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INDICE

Programmazione Teatro Regio Torino da Venerdì 30 Aprile a Giovedì 6 Maggio

MAG 2010



FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO

Stagione 2009/2010 

Fonderie Limone Moncalieri

4 - 9 maggio 2010

VIAGGIATORI DI PIANURA

tre storie d’acqua

di Gabriele Vacis e Natalino Balasso

con Laura Curino, Natalino Balasso,

regia Gabriele Vacis

Fondazione del Teatro Regionale Alessandrino 

Martedì 4 maggio 2010, alle ore 20.45, alle Fonderie Limone Moncalieri (Via Eduardo De Filippo 20, angolo Via Pastrengo 88), debutterà VIAGGIATORI DI PIANURA - tre storie d’acqua di Gabriele Vacis e Natalino Balasso, con la regia dello stesso Vacis, la scenofonia di Roberto Tarasco e la scenografia di Lucio Diana. Lo spettacolo è interpretato da Laura Curino, Natalino Balasso, Christian Burruano, Liyu Jin.

Viaggiatori di pianura - prodotto dalla Fondazione del Teatro Regionale Alessandrino - sarà replicato alle Fonderie Limone fino a domenica 9 maggio 2010. 

Nel vagone di un treno ad alta velocità si incontrano casualmente alcuni viaggiatori che, senza saperlo, hanno qualcosa in comune: sono in qualche modo dei reduci. Cominceranno a raccontarsi le proprie storie e scopriranno di essere tutti scampati all’acqua. L’acqua del Polesine, l’acqua di New Orleans, l’acqua dello Tsunami, l’acqua dei mille posti inondati, più o meno conosciuti: vicende terribili, dalle quali chi è riuscito a sopravvivere ha ricavato una nuova consapevolezza della precarietà umana ed ha trovato la forza per continuare a vivere.

Come nei racconti dei pescatori, tutto sembra prendere il tono di una sfida a chi l’ha scampata meglio, a chi ha avuto l’avventura peggiore.

Laura Curino, usa la cadenza lenta di chi è nato nella Pianura Padana per manifestare

lo stupore di Regina la ragazza polesana sposatasi il 18 novembre 1951, proprio il giorno in cui il Po ha rotto gli indugi e gli argini allagando ogni cosa.

Natalino Balasso è invece Cedric Lafontaine, veneto di terza generazione e scatenato chitarrista in un complesso blues di New Orleans. L’uragano Katrina lo sorprende durante un concerto e a salvarlo sono le doti di galleggiamento del contrabbasso a cui lui e il collega musicista si aggrappano.

Con loro, due giovani e due storie che si legano indissolubilmente a questi cantori del nostro tempo. 
 
 

INFO BIGLIETTERIA:

Biglietti: Intero €  22,00

Recite: da martedì 4 a sabato 8 maggio 2010, ore 20,45. Domenica 9 maggio 2010, ore 15,30.

Biglietteria del Teatro Stabile - Teatro Regio, piazza Castello 215, telefono 011 8815241/242

(orario dal martedì al venerdì 10,30/18,00. Sabato 10,30/16,00).

Nei giorni di recita è  possibile acquistare i biglietti alla cassa del Teatro un’ora prima dell’inizio

dello spettacolo. Vendita telefonica: telefono 011 8815270, orario dal lunedì al venerdì 9,00/12,00.

Vendita on-line: www.teatrostabiletorino.it - info@teatrostabiletorino.it 
 

Teatro Carignano

4 - 16 maggio 2010

EDIPO RE

di Sofocle

traduzione Raul Montanari

con Franco Branciaroli

e con Giancarlo Cortesi, Emanuele Fortunati, Gianfranco Quero, Alfonso Veneroso

regia Antonio Calenda

Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia/Teatro de Gli Incamminati/Teatro di Messina 

Martedì 4 maggio 2010, alle ore 20.45, al Teatro Carignano di Torino (piazza Carignano, 6), andrà in scena EDIPO RE di Sofocle nella traduzione di Raul Montanari. Lo spettacolo, diretto da Antonio Calenda, è interpretato da Franco Branciaroli, affiancato in scena da Giancarlo Cortesi, Emanuele Fortunati, Gianfranco Quero, Alfonso Veneroso e da Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo, Filippo De Toro, Luca Fiorino, Luigi Rizzo. Le scene sono di Pier Paolo Bisleri, i costumi di Stefano Nicolao, le musiche di Germano Mazzocchetti e le luci di Gigi Saccomandi.

Edipo Re - prodotto da Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro de Gli Incamminati e Teatro di Messina - sarà replicato al Carignano fino a domenica 16 maggio 2010. 

Edipo Re è uno dei capolavori e dei capisaldi del teatro tragico di tutti i tempi; uno dei monumenti della poesia e del pensiero greco. Il re tebano che inconsciamente uccide il padre e sposa la madre, e che poi lentamente scopre, con un’indagine fra luci e tenebre, i propri misfatti, non è solo il protagonista di un dramma scenico tecnicamente perfetto, ma altresì il simbolo dell’oscura, inconsapevole vicenda dell’uomo, creatura di enorme e nessun valore, di sublime e inetta capacità, alla fine sventurata. 

L’Edipo Re in scena dal 4 maggio al Carignano, firmato da Antonio Calenda ha come protagonista principale Franco Branciaroli che nello spettacolo interpreta i ruoli di Edipo, Giocasta e Tiresia.

«In un mondo smarrito, minaccioso, delle cui ombre sentiamo l’incombere - commenta Antonio Calenda - è stato emblematico rielaborare il percorso dal buio verso la chiarezza compiuto da Edipo: un percorso nella coscienza che allo stesso tempo è individuale, di intima analisi, collettivo… Ed è stato importante poterlo condividere assieme ad un artista consapevole come Franco Branciaroli, con il quale abbiamo affrontato recentemente l’indagine di un altro problematico personaggio, il Galileo di Brecht. In questo Edipo Re, abbiamo voluto tratteggiare il protagonista evocando echi di teoremi freudiani, un viaggio fra le ombre e l’ignoto della psiche: perciò nella nostra visione, in Edipo si condensano, quasi come in momenti di trance, più personaggi della tragedia - Edipo, Tiresia, Giocasta - a dimostrare che nella sua carne si convogliano tutte le radici della colpa. Le radici dell’incesto, del parricidio: canoni del senso di colpa che segnano la civiltà occidentale, su cui si è lavorato soprattutto nel Novecento, da Freud a Lacan, attraverso Guattari, Deleuze, per arrivare a René Girard un filosofo contemporaneo che ha donato forti induzioni alla nostra interpretazione». 

Il progetto dello spettacolo si basa infatti su una rilettura dell’originale sofocleo (scritto probabilmente nel 430 a.C.) integrato dai sunti teorici di diversi studiosi e in particolare di Sigmund Freud e di René Girard. Freud riteneva che Edipo Re prefigurasse la metodologia che consente l’esplorazione dell’inconscio: la psicoanalisi. Ecco allora che Antonio Calenda evoca nello spettacolo la messa in scena di una ricerca, che ripercorre all’indietro il tempo, per riafferrare il senso vero e profondo di un passato che è stato frainteso. Ed Edipo - rimandando a un immaginario mitteleuropeo che ci appartiene - ci appare freudianamente disteso sul celebre lettino, mentre attraverso indizi disseminati nel suo vissuto, ricostruisce e riscrive con parole di atroce verità il proprio percorso esistenziale, individuando finalmente le radici del proprio conflitto interiore. 

L’assunto di René Girard, presente in particolare nel fondamentale La violenza e il sacro, ci illumina invece su certe dinamiche sociali e di gruppo. Gli individui secondo questo antropologo e filosofo contemporaneo tendono tutti a desiderare il medesimo oggetto e questa “indifferenziazione” genera quasi sempre un sentimento di rabbia e scontro diffusi. Per uscire da tali dinamiche di rivalità e di crisi, la comunità si unisce contro una vittima sacrificale, un capro espiatorio che la purificherà e che una volta immolato sarà investito di sacralità. Edipo è un esempio emblematico di tale dinamica. Il sacrificio, l’espulsione dalla comunità, avviene dopo un lungo e sofferto itinerario di conoscenza. Un itinerario che nella messinscena si svolge quasi fra sonno e veglia del protagonista, con il Coro che funge da ponte fra queste due dimensioni, un coro tutto maschile che fa da eco e moderno, incisivo commento. 

«Edipo - dichiara Branciaroli - è l’eroe tragico che non sa chi è: tutto gli casca addosso perché tutto è già avvenuto. Questa conoscenza di sé avviene attraverso il dolore. Il dolore è la caratteristica di Edipo, dunque. Lui dice che nessuno ha un dolore più grande del suo (battuta che poi riprenderà Hamm in “Finale di partita” di Beckett). Infatti appena lui conosce diventa cieco: la cecità, come il dolore, nella cultura greca è strettamente legata alla conoscenza». 

L’intero spettacolo fonda infatti la propria essenza sul concetto del “vedere”: un leitmotiv concettuale che diventa momento di un paradosso nella conclusione della tragedia (l’accecamento di Edipo), ma che ritorna costantemente durante l’intera messinscena anche sul piano delle immagini.  
 
 

INFO BIGLIETTERIA:

Biglietti: Intero € 29,00

Recite: da martedì 4 a domenica 16 maggio 2010.

Orari: giorni feriali ore 20.45. Festivi ore 15.30. Lunedì riposo.

Biglietteria del Teatro Stabile - Teatro Regio, piazza Castello 215, telefono 011 8815241/242

(orario dal martedì al venerdì 10,30/18,00. Sabato 10,30/16,00).

Nei giorni di recita è  possibile acquistare i biglietti alla cassa del Teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Vendita telefonica: telefono 011 8815270, orario dal lunedì al venerdì 9,00/12,00.

Vendita on-line: www.teatrostabiletorino.it - info@teatrostabiletorino.it 



 


Direttore responsabile Andrea Novarino reg. tribunale di Torino n° 5930 del 17/01/06
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