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I mille volti del Perù

peru foto Un viaggio che dalla foresta pluviale amazzonica della riserva nazionale di Pacaya-Samiria conduce alle isole Isole Ballestas fino ai tesori archeologici di Cusco e Machu Picchu
 
Universalmente noto per essere stato la grande terra degli Inca, oltre a siti archeologici ormai entrati nel mito, il Perù vanta anche una diversità
biologica tra le più ricche al mondo. L’Amazzonia, immensa foresta pluviale, ne ricopre oltre il 60% del territorio. A nord-est la sua porta di ingresso è la vivace Iquitos affacciata sul Rio delle Amazzoni e capitale della Regione di Loreto, raggiungibile in un paio di ore di volo da Lima. Tra il Río Marañón e l’Ucayali, prima che i due fiumi si incontrino dando vita al Rio delle Amazzoni, si estende la riserva nazionale di Pacaya-Samiria, la più grande del Perù e molto lontana dalle tradizionali rotte turistiche. Basti pensare che i turisti sono pochissimi: solo 4.000 nel 2012 contro i 5.000 al giorno presenti a Cusco. Tre bacini idrici, due milioni e ottanta ettari di foresta pluviale, un’infinità di laghi, 250 varietà di pesci e 330 di uccelli, più di mille specie di piante. Nessun numero può però rendere l’idea dello spettacolo di armonia offerto dalla foresta che si specchia in bacini resi riflettenti dai tannini. La si esplora a bordo di piccole imbarcazioni, osservando martin pescatori e bradipi immobili, mentre in acqua nuotano i piranh e il paiche, il pesce d’acqua dolce più grande al mondo lungo fino a 2,5 m, delfini rosa e grigi che, insieme a gamberi e sogliole, si sono adattati nei secoli all’acqua dolce, perché qui, in tempi remoti, esisteva il mare. Un’esperienza di interesse anche antropologico grazie alla possibilità di entrare in contatto con la comunità locale di San Jorge dove gli abitanti preservano l’antichissima lingua amazzonica “cocamilla” e i bambini si esibiscono in danze ispirate all’Ayahuasca, rito di purificazione amazzonico. Un volo a Lima e un viaggio in pullman lungo la Panamericana, che costeggia il Pacifico, diretti a Sud fino a Paracas e dall’Amazzonia si passa alla fredda corrente di Humboldt che lambisce le isole Ballestas, le piccole Galapagos peruviane, rocciose e scure, abitate da colonie di pinguini di Humboldt, leoni marini e migliaia di uccelli. 
Un altro volo, e si arriva ad Arequipa, dagli edifici coloniali in roccia vulcanica chiara, adagiata sull'altopiano andino circondata da spettacolari vulcani tra i quali spicca la vetta conica incappucciata di neve del Misti che, con i suoi 5.825 m, sembra bucare il cielo. Si attraversa la pampa di Cañahuas e Arrieros dove si trova la Riserva Nazionale di Vicuñas, che conserva gigantesche rocce a forma di castelli; passando ai piedi del vulcano  Chachani  con un po’ di fortuna, si ammira  il regale volo del condor. Il Canyon del Colca, il secondo più profondo al mondo, sorprende con i suoi 3000 m verticali. Magico il centro di Cusco dove maestri artigiani lavorano tra stradine inca di rara bellezza e maestosa la fortezza di Ollantaytambo, ultimo avamposto a difesa di Machu Picchu, la cittadella perduta degli Inca.   Arroccata sulla cima di una montagna che domina la profonda gola del fiume Urubamba e immersa nella foresta tropicale, Machu Picchu disegna giochi geometrici di scalinate e canali di pietra, templi, piazze e mausolei. Esempio di tenacia umana costruita a oltre 2.350 m di altitudine in molteplici unità sparse per tutta la zona, a diverse altitudini, separate da precipizi impressionanti e unite da sentieri spesso angusti e pericolosi, scoperta solo nel 1911 da Hiram Bingham, professore di Yale. 
Prima di ritornare in Italia merita una sosta Lima, città culturalmente fantasmagorica, per un tour e una visita al Museo Larco, che vanta la più grande collezione privata di arte precolombiana peruviana. Ma anche per le gallerie d’arte e i locali trendy di Barranco, i centri commerciali di Miraflores, l’architettura coloniale del centro come la Cattedrale, il Convento di Santo Domingo e quello di San Francisco. Senza dimenticare la gastronomia, gustosa e varia, risultato della fusione delle cucine europea, africana e asiatica con quella andina. Numerosissimi i ristoranti e ben 6000 le chevicherie dove gustare il ceviche, piatto fatto con pesce o frutti di mare crudi marinati nel limone con spezie o con il lomo (filetto) saltado, magari con un buon pisco sour, il cocktail nazionale a base di  pisco, albume, angostura e succo di limone. Davvero ottimo ma attenzione ai gradi!
Il tour operator Vuela.it propone il tour “Perù fascino selvaggio” di 14 giorni/13 notti: Lima, Riserva Nazionale Pacaya Samiria, Isole Ballestas, Paracas, Arequipa, Canyon del Colca, Cusco, Machu Picchu, Valle Sagrado, Lima.
Voli di linea intercontinentali e interni, pranzi inclusi, guide in inglese/spagnolo in hotel categoria standard in camera doppia da 2.800 euro; in hotel categoria superiore da 3.100 euro (con base minima di due persone).
 
Info: “Vuela con noi” di Vuela srl   sede direzionale Viale Monza, 1 – 20127 Milano
Uffici al pubblico Via Padova 60 - 20131 Milano, 
tel. 02.26.80.91.17 e-mail : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   www.vuela.it
 
                                                                                                                                  di Silvana Benedetti
Ultima modifica 23 Settembre 2013
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