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Selma Elloumi Rekik Ministro del Turismo e dell’Artigianato della Tunisia

16388939 102Selma Elloumi Rekik, Ministro del Turismo e dell’Artigianato della Tunisia in carica da due anni ha avuto un incontro nell’hotel Ras El Ain di Tozeur con alcuni giornalisti italiani impegnati in un press-tour organizzato dall’ente del Turismo della Tunisia. La conferenza stampa verteva sugli interventi del governo effettuati nell’ottica di un recupero del turismo
internazionale attraverso le garanzie legate alla sicurezza dopo le gravi stragi del 2015 segnate da eventi nefasti e luttuosi quali rispettivamente: 
•Strage del Museo del Bardo avvenuta nel marzo con più di 20 morti di cui 4 italiani
•Attentato di Sousse sulle spiagge locali, del giugno, con circa 40 morti
• forte esplosione verificatesi nella centrale Avenue Mohamed V di Tunisi vicino all'ex sede del partito di Ben Ali, Rcd. Ad andare in pezzi un bus con a bordo uomini della guardia presidenziale: almeno 12 i morti, 17 i feriti a novembre.
Vi è un accordo turistico con più paesi  realizzato nel primo il primo trimestre del 2016 con il visto elettronico favorevole allo sviluppo economico integrato con i progetti  Green. Il programma di sviluppo culturale con l’Italia si svolge a favore del commercio e del turismo, con il governo che lavora a questi importanti fattori per permettere di visitare i siti patrimonio dell’Unesco, tutto ciò a garanzia della svariegata presenza di culture e di religioni che coabitano nel paese, menziona in particolare il Ministro: -“ con il giudaismo e le Sinagoghe come luoghi sacri e i cristiani che sono presenti dal VII secolo A.C., protetti dalla minaccia incombente, l’obiettivo è fare in modo che attraverso la ripresa delle imprese, dell’economia da realizzarsi con programmi di crescita e sviluppo economico si superi la stagnazione. Il problema principale sembra costituito dalla vicina Libia che provoca alla Tunisia, paese confinante, di essere  preso di mira dagli integralisti, soprattutto perché democratico nello specifico una forma di governo di tipo repubblicano costituzionale democratica e un sistema elettorale influenzato dal diritto civile francese, un parlamento bicamerale con il primo ministro come capo del governo, e un sistema giudiziario (seppur si configuri con un sistema fragile e giovane dopo le elezioni del 2014). 
Il ministro menziona anche di un Patto esistente con il MIUR e le scuole italiane, in collaborazione con il Ministero dell'Educazione e della Formazione tunisino la formazione continua degli insegnanti e la collaborazione con scuole italiane. e istituzioni che attivano corsi di lingua e cultura italiana in Tunisia (ma anche spagnola, russa, rumena e tunisina)  la formazione e l´apprendimento dei bambini e dei ragazzi
Anche altri paesi del Mediterraneo sono in difficoltà, qui dopo la “rivoluzione dei gelsomini” del 2011 per allontanare l’allora primo ministro Ben Ali si sono verificate molte fughe all’estero ed anche molte affiliazioni  all’Isis per cui si è reso necessario incentivare la prevenzione e repressione contro il terrorismo, che, secondo il Ministro, non deve limitare lo sviluppo e la crescita economica.16196264 10207
In questi due anni, ha riconosciuto il Ministro, in accordo con il suo staff, il turismo in Tunisia ha visto diminuire a vista d’occhio le presenze, in un processo iniziato dopo la “rivoluzione dei gelsomini” del 2011, in un processo stimabile intorno all’80% (l’apice è avvenuto dopo il nefasto 2015) che pare indicativamente  verso la fine dell’anno scorso si sia arrestato ed inizia dal 2017 a manifestarsi l’attesa risalita dell’incidenza turistica tendenziale con il ritorno dei turisti nella ex-colonia romana. 
Ai giornalisti il Ministro ha confermato che l’impegno del Governo è stato apprezzato e sostenuto dai importanti gruppi di alberghieri che hanno aumentato gli investimenti, mentre per quanto concerne le compagnie marittime la ripresa delle crociere, importantissima per il ritorno di un turismo di massa non è ancora avvenuta. Rammentando come nella prima Strage del Bardo, i turisti coinvolti provenivano da due navi da Crociera di Costa e MSC per cui le Compagnie dovettero rispondere dopo la strage ad attacchi anche giudiziari con l’accusa di aver promosso un itinerario che non avrebbe garantito la sicurezza ai viaggiatori. Rispondendo alle sollecitazioni della stampa italiana del settore Selma ha espresso, facendosi portavoce del pensiero governativo, una posizione di netta severità nei confronti di quei terroristi che arruolatesi tra le fila del Stato Islamico, essendo simpatizzanti o in qualche misura attratti dalla prospettiva dello Stato Islamico, che vogliono ritornare in patria e verranno giudicati senza possibilità di sconti o amnistie poco consone ai tribunali dello Stato Tunisino ed alle sue istituzioni. Ad una richiesta specifica di un cronista italiano che chiedeva della situazione della sicurezza dei turisti italiani dopo l’omicidio di Amri, presunto attentatore di Berlino, e sulle possibili ritorsioni, la ministra ha ricordato come i Ministeri competenti  abbiano provveduto a molti arresti ed espulsioni di cittadini tunisini potenziali fiancheggiatori o addirittura alle dipendenze del Califfato, in modo massiccio. Il ministro ha riconosciuto che i terroristi islamisti sono un disonore per il Paese e quindi risulta necessaria un’azione di polizia e Intelligence a livello internazionale e la stretta collaborazione con gli organi di sicurezza italiani. Per conto proprio il governo tunisino cerca in primo luogo una politica di prevenzione e controllo delle moschee onde evitare che si trasformino in luoghi ci coartazione di adepti integralisti. Riconosciuto che la collaborazione e la cooperazione a livello internazionale ha consentito un consolidamento delle misure di sicurezza permettendo di proteggere meglio i turisti sia nei luoghi infrastutturali di passaggio, sia in quelli di maggior attrattiva turistica quali: siti d’interesse culturale, luoghi di ristoro e residenziali e gli aeroporti e le stazioni. In Europa grande rilievo in senso negativo hanno avuto i gravi accadimenti avvenuti nel 2015 in luoghi aperti ed affollati come Sousse e Tunisi hanno visto un abbandono da parte della gran parte dei turisti del paese, che solo recentemente ha invertito la tendenza negativa a partire dal 2016, seppur in modo non rilevante. Prima della conferenza odierna il Ministro aveva già dichiarato ad un emittente locale, a seguito del Convegno Internazionale intitolato: “Tunisia 2020” della consistenza dei progetti futuri incentrati sull’ineludibile tema della sicurezza, per cui una volta garantito, il meglio possibile, questo fattore c’è la possibilità strutturale di accogliere 7 milioni di turisti stranieri quest’anno, ed in prospettiva si arriva ai 10 milioni entro il 2020. IL settore sarà incentivato e promozionato attraverso una formazione professionale capillare e controlli molto rigorosi, partendo da una riqualificazione delle strutture ricettive di base che dovranno acquisire una dimensione internazionale attraverso la “certificazione internazionale”. Attraverso una pluralità di offerta turistica non solo di nicchia (oltre alla classica destinazione balneare, che attira molto i russi attualmente grandi viaggiatori e frequentatori delle Terre del Sud), e con i favori assodati legati ai progetti attuati, in particolare: 
•Open Sky (apertura alle principali Compagnie Aeree oltre la Tunisair), consolidano la Tunisia come uno dei principali target attuali aperta soprattutto alla presenza cospicua dei numerosi russi e cinesi. 
•C’è un programma specifico per l’artigianato per ristrutturare l’intero settore ed il patrimonio molto ricco che possiedono le regioni, dal punto di vista geografico viene menzionato il lago Itzquel ed il suo patrimonio naturalistico eccezionale tanto da essere riconosciuto sotto l’egida dell’UNesco
LA QUESTIONE DELLA SICUREZZA DEI VIAGGIATORI AL CENTRO DELLA STRATEGIA DEL MINISTERO
Risulta essere basilare anche per le risultanze del viaggio stampa organizzato dall’Ente del Turismo riconoscere come molti tunisini siano stati adescati dalla propaganda dello stato islamico, con il paese che c vive ancora nell’incertezza, con alcuni luoghi turistici non ancora visitabili e aperti al pubblico.
Per questo il direttore Generale del Ministero del Turismo della Tunisia, Abdellatif Haman è intervenuto sulla questione della sicurezza, riconoscendo come il turismo italiano ha subito le ripercussioni del pericolo legato al terrorismo internazionale , mentre oggi c’è una presa di coscienza che i luoghi ricettivi principali, le spiagge, i siti di tipo archeologico e museale sono sotto controllo grazie al moltiplicarsi degli sforzi del Ministero dell’Interno. Anche le frontiere attraverso la Coalizione internazionale di cui il paese fa parte sono ben protette, (menzionata in particolare quella con la Libia), tanto che il direttore dell’ente turistico menziona una preziosa “eccezione Tunisia” nel vasto e multiforme panorama del mondo arabo, per quanto riguarda le garanzie per i visitatori. Dopo il 2011 il Paese ha un presidente eletto regolarmente e viene riconosciuto come il migliore dei Paesi arabi per la libertà di stampa dalle associazioni competenti che si occupano di attribuire queste importanti determinazioni. L’apertura del Paese alla mentalità del turismo occidentale fa sì che si siano destinate le giuste risorse e investimenti nel sistema di istruzione e formazione pedagogica, corroborato da un dispiegamento di forze di sicurezza adeguato ai pericolosi fantasmi del terrorismo che sempre tengono in apprensione cittadini e istituzioni.
Per questo occorre rilevare come noi giornalisti abbiamo constatato la presenza dei metal detector adeguati nei centri commerciali, in alcuni siti archeologici, nelle strutture ricettive e ristorative (ove è stata infittita anche la vigilanza privata). Inoltre viene anche garantito che nei viaggi organizzati dai principali agenti turistici ci sarà un’accurata vigilanza, fitta ed organizzata, con numerosi agenti in borghese posizionati strategicamente nei Suk e nelle Medine, ove i sistemi di videosorveglianza e un corpo speciale di polizia turistica che è stato addestrato in paesi ad alto rischio terroristico, quali Inghilterra e Italia, appaiono elementi corroboranti al fine di garantire una sorveglianza al contempo molto intensa e discreta. La questione sicurezza risulta essere così basilare poiché garantisce la funzione sociale del turismo, incentiva il business ad esso legato e soprattutto va in direzione della promozione di valori condivisi ed assolutamente da difendere che sono quelli rifratti dalla tradizione europea (in particolare a quelli promossi e diffusi dal colonizzatore francese).
Da ricordare come nell’ottica della lotta al terrorismo e all'emigrazione clandestina si è svolto un incontro tra i due Ministri dell’Interno di entrambi i paesi dimostrando che queste sono priorità per la Tunisia così come per l'Italia. Lo ha riconosciuto lo stesso  Ministro dell'Interno di Tunisi, Hdi Majdoub dopo aver incontrato il suo omologo italiano Marco Minniti, sottolineando la necessità di aumentare il grado di vigilanza delle frontiere, soprattutto quelle marittime con l'Italia per prevenire ogni minaccia terroristica e ogni tentativo di immigrazione/emigrazione clandestina.   
E proprio la cooperazione italo-tunisina nel campo della sicurezza e le modalità per rafforzarla sono stati al centro dei colloqui tra nel recente incontro a Tunisi. Lo riferisce un comunicato del ministero dell'Interno di Tunisi. In particolare, Minniti e Mejdoub hanno parlato della sicurezza delle frontiere marittime e delle modalità per affrontare l'immigrazione clandestina e tutte le altre forme di criminalità, compresa quella di matrice terroristica.   Il ministro dell'interno italiano e l'omologo tunisino hanno poi presieduto una riunione congiunta tra i responsabili della sicurezza di entrambi i paesi. Il ministro Minniti aveva incontrato in precedenza, sempre in presenza di Mejdoub, anche il premier del governo di unità nazionale, Youssef Chahed affrontando i temi dell'immigrazione, della sicurezza e delle relazioni bilaterali tra i due paesi, nell’occasione un’apertura straordinaria ha permesso in serata una visita al museo del Bardo. Il giorno seguente c’è stato un incontro con il presidente della repubblica Beji Caid Essebsi al palazzo presidenziale di Cartagine per rinsaldare i rapporti diplomatici tra i due paesi, sancendo la reciproca collaborazione e lo sguardo com.                                                             
                                                                                                             Testo di Andrea Novarino
Ultima modifica 01 Febbraio 2017
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