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Alice Sabatini è Miss Italia 2015 In evidenza

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Figlia unica, l’affascinante miss di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, è la ragazza che ha conquistato il maggior numero di titoli: ben cinque, se si tiene conto anche della fascia di Miss Lazio, con la quale è arrivata alle prefinali di Jesolo. Alice ha anche conquistato la fascia di Miss Cinema 2015, titolo che si somma a quello di Miss Italia. Mantiene inoltre il titolo nazionale di Miss Diva e Donna 2015, anche questo cumulabile per regolamento. Cede invece la fascia di Miss Compagnia della Bellezza, assegnatale dagli sponsor, a Ginevra Bertolani, 20 anni, di Lucca.Alice Sabatini è Miss Italia 2015. La bella diciottenne di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, è stata eletta al termine della diretta televisiva su La7 all’una di notte condotta da Simona Ventura, ed è stata incoronata da Claudio Amendola.  Nella volata finale per il titolo ha preceduto la veneta Letizia Moschin e la campana Vincenza Botti. 
Con Alice Sabatini il Lazio è la regione che detiene il maggior numero di Miss Italia (ben 11), a pari merito con la Sicilia. Seguono la Lombardia con 10, il Veneto con 6, il Friuli e la Calabria con 5, il Piemonte e la Toscana con 4 a testa, Campagna e Marche con 3, Emilia Romagna, Liguria, Sardegna e Umbria con 2, Puglia Abruzzo e Trentino Alto Adige con una sola miss.
Il Veneto guadagna il secondo posto per la seconda volta consecutiva: l’anno scorso si era classificata Sara Nervo.00458201509213906
Soddisfatta la patron del concorso Patrizia Mirigliani, che ha aperto la conferenza stampa di oggi assieme al sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia. “Grazie a Simona Ventura, abbiamo realizzato una trasmissione super moderna – ha detto Patrizia – era ciò che volevamo, anche se il nostro successo lo dobbiamo soprattutto alle ragazze, le vere protagoniste del concorso”.
Parole condivise da Pierangelo Marano di Magnolia: “Lo show si è modernizzato, migliorando soprattutto dal punto di vista artistico”.
Ad illustrare i dati auditel ci ha pensato Marco Ghigliani, amministratore delegato di La7. “L’ascolto medio della serata – ha detto soddisfatto – è stato di un milione di telespettatori, in linea con i dati dello scorso anno. Sette milioni e 600 mila, invece, i contatti complessivi, con un picco di share del 20% nel momento dell’incoronazione, durante il quale La7 è stata la rete più seguita. La7 – ha aggiunto - crede in questo progetto e per il prossimo anno vorremmo costruire due appuntamenti importanti prima della finale”. Ghigliani punta a rafforzare le due serate che precedono l’elezione della miss, la formula seguita potrebbe essere quella dei talent.  
Capelli corti e occhi castani, alta 178 cm, Alice Sabatini è la miss dinamica e moderna, in grado di accontentare la giuria in studio e il pubblico del televoto: è stata la concorrente più votata, sia dalla giuria (tutti le hanno dato 10, cioè il massimo), sia – di un soffio su Vincenza Botti – con il televoto. I voti complessivi della serata sono stati 56.200 contro i 48.000 dell’anno scorso. 
Alice è, soprattutto, una sportiva: ha militato in una squadra di basket di A2. “Credo molto nello sport, come nell’amicizia – ha dichiarato - amo coltivare i rapporti umani e ho tanti amici, per la maggior parte maschi…”. Porta i capelli corti e ama vestire con un look ‘wild&chic’. Si definisce “equilibrata, disinvolta e senza pregiudizi”. 
Alice dedica il titolo di Miss Italia 2015 alla bisnonna materna, Augusta Grani, 91 anni, a Jesolo insieme a mamma Fabiola, papà Enzo e nonna Gabriella.
La nuova miss ha cinque tatuaggi: un cuoricino sulla mano destra, un gattino, una scritta "love" su un dito della mano sinistra, su un fianco il suo mito, Michael Jordan, e su un piede il nome del suo primo cane, Whisky. Da due mesi è single, ma in compenso ha un sacco di amici. Diplomata in Biotecnologie Sanitarie, vorrebbe laurearsi in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e produrre cosmetici, ma “l'università - dice - è rimandata all’anno prossimo”. Di certo Alice ha realizzato un sogno e, per il momento, anche il basket può attendere. “Il mio allenatore - dice - è un po’ geloso, ma dovrà farsene una ragione, ora mi godo il mio anno da Miss”.
Non sono mancate le polemiche, comunque, sulla sua dichiarazione fatta durante la trasmissione televisiva, rispondendo così alla domanda di Claudio Amendola su quale sia il periodo storico in cui lei preferirebbe vivere. La frase è stata interpretata da qualcuno in maniera errata, leggendoci un elogio alla guerra che non era assolutamente nelle intenzioni della miss, come si evince dalle sue stesse parole: “So che qualcuno ha voluto equivocare la mia frase sulla risposta alla domanda rivolta a me dai presentatori riguardo a quale avrei voluto vivere se potessi tornare indietro nel tempo. Io ho risposto il 1942, vale a dire il periodo cruciale della seconda guerra mondiale perchè ho sentito sempre raccontare di questo periodo così difficile e drammatico per l’Italia e per il mondo dalla mia bisnonna Augusta che, in quegli anni, ha dovuto sopportare come tutti delle sofferenze. E chiaro che rivivere in quel periodo significa avere appunto sofferenze e stenti e mi auguro, che un periodo così drammatico, non si ripeta più. Io sono soltanto incuriosita dai racconti che la mia bisnonna mi ha fatto e vorrei capire, come da quel periodo e da quegli anni così drammatici, il nostro paese e il mondo intero, siano riusciti fortunatamente a risollevarsi ed ha ritornare alla normalità ed a molto casi anche al benessere. La guerra è un orrore che tutti noi ed io compresa ripudiamo!”.
A nostro modesto avviso, comunque, il rapporto della società moderna con la guerra è quindi molto sfasato: inutile replicare ad una Miss Italia, indignati, raccontando della propria nonna ferita dai repubblichini o dai partigiani, inutile anche “sparare sulla Croce Rossa” (per rimanere in tema) evidenziando il fatto che, nascendo nel ’42 non avrebbe “vissuto la guerra” se non da bambina, e che i libri normalmente non parlano. Ma cogliere l’occasione per analizzare cosa derivi da anni ed anni di “missioni di pace” e di “esportazione della democrazia”, in un Paese come il nostro che “ripudia la guerra”, ci fa capire cosa abbia portato a non concepirla più nella sua portata tragica e, al tempo stesso, storica. Il lessico, spesso, cambia prima delle idee. Dopo di che arrivano i facili buonismi e gli atteggiamenti di comodo, in cui più per conformismo che per reale convinzione ci si schiera in quello che è il “comune sentire”.
Per essere nemici della guerra, a volte, sarebbe più utile respirare e riflettere, cercando di immedesimarsi empaticamente nel prossimo anche nella quotidianità e nelle piccole cose. Altrimenti, rischiamo di fare come i pacifisti che devastano le città manifestando per la pace: e a leggere molti messaggi rivolti alla ragazza, viene da chiedersi chi davvero dovrebbe vergognarsi.
Un altro discorso, del tutto a parte e stranamente non ancora finito alla ribalta dei rivoltosi da tastiera, è quello sul femminismo di una diciottenne che concluda «tanto sono donna, me ne sarei stata a casa». Ma questa è un’altra polemica.
                                                                                                                 Saverio Albanese
Ultima modifica 23 Settembre 2015
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