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21 May 2012
by Redazione - 
Pubblicato in Viaggi

valzer foto

 

Il vostro lato più sentimentale anela all’Ottocento? Sentite il fascino delle atmosfere romantiche e delle eroine appassionate? Avete mai letto “La signora dalle camelie” di Alexandre Dumas figlio o assistito alla “Traviata” di Verdi all’Opera? Se la risposta è sì, allora non perdete l’occasione unica di assistere ad un vero ballo dell’Ottocento, in cui le coppie volteggiano in un fruscio di crinoline di seta. Succede all’Hotel Quirinale di Roma venerdì 25 maggio 2012.

La serata inizia alle 19.30 con un aperitivo in giardino. E’ incredibile, ma l’Hotel Quirinale ha proprio nel centro di Roma un magnifico giardino interno, con una fontana, il prato, tanti fiori e un imponente cedro del Libano nel mezzo! Il ballo organizzato dall’Associazione Roma 800, inizia alle 20.30 nei magnifici saloni dell’albergo ed è seguito da una cena a buffet. I ballerini sono tutti vestiti con costumi d’epoca 1860. Vestito da sera per tutti gli altri. L’ingresso al ballo costa 85 euro, cena inclusa.

Per chi viene da fuori Roma e desidera pernottare, il costo della camera doppia all’Hotel Quirinale parte da euro 239 inclusa prima colazione, la tassa di soggiorno di € 3,00 per persona, per notte non è inclusa nel prezzo della camera.

La metà dell’Ottocento è proprio il periodo in cui il valzer trionfa. Un ballo “scandaloso” in cui per la prima volta nella storia la coppia è protagonista e si lancia abbracciata in giri vorticosi, esprimendo liberamente la propria passione romantica. Una danza ben diversa da quelle finora in auge, soprattutto nel Settecento, la “contraddanza”, in cui i ballerini si schierano in due file contrapposte e poi si incrociano in varie figure eseguendo dei passi rigidamente coreografati diretti da un “maître de ballets”.

Non c’è luogo più adatto dell’Hotel Quirinale per questo spettacolo affascinante: non appena l’Italia fu finalmente unificata, l’imprenditore Costanzi iniziò la costruzione di un complesso vicino alla Stazione che comprendeva un albergo e il teatro dell’opera, di cui la capitale mancava. L’Hotel Quirinale fu augurato l’8 gennaio 1874, mentre per l’inaugurazione del Teatro dell’Opera (allora Teatro Costanzi) bisognò aspettare il 25 novembre 1880. Albergo e teatro erano (e sono tuttora) collegati da un “passaggio segreto”, che lo rende unico e ne decreta il successo tra tutti i grandi artisti che si esibiscono all’Opera.

Da allora nelle sontuose camere dell'elegante albergo sono stati ospitati personaggi cari agli amanti del bel canto, come Toscanini, Puccini, Mascagni, Caruso, Del Monaco e in anni più recenti Carla Fracci, Nureyev e la mitica Callas, protagonista nel 1958 di una chiacchieratissima fuga dal palcoscenico, proprio attraverso il passaggio che collegava il teatro all'albergo.  

Di tempo ne è passato, ma a tutt'oggi l'atmosfera aristocratica che si respira nelle sontuose sale e nelle elegantissime 210 camere e suites, tutte arredate in stile Impero e dotate dei più sofisticati accorgimenti tecnologici, ne fa l'indirizzo preferito da una clientela estremamente esigente, in gran parte composta ancora di personalità dello spettacolo e di amanti del mondo della lirica, che apprezzano in particolare il rapporto sempre vivo esistente tra l'Hotel Quirinale e il Teatro dell'Opera. 

Hotel Quirinale – Via Nazionale 7 – 00184 Roma

Tel. 06/4707 – Fax 06/4820099

E-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Internet www.hotelquirinale.it

 

                                                                               Testo di  Marina Tavolato

28 Apr 2012
by Redazione - 
Pubblicato in Viaggi

primavera

Forse non è tra le mete più note del turismo del verde, ma anche in fatto di parchi, giardini, orti botanici e oasi naturali la Repubblica Ceca sa sorprendere. Con indirizzi sotto il cielo dove coabitano monumenti d’arte e capolavori di architettura verde, azzardi della natura e magistrali interventi florovivaistici, rarità botaniche e specie endemiche, eleganti giardini curati nei minimi dettagli e aree splendidamente selvagge. Giardini segreti e non, all’ombra di ville aristocratiche, antichi castelli o maestose montagne.

Lo spettacolo più sorprendente è certamente quello delle fioriture di primavera, quando sui rami fin qui spogli spuntano gemme di un timido verde e boccioli sfacciati, mentre i prati si vestono di petali colorati. Il più sorprendente solo perché, appunto, dopo ogni grigio inverno riesce a sorprendere. Ma in Repubblica Ceca come altrove il risveglio della natura non è che l’annuncio di una intera, lunga, bellissima stagione in parchi e giardini del Paese, dove è possibile tornare ogni settimana, ogni mese a censire nuove sfumature di verde, nuove fioriture, nuovi giochi cromatici nelle aiuole, nuovi profumi… Ecco allora qualche spunto valido da qui all’autunno, quando l’ultima tavolozza di tinte caldissime attirerà i patiti del foliage e chiuderà, provvisoriamente, la stagione.

 

La “Rinascita “ di Praga

Pietre antichissime da secoli tenacemente saldate le une alle altre a regalare monumenti storici, un’aura di leggenda e magia le cui radici affondano lontano nel tempo, strade calpestate miliardi di volte in migliaia di anni, tradizioni impossibili da estirpare, atmosfere di ieri… L’essenza stessa di Praga sembra essere quella di restare fieramente immobile nel passato, eppure c’è un momento, e ci sono luoghi, dove la città è un inno alla rinascita, alla natura che si risveglia e ne trasforma quel suo volto solo apparentemente immutato e immutabile.

Ne sono esempio i giardini del castello, roccaforte di ieri, dove sugli alberi e nelle aiuole lo spettacolo è un monumento all’oggi e al domani. I Kralovska Zahrada, i giardini reali, circondano il cinquecentesco palazzo di re Ferdinando. Il capolavoro verde, ora disegnato all’inglese ma per secoli coltivato secondo le mode delle varie epoche, si distende di fronte al padiglione. Folti cespugli, rampicanti, geometrie verdi, vialetti e grandi chiome tra cui si intravvedono le guglie della cattedrale… Al centro del parco, una bella fontana rinascimentale “sonora” (l’acqua cadendo sul metallo produce un suono musicale). Interessante anche la corte dei Leoni, dove venivano allevate le fiere, voluta da Rodolfo II, il cui destino si dice fosse legato a quello di un leone appunto. Una strega infatti avrebbe predetto la sua morte in seguito a quella di un leone del suo allevamento. Quando la bestia morì, dopo tre giorni si spense anche l'Imperatore. Non lontano dal castello, nel quartiere Mala Strana, ecco i Ledeburska Zahrada. Gli storici giardini di Ledebur, annessi all’omonimo palazzo e realizzati nel XVIII secolo, si presentano a terrazze, disposte in modo simmetrico e ordinato, orlate di balaustre, impreziosite di statue e fontane, collegate da scalinate e belle passeggiate. Su tutto, terrazze e giardini pensili, domina il caratteristico padiglione pentagonale. Polmone verde della capitale, la collina di Letna, che degrada verso le acque della Moldava con vista sulla città e con lo storico non-monumento alla fine del regime (il basamento che ricorda dove sorgeva il monumento a Stalin, poi demolito), è ammantata dal parco Letenske. Il parco conserva il padiglione di Hanavsky, singolare struttura in stile neobarocco oggi sede di un ristorante, e la più antica giostra d’Europa. Altra collina, altra oasi. La Petrinske Sadny -riconoscibile per l’antenna televisiva che svetta sulla sua sommità con una spiccata e non casuale somiglianza con la Torre Eiffel- aprì il suo parco al pubblico nel XIX secolo, là dove ai tempi di Carlo IV crescevano le vigne del re e a partire dal 1600 i giardini delle residenze nobiliari del quartiere Mala Strana. Oltre alla miniatura del monumento simbolo di Parigi, da scalare per una vista a 360° su Praga, il parco regala attrattive come il Labirinto degli Specchi, l’osservatorio Stefanik raggiungibile con la funivia, il medievale muro della fame costruito dai poveri in cambio di cibo, il belvedere e un profumatissimo giardino di rose. Per gli appassionati, da non perdere nemmeno una visita al Botanicka Zahrada, uno dei due giardini botanici di Praga, che offre un percorso di profumi, colori e suggestioni nella flora di mezzo mondo. Particolarmente graditi al pubblico il giardino giapponese e Fata Morgana, la serra tropicale. La città va però soprattutto fiera della vigna di Santa Chiara, parte del giardino e patrimonio storico nazionale, che è un monumento verde al passato di viticoltura della capitale. Il Pruhonicky Park, ospita l’Istituto di Botanica dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. Con una collezione di piante autoctone ed esotiche, per un totale di 1800 taxa, il parco ha grande rilevanza scientifica. Vi si ammirano dal comune rododendro a specie rarissime. C’è anche un giardino alpino.

Un itinerario verde che si rispetti va però oltre le cancellate dei giardini metropolitani di Praga e conduce in lungo e in largo per il Paese. A Kromeriz, per esempio, segnatevi i Kvetna Zaharada, eleganti giardini floreali realizzati nel XVII secolo su ordine di Carlo II da Liechtenstein e oggi inseriti nella Lista Unesco. C’è anche il nostro zampino: il giardino barocco fu influenzato dagli stili olandese e italiano e porta la firma, tra gli altri, degli architetti Filiberto Lucchesi e Giovanni Pietro Tencalla. L’immagine simbolo del giardino è la “rotonda” in realtà ottagonale al suo centro, cornice di insuperabili composizioni floreali e sede di alto pendolo di Foucault che vi troneggia dal XIX secolo. Imperdibile, poi, la Galleria dei Fiori, colonnato di quasi 250 metri, interamente affacciato sul parco e decorato internamente con statue, sculture, busti e pilastri. E’ tra l’altro possibile accedere al tetto e ammirare il parco dall’alto. Sempre a Kromeriz, anche il Podzamecka Zahrada, ovvero il giardino del palazzo arcivescovile. Palazzo e giardino, tra le mete più visitate della città, sono considerati monumento nazionale e fanno parte del patrimonio mondiale dell’umanità stilato dall’Unesco. Ben 47 ettari di capolavoro verde, il giardino si estende dal palazzo arcivescovile al fiume Moldava. Lo impreziosiscono, tra gli altri, corsi d’acqua, stagni e monumenti romantici. Sobrio ed essenziale, il giardino inglese annesso al centro regionale per le attività ricreative Luzanky a Brno è monumento nazionale. Conserva un interessante padiglione neorinascimentale. Tra le 150 diverse specie di piante, anche tre tipiche e peculiari della Moravia. A Kuks, infine, una vera attrazione: il parco Betlem, conosciuto anche come il “presepe di Braun”. Una vera e propria galleria a cielo aperto di statue in pietra, a grandezza naturale e impressionanti nella loro espressività. Corpi umani e animali scolpiti dallo scalpello di Matyas Bernard Braun con tanta maestria da sembrare che scaturiscano da soli dalla roccia. Realizzate direttamente sul posto e senza una progettazione, regalano scene relative alla vita di Cristo e alla Natività e sfoggiano una spontaneità straordinaria.

Non può infine mancare un cenno ai grandi parchi nazionali della Repubblica Ceca. Luoghi magnifici dove l’uomo non ha messo il suo zampino, né per creare né per distruggere. Luoghi da percorrere scarponcini ai piedi, in rispettoso pellegrinaggio tra capolavori di verde e roccia disegnati direttamente da Madre Natura.

Il Parco Nazionale di Sumava, che ammanta l’omonima catena montuosa lungo il confine sud-orientale della Repubblica Ceca con Germania e Austria, è stato istituito nel 1991 ma già dall’anno precedente era stato dichiarato riserva naturale Unesco. Noto anche com e Parco Nazionale della Selva Boema, è il più vasto del Paese, ma se si considera anche la limitrofa Foresta Bavarese su suolo tedesco, ecco il più grande complesso forestale d’Europa. E’ qui, tra le vette della Sumava, che nasce la Moldava, fiume-orgoglio del Paese. Nel parco si alternano colline moreniche, torbiere e laghetti glaciali. Solo 3 anni fa, tra l’altro, sono state riaperte al pubblico alcune zone del parco il cui accesso era vietato durante il regime comunista, proprio per la vicinanza al confine tedesco. Queste aree, un tempo frequentate solo da guardie forestali e polizia, si presentano particolarmente selvagge e affascinanti. Tra le specie rare e protette, la genziana della Pannonia, il giaggiolo siberiano e la soldanella montana. Al confine con la Polonia corrono invece i Monti dei Giganti (Krkonose), la catena montuosa più alta del Paese, sui cui svetta la più alta cima ceca: il monte Snezka (1.602 m). Riserva nazionale Unesco, meta ambita dagli sciatori, il Parco Nazionale dei Monti dei Giganti in estate offre 800 km di percorsi escursionistici. Ai piedi dei Krknose, nella zona conosciuta come Paradiso Boemo (geoparco Unesco), riserva la sorpresa delle cosiddette “città di pietra”, incredibili formazioni di roccia arenaria, uniche in Europa e presenti anche nel Parco Nazionale della Svizzera Boema, al confine con il parco nazionale tedesco della Svizzera Sassone. Di recente istituzione, dista un paio d’ore da Praga e sorge appunto sulla più grande regione arenaria d’Europa. Suo monumento-simbolo è l’arco naturale di roccia Pravcicka brana. Assai suggestivo l’Edmund Gorge, una scenografica gola percorribile solo in battello lungo il fiume che la solca. In Moravia meridionale infine, al confine con l’Austria, il Parco Nazionale Podyji è il più piccolo del Paese, ma rappresenta un esempio di paesaggio fluviale ben conservato in Europa Centrale. Caratteristici lo stretto canyon del fiume Dyje, la ricchezza di flora e fauna, le torbiere e le lande steppose. Il parco è anche noto per l’incredibile ricchezza di insetti.

 

INDIRIZZI UTILI

 

 

 

Ente Nazionale Ceco per il Turismo Via G. B. Morgagni, 20 – 20129 Milano -

 Tel. 02 20422467, fax 02 20421185 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. "

> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.turismoceco.it

Ambasciata: www.mzv.cz/rome - Istituto culturale ceco http://milano.czechcentres.cz/

28 Apr 2012
by Redazione - 
Pubblicato in Offerte

brasile fotoA giugno, São Luis, capitale dello stato di Maranhão, si trasforma in uno straordinario palcoscenico folcloristico in occasione di una delle più importanti manifestazioni popolari in Brasile: il Bumba Meu Boi, le feste “giugnine” che si svolgono dal 13 al 30 giugno e durante le quali gruppi mascherati raccontano la storia del boi (bue) attraverso musica, danze e rappresentazioni teatrali.

Questa manifestazione folcloristica racconta la storia dello schiavo Pai Francisco, detto Chico, che per soddisfare sua moglie Catirina incinta e desiderosa di mangiare la lingua del bue, uccide il vitello Mimoso, il più bello della fazenda del suo padrone. I vaccari lo scoprono e lo accusano al fazeindeiro. Chico fugge nella foresta ma i caboclos lo catturano e riescono a cavargli una confessione a suon di frustrate. Per salvargli la vita, alcuni sciamani di una tribù vicina cercano di rianimare il toro che alla fine è risanato per la gioia di tutti: “Bumba meu boi” significa “alzati toro!”. Francisco è salvo. Questa saga popolare è un’allegoria della vita, con il battesimo, la morte e la resurrezione del boi che sono in fondo la rappresentazione del calvario e della resurrezione di Cristo. Nelle vie del centro della città vari personaggi ripropongono la storia con manifestazioni religiose, musica, balli e sfilate di gruppi mascherati e il bue stesso è rappresentato con una maschera, più grande rispetto al corpo, molto colorata e decorata.

PARTENZA SPECIALE PER IL MUMBA MEU BOIGNO 2012

 

CHECK-IN: Speciale Mumba Meu Boi (12 giorni/11 notti)

Itinerario: Milano, Salvador de Bahia (via Lisbona), Sao Luiz, Barreirinhas, Carubè, Luis Correa, Jericoacoara, Fortaleza, Milano (via Lisbona).

Quota: a partire da Euro 2.720,00 a persona (minimo 10 partecipanti)

La quota comprende: Voli di linea Tap da Milano a Salvador de Bahia e ritorno da Fortaleza, via Lisbona, in classe economica - Voli interni in Brasile con GOL, come indicato in programma, in classe economica - Tutti i trasferimenti indicati in programma con mezzi privati - Navigazioni in barche a motore e piroghe, come indicato nel programma - Sistemazione in camera doppia negli Hotel/Posada indicati o similari - Trattamento come indicato in programma - Tutte le visite e le escursioni indicate in programma, inclusi gli ingressi - Guida/accompagnatore parlante italiano nel trasferimento da São Luiz a Jericoacoara e assistenza di guide locali parlanti italiano in ogni località - Polizza “Viaggi Rischio Zero”, Navale Assicurazioni - Guida del Brasile Ed. Ulysse Moizzi (per camera) - Kit da viaggio.

La quota non comprende: Assicurazioni (bagaglio/sanitaria/annullamento, Mondial Assistance, Euro 70,00) - Tasse aeroportuali e fuel surcharge (Euro 400,00, da riconfermare all’emissione del biglietto aereo) - Eventuali tasse di soggiorno - Eventuali tasse aeroportuali locali: attualmente sono tutte inserite nei biglietti aerei; potrebbero essere richieste o modificate senza preavviso dalle autorità locali - Preaccettazione (early check-in) e late check out negli alberghi, eccetto dove specificato - Escursioni e visite facoltative, non previste in programma - Pasti non previsti in programma, bevande, mance, extra di carattere personale e tutto quanto non specificato ne “la quota comprende”.

Dal punto di vista turistico il Brasile offre milioni di chilometri quadrati di foresta pluviale, ricchi di un impressionante patrimonio di flora e fauna, ma anche sconfinate spiagge che si estendono per gli oltre settemila chilometri dei suoi litorali. Si aggiunga la ricchezza e la varietà delle culture, degli usi e delle feste di una popolazione in cui la componente africana si sposa con quella coloniale portoghese, sempre animata da un’innata allegria che ne forma forse il tratto più caratteristico e affascinante.

Questi sono gli ingredienti principali del viaggio organizzato da Earth Cultura e Natura che non solo permette di visitare questa terra di straordinaria bellezza, ma anche di prendere parte al Bumba Meu Boi.

Il tour ha inizio da Salvador de Bahia, la città coloniale per eccellenza del Nordest del Brasile, affascinante e ricca di monumenti storici, divisa nella parte alta che si distingue per i colori accesi delle facciate delle case, spesso decorate con raffinati stucchi e nella parte bassa dove si trovano l’antico porto e il Mercato Modello che offre un’ampia e completa varietà dell’artigianato brasiliano.

Altrettanto straordinaria è São Luis dove si potrà assistere ai festeggiamenti per il Bumba Meu Boi per le vie del centro su cui si affacciano numerosi edifici civili e di culto, rivestiti dagli azulejos, le caratteristiche piastrelle in maiolica d’ispirazione lusitana per cui la città è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

Non appena raggiunta la costa a nord, un’escursione in fuoristrada tra le due e le lagune del Parco Nazionale Lençois Maranhenses vi offrirà uno degli spettacoli più incantevoli del Brasile: si tratta infatti di una zona geologica unica al mondo, costituita da dune di sabbia bianca finissima e alte fino a 40 metri intercalate da lagune di acqua dolce e cristallina che si accumula durante il periodo delle piogge.

L’itinerario prevede inoltre la possibilità di navigare lungo il Rio Preguiças con fermate nei canali e una breve camminata sulle dune dei Pequenhos Lencois per raggiungere il villaggio di Caburè, per poi spostarsi verso ovest nello stato di Ceará dove si trova la famosa Jericoacoara, che oltre alle bellissime spiagge, offre un frizzante centro abitato costruito nella sabbia, con dune bianche che contrastano con l’azzurro del mare, un vero paradiso terrestre.

Questa l’ultima tappa di questo viaggio in Brasile che rappresenta un’iniezione di puro piacere per chi vuole immergersi in una natura meravigliosa, entrando in contatto con questo favoloso caleidoscopio di emozioni intense, lasciandosi contagiare dalla straordinaria gioia di vivere che accompagna la quotidianità del popolo brasiliano, ancora di più in occasione di una festa popolare come quella del Bumba Meu Boi!

Informazioni, quote aggiornate e prenotazioni:

EARTH Cultura e Natura - T. 0341 286793

W: www.earthviaggi.it – @: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. "> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

25 Apr 2012
by Redazione - 
Pubblicato in Viaggi

praga

Pietre antichissime da secoli tenacemente saldate le une alle altre a regalare monumenti storici, un’aura di leggenda e magia le cui radici affondano lontano nel tempo, strade calpestate miliardi di volte in migliaia di anni, tradizioni impossibili da estirpare, atmosfere di ieri… L’essenza stessa di Praga sembra essere quella di restare fieramente immobile nel passato, eppure c’è un momento, e ci sono luoghi, dove la città è un inno alla rinascita, alla natura che si risveglia e ne trasforma quel suo volto solo apparentemente immutato e immutabile.

Ne sono esempio i giardini del castello, roccaforte di ieri, dove sugli alberi e nelle aiuole lo spettacolo è un monumento all’oggi e al domani. I Kralovska Zahrada, i giardini reali, circondano il cinquecentesco palazzo di re Ferdinando. Il capolavoro verde, ora disegnato all’inglese ma per secoli coltivato secondo le mode delle varie epoche, si distende di fronte al padiglione. Folti cespugli, rampicanti, geometrie verdi, vialetti e grandi chiome tra cui si intravvedono le guglie della cattedrale… Al centro del parco, una bella fontana rinascimentale “sonora” (l’acqua cadendo sul metallo produce un suono musicale). Interessante anche la corte dei Leoni, dove venivano allevate le fiere, voluta da Rodolfo II, il cui destino si dice fosse legato a quello di un leone appunto. Una strega infatti avrebbe predetto la sua morte in seguito a quella di un leone del suo allevamento. Quando la bestia morì, dopo tre giorni si spense anche l'Imperatore. Non lontano dal castello, nel quartiere Mala Strana, ecco i Ledeburska Zahrada. Gli storici giardini di Ledebur, annessi all’omonimo palazzo e realizzati nel XVIII secolo, si presentano a terrazze, disposte in modo simmetrico e ordinato, orlate di balaustre, impreziosite di statue e fontane, collegate da scalinate e belle passeggiate. Su tutto, terrazze e giardini pensili, domina il caratteristico padiglione pentagonale. Polmone verde della capitale, la collina di Letna, che degrada verso le acque della Moldava con vista sulla città e con lo storico non-monumento alla fine del regime (il basamento che ricorda dove sorgeva il monumento a Stalin, poi demolito), è ammantata dal parco Letenske. Il parco conserva il padiglione di Hanavsky, singolare struttura in stile neobarocco oggi sede di un ristorante, e la più antica giostra d’Europa. Altra collina, altra oasi. La Petrinske Sadny -riconoscibile per l’antenna televisiva che svetta sulla sua sommità con una spiccata e non casuale somiglianza con la Torre Eiffel- aprì il suo parco al pubblico nel XIX secolo, là dove ai tempi di Carlo IV crescevano le vigne del re e a partire dal 1600 i giardini delle residenze nobiliari del quartiere Mala Strana. Oltre alla miniatura del monumento simbolo di Parigi, da scalare per una vista a 360° su Praga, il parco regala attrattive come il Labirinto degli Specchi, l’osservatorio Stefanik raggiungibile con la funivia, il medievale muro della fame costruito dai poveri in cambio di cibo, il belvedere e un profumatissimo giardino di rose. Per gli appassionati, da non perdere nemmeno una visita al Botanicka Zahrada, uno dei due giardini botanici di Praga, che offre un percorso di profumi, colori e suggestioni nella flora di mezzo mondo. Particolarmente graditi al pubblico il giardino giapponese e Fata Morgana, la serra tropicale. La città va però soprattutto fiera della vigna di Santa Chiara, parte del giardino e patrimonio storico nazionale, che è un monumento verde al passato di viticoltura della capitale. Il Pruhonicky Park, ospita l’Istituto di Botanica dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. Con una collezione di piante autoctone ed esotiche, per un totale di 1800 taxa, il parco ha grande rilevanza scientifica. Vi si ammirano dal comune rododendro a specie rarissime. C’è anche un giardino alpino.

 

 

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