: Tutto ciò che Mama ha detto potrebbe essere vero, ma la cosa davvero importante è che tutte queste persone sono miei seguaci. Sono una guida, un maestro. Io solo – almeno spero – so che razza di impostore io sia. Mi comporterò con assoluta tranquillità.
ROSE: Quanto è stato detto potrebbe essere vero, ma la cosa più importante è che stavo tornando a casa dopo un mio spettacolo. Non è affatto inconsueto, per me, essere circondata da ammiratori. Per me è abbastanza insignificante sapere chi sia questa gente.
HARRY O LARRY: Chi se ne importa?
STELLA: Potrebbe essere tutto vero (tenendo conto del fatto che difficilmente quanto ha detto il mio predecessore può essere considerato un’affermazione verificabile), ma quanto io ricordo è che stavo andando al lavoro, all’osservatorio. Se le cose non stessero così, allora starei forse soffrendo di un qualche disturbo mentale temporaneo, e dovrei tentare di agire con grande calma fino a che le cose non diventassero più chiare.
Il dramma si svolge senza interruzioni, i numeri indicano episodi che fluiscono l’uno nell’altro senza soluzione di continuità. A meno che non venga diversamente indicato, i personaggi non coinvolti in un episodio diventeranno presumibilmente spettatori, e apprezzeranno lo spettacolo messo in atto dal loro collega o dai loro colleghi.
Elliott Carter
Boston Concerto
Ispirato al poema di William Carlos (1883-1963) Rain (As the rain falls / so does your love / bathe every open / object of the world) il Boston Concerto è nato nel 2002 su commissione della Boston Symphony Orchestra. Carter in questo lavoro, che ripensa alle strutture formali e linguistiche consegnate dalla tradizione, ha voluto offrire un omaggio all’orchestra che ha segnato il suo periodo di studi ad Harvard, stimolando i suoi interessi artistici e la sua passione per la musica. In quegli anni ogni incontro con i concerti della Boston Symphony Orchestra forniva a Carter un’occasione per approfondire la sua conoscenza del grande repertorio sinfonico. Il Boston Concerto, dedicato alla moglie del compositore, non nasconde le suggestioni legate a quelle esperienze, elaborando una struttura a sezioni, che coinvolge ogni volta impasti timbrici differenti, secondo uno schema che affonda le sue radici nella forma del concerto grosso.
Composizione: 2002
Prima esecuzione assoluta: 03/04/2003, Symphony Hall, Boston, Massachuset Boston Symphony Orchestra / Ingo Metzmacher
Prima esecuzione italiana: 12/01/2008, Auditorium Rai Arturo Toscanini, Torino Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai / Peter Rundel
Negli stessi giorni (11-12-13 gennaio 2008) il Boston Concerto sarà eseguito anche all’Auditorio Nacional di Madrid dall’Orchestra Nazionale di Spagna sotto la direzione di Diego Masson, nell’ambito delle celebrazioni per il centesimo compleanno di Carter.
Durata: 19’ circa
Editore: Boosey&Hawkes/Ricordi
Peter Rundel
Nato nel 1958, ha studiato violino con Igor Ozim e Ramy Shevelov e direzione d’orchestra con Michael Gielen e Peter Eötvös. Inoltre ha studiato con Jack Brimberg a New York. Fra il 1984 e il 1996 ha suonato con l’Ensemble Modern. Ha debuttato come direttore d’orchestra nel 1987. Una stretta collaborazione lo lega all’Ensemble Recherche; inoltre è regolare ospite delle maggiori orchestre europee. Fra il 1998 e il 2001 è stato Direttore stabile dell’Orchestra Filarmonica Reale delle Fiandre, insieme con Philippe Herreweghe e Walter Weller; fra il 1999 e il 2001 è stato Direttore artistico dell’Ensemble Oriol e della Kammerakademie di Potsdam. Dal 1999 è Direttore musicale della Taschenoper di Vienna. In campo operistico ha diretto le prime esecuzioni di Solaris di Obst alla Biennale di Monaco di Baviera; Nacht di Haas al Festival di Bregenz; Schwarz auf Weiss di Heiner Goebbels a Francoforte. Nel settembre 2001 ha diretto Intolleranza di Luigi Nono con la regia di Peter Konwitschny alla Deutsche Oper di Berlino. Nel 2003 è stato invitato a eseguire opere di Jörg Widmann dalla Bayerische Staatsoper, Massacre di Wolfgang Mitterer dal Wiener Festwochen, e alcune composizioni di Emmanuel Nunes dal Teatro San Carlo di Lisbona. Nel 1996 ha pubblicato due CD come direttore e solista; le sue incisioni del Prometeo di Nono e della Kammermusik n. 4 di Hindemith sono state premiate con il Deutscher Schallplattenpreis. Nel 1998 la sua incisione integrale delle opere di Jean Barraqué ha ottenuto il Grand Prix du Disque.
Christine Buffle
Nata a Exeter in Gran Bretagna, ha studiato al Conservatorio di Ginevra, alla Guildhall School of Music&Drama di Londra e all’International Opera Studio di Zurigo.
Dopo aver debuttato all’Opera di Zurigo, ha cominciato ad essere invitata dalle istituzioni musicali più importanti d’Europa, distinguendosi come interprete del grande repertorio operistico. Tra i festival di cui è stata ospite si annoverano Edinburgo, Lucerna e Salisburgo, dove ha cantato con i Berliner Philharmoniker in una produzione del Parsifal diretta da Claudio Abbado. Ha inoltre collaborato con Nikolaus Harnoncourt, Franz Welser-Möst, Marek Janowski, Armin Jordan, Vladimir Jurowski, Marcello Viotti. Nella stagione 2003/2004, su invito di Brigitte Fassbaender ha firmato un contratto di collaborazione stabile con il Landestheater di Innsbruck.
Da sempre dedica particolare attenzione alla musica contemporanea; ha interpretato il ruolo del titolo in Niobé di Pascal Dusapin all’Opera di Losanna nel 2003, ha partecipato alla prima esecuzione assoluta di Le Luthier de Venise di Gualtiero Dazzi al Théâtre du Châtelet di Parigi.
Dean Elzinga
Specialista del repertorio contemporaneo, ha raggiunto la fama livello a internazionale interpretando le Eight Songs for a Mad King di Peter Maxwell Davies a New York e Cleveland con Jonathan Sheffer. Ha inoltre partecipato all’esecuzione e all’incisione di What Next? di Elliott Carter al Concertgebouw di Amsterdam. Nell’estate del 2006 ha cantato alla Des Moines Metro Opera in The Rake's Progress di Stravinskij e in Les contes d'Hoffmann di Offenbach. Nella stagione 2006-2007 è stato alla Edmonton Opera per interpretare il ruolo di Leporello nel Don Giovanni di Mozart, ha debuttato alla Pittsburgh Opera nel Flauto magico di Mozart. È stato inoltre ospite della Los Angeles Opera, del Metropolitan di New York, della San Diego Opera, della Seattle Opera, della Arizona Opera, della Volksoper di Vienna. Tra i direttori con cui ha collaborato si annoverano: Bramwell Tovey, James Levine, Christopher Seaman, David Lockington, Bertrand de Billy, Asher Fisch, Jorge Mester, Boris Brott, Emmanuel Villaume, Yves Abel e Maximiano Valdes.
Sarah Leonard
Nata a Winchester, ha studiato alla Guildhall School of Music and Drama di Londra. Da sempre dedica particolare interesse al repertorio contemporaneo: ha cantato in Dr. Faustus di Giacomo Manzoni al Teatro alla Scala di Milano, ne Al Gran sole Carico d’Amore di Luigi Nono alla Staatsoper di Amburgo, in Laborintus II di Luciano Berio al Teatro Carlo Felice di Genova, in What Next? di Elliott Carter al Concertgebouw di Amsterdam, in To Be Sung di Pascal Dusapin al Théâtre des Amandiers di Parigi, in Das Madchen mit den Schwefelholzern di Helmut Lachenmann ad Amburgo, Stoccarda, Parigi e Vienna, in Angel Magick di John Harle al Festival di Salisburgo e ai BBC Proms.
Ha lavorato con Pierre Boulez e la Birmingham Symphony Orchestra per le Cantate di Webern, e con l’ Ensemble Intercontemporain per Improvisations sur Mallarmé. Sotto la direzione di Michael Tilson Thomas ha eseguito Le Martyre de Saint Sébastien di Debussy, con Peter Eötvös il Requiem di Ligeti in Olanda e a Londra.
Ha inciso più di trenta CD, tra cui Offrandes e Nocturnal di Varèse con Riccardo Chailly e il Concertgebouw, Canti di vita e d’amore di Luigi Nono con Ingo Metzmacher.
William Joyner
Nato nel North Carolina, ha studiato alla Juilliard School di New York, ha vinto numerosi concorsi, internazionali e ha debuttato nella stagione 1997/8 al Teatro Massimo di Palermo. Ha in seguito cantato alla Pittsburgh Opera, alla New York City Opera, all’Opera Omaha, al Teatro alla Scala di Milano, al Théâtre du Capitole de Toulouse, alla Florida Grand Opera di Miami, alla Calgary Opera in Canada, all’Opéra National de Lyon, al Théâtre Royal de La Monnaie di Bruxelles, al Teatro Comunale di Bologna.
Il suo repertorio operistico comprende, tra gli altri, i ruoli di Alfredo nella Traviata, di Anatol in Vanessa di Barber, di Mario Cavaradossi in Tosca, di Erik in Die fliegende Holländer, di Hoffmann ne Les Contes d’Hoffmann, del cantante italiano in Der Rosenkavalier, di Jeník in The Bartered Bride e di Rinuccio in Gianni Schicchi.
Ha partecipato alla prima rappresentazione assoluta di What Next? di Elliott Carter alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino, sotto la direzione di Daniel Barenboim, e alle successive riprese a Chicago e ad Amsterdam.
Nella stagione 2006/07 ha interpretato Madama Butterfly all’Opera Carolina di Charlotte, Les Pécheurs de perles alla Kentucky Opera di Louisville .
Hilary Summers
Nata a Newport, ha studiato allla Royal Academy of Music e al National Opera Studio di Londra. Dopo aver debuttato nel 1992 alla Scottish Opera, ha attirato subito l’attenzione di molti compositori contemporanei. Nel 1999 ha interpretato il ruolo di Stella nella prima esecuzione assoluta dell’opera di Elliott Carter What Next? alla Staatsoper di Berlino sotto la direzione di Daniel Barenboim e nelle successive riprese alla Carnegie Hall, a Chicago, al Concertgebouw di Amsterdam, con la London Sinfonietta diretta da Oliver Knussen e con l’Ensemble Intercontemporain diretto da Kent Nagano.
Ha cantato in Le Balcon di Eötvös nel 2002 a Festival di Aix en Provence, in Le Marteau sans Maître di Boulez sotto la direzione dell’autore, in un’edizione che è stata incisa per Deutsche Grammaphon e ha vinto il Grammy Award per le esecuzioni da camera.
Particolarmente intenso il suo rapporto con Michael Nyman di cui ha inciso numerose colonne sonore. Nel 2006 ha cantato a Parigi nella prima esecuzione assoluta dell’opera di George Benjamin intitolata Into the Little Hill, successivamente ripresa a New York, Amsterdam e Francoforte.
Tölzer Knabenchor
È stato fondato nel 1956 da Gerhard Schmidt-Gaden a Bad Tölz, nel cuore dell'Alta Baviera. A partire dal 1970 è sorta la Sezione di Monaco che nel frattempo ha trovato la sua sede fissa, di proprietà del coro, nello studio di Monaco-Solln. Nel vasto repertorio musicale del coro predomina l'oratorio barocco in versione originale, come risulta da diverse incisioni discografiche, fra cui i Piccoli Concerti Sacri di Schütz sotto la direzione di Gerhard Schmidt-Gaden (eseguiti fra il 1987 e il 1993). I diversi gruppi e i solisti del Tölzer Knabenchor si esibiscono annualmente in più di 240 concerti e rappresentazioni operistiche. Il Tölzer Knabenchor nel corso degli anni è stato in Cina, Giappone, Stati Uniti, Israele, Inghilterra, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Belgio, Polonia, Austria e Svizzera. Ha collaborato con direttori quali Claudio Abbado, Daniel Barenboim, Leonard Bernstein, Karl Böhm, Sergiu Celibidache, Herbert von Karajan, James Levine, Lorin Maazel, Zubin Metha, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Wolfgang Sawallisch e Sir Georg Solti.
Direttore responsabile Andrea Novarino
reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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